Rigopiano, il pm: nessun decesso soltanto per ipotermia

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Il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini, fa il punto sulle indagini: sei autopsie fatte, altre sei da fare. "Evidenti incomprensioni sulle richieste di aiuto"

I risultati delle prime sei autopsie effettuate sulle vittime dell’hotel Rigopiano dicono che “molti sono morti per schiacciamento, altri per varie concause: schiacciamento, asfissia, ipotermia. Ma nessuno è deceduto per solo assideramento". Lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini nel punto sulle indagini in corso per accertare eventuali responsabilità nella tragedia dell’albergo sepolto dalla slavina. Tragedia nella quale al momento le vittime accertate sono 25, mentre i dispersi risultano ora 4 e i sopravvissuti 11.

 

"Ritardi nei soccorsi non causa di morte" - Finora, ha aggiunto il procuratore, sono state effettuate 6 autopsie e altre 6 sono in programma. "Per i primi sei casi le cause dei decessi sono diverse le une dalle altre. In alcuni casi sono morti immediate per  schiacciamento, in altri c'è concorrenza di cause: schiacciamento, ipotermia e asfissia". Dunque, aggiunge, eventuali ritardi nei soccorsi in questi primi sei casi non sarebbero stati causa diretta di morte.

 

L'accusa di uno dei legali - Di diverso avviso il legale di parte della famiglia di una delle vittime, Gabriele D'Angelo: "Sul mio assistito non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali” spiega Domenico Angelucci, "secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato".

 

"Incomprensioni evidenti" - Il procuratore Tedeschini ha anche evidenziato possibili responsabilità da parte di chi non ha creduto alle richieste di aiuto. La macchina dei soccorsi si è resa conto per la prima volta che qualcosa di grave era veramente accaduta a Rigopiano alle 19.01, la seconda volta che Giampiero Parete aggancia il 118 di Pescara e racconta la valanga. E' questa telefonata che convince le sale operative. In quel lasso di tempo tra le 16.30-16.45, ora presunta della slavina, e i disperati tentativi dei sopravvissuti di chiamare i soccorsi, ci sono state, "è evidente, delle incomprensioni relative alle richieste di aiuto", ha ammesso la procura di Pescara. Ma l'indagine conferma che la macchina dei soccorsi non è stata ferma: semmai ha incontrato ostacoli nel trovare conferme nel corso di quelle ore.

 

Fascicolo contro ignoti - Sulla valanga che ha travolto l’Hotel Rigopiano è stato aperto un “unico fascicolo” contro ignoti. Le ipotesi di reato per cui si procede sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo

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