Rigopiano, i fidanzati sopravvissuti: "Pensavamo fosse un terremoto"

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Parlano i due giovani estratti dalle macerie dell'hotel colpito dalla valanga sul Gran Sasso. Prima del disastro, gli ospiti attendevano l'arrivo dello spazzaneve per lasciare la struttura ed erano radunati nella sala del tè

"Nessuno ha avvertito del pericolo valanga", "quando è arrivato il terremoto eravamo tutti spaventatissimi". Così i fidanzati di Giulianova (Teramo), Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, sopravvissuti alla valanga che ha investito l’hotel Rigopiano raccontano quello che è accaduto durante il loro soggiorno, nei momenti precedenti alla tragedia.

 

"Radunati nella sala del tè" - Le prime preoccupazioni degli ospiti, hanno spiegato i due giovani, sono iniziate con l’arrivo delle scosse di terremoto più che per le forti nevicate. “Eravamo tutti nella hall per aspettare lo spazzaneve, perché poi dovevamo accodarci a lui e riscendere ”, racconta la ragazza. I proprietari del resort avevano detto agli ospiti di “stare tranquilli e radunarsi nella dal del tè dove c’era il camino”, in attesa del passaggio dello spazzaneve. Tutti sembravano voler abbandonare la struttura ed erano "molto spaventati". 

 

"Pensavamo si trattasse di un terremoto" - Passa poco tempo e arriva un’altra comunicazione: non si sa se lo spazzaneve riuscirà ad arrivare, bisogna organizzarsi per passare la notte in hotel, possibilmente nella sala del te. "Tornare nelle camere era pericoloso - racconta la ragazza - ma per via del terremoto, noi non pensavamo che fosse una valanga. Finché i soccorritori non ce l’hanno detto, noi credevamo che si trattasse di un terremoto molto forte”.

 

"Sono Giorgia e sono viva" - Poi il racconto del salvataggio. "Sono Giorgia, sono viva" le parole che Giorgia ha detto al momento dell'arrivo dei soccorsi.  "I soccorritori ci hanno tenuto su, ci parlavano. Ripetevano 'siamo qui e non ce ne andremo fino a quando non vi tiriamo fuori".

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