Delitto di Perugia, "inammissibile" la revisione chiesta da Guede

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La Corte d'appello di Firenze non ha accolto la richiesta avanzata dai legali dell'ivoriano condannato a 16 anni per il delitto di Meredith Kercher del 2007

Dopo circa un’ora di udienza in camera di consiglio, la Corte d’appello di Firenze ha dichiarato “inammissibile” la richiesta di revisione del processo per l'omicidio di Meredith Kercher presentata da Rudy Guede. L’ivoriano è stato condannato a 16 anni per il delitto avvenuto a Perugia nel 2007. Dopo l'omicidio, Guede, insieme a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox, arrivò all'udienza preliminare dove scelse il rito abbreviato, al contrario di quello che fecero gli altri due che optarono per l'ordinario. Sollecito e Knox vennero poi assolti in Cassazione.

 

La reazione della difesa - “Valutiamo se presentare ricorso alla Cassazione”, ha detto l’avvocato di Guede, Tommaso Pietrocarlo, che ha poi precisato: “La Corte di appello ha ritenuto che tra i due giudicati non ci sia, neppure a livello di progettazione astratta, una contraddittorietà e una incompatibilità. A nostro avviso l’incompatibilità c’è ed è piuttosto evidente e la revisione andava ammessa”. Per la difesa, tutto si basa sulla sentenza di assoluzione pronunciata dalla Cassazione nei confronti di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, precedentemente condannati a 25 e 28 anni e sei mesi di reclusione come colpevoli del delitto. Centrale, nell'assoluzione, è stato stabilire che il coltello di Raffaele Sollecito non fosse l’arma del delitto, né che le tracce biologiche sul reggiseno della vittima fossero riconducibili all’uomo. Ma, come ha sottolineato il difensore di Guede, questi stessi elementi sarebbero quelli che hanno portato alla condanna del suo cliente. “La nostra condanna dà per esistente che il coltello era quello” e che “nell’eseguire la violenza sessuale” sulla vittima Guede “sarebbe stato coadiuvato da Sollecito”. 

 

Il commento di Raffaele Sollecito - “Rudy Guede non è stato condannato in concorso con dei fantasmi ma singolarmente nel processo che lo ha riguardato e nel quale sono state riconosciute tutte le sue responsabilità”. È stato questo il commento di Raffaele Sollecito dopo la decisione di giudicare “inammissibile” la richiesta di revisione del processo dell'ivoriano. “Sulla scena del delitto non ci sono comunque mai stati indizi della presenza di più persone ma solo le tracce di Guede”, ha aggiunto Sollecito. Il prossimo 16 gennaio Sollecito attende la decisione della Corte d'appello di Firenze in merito alla richiesta di risarcimento - pari a 516mila euro - per "ingiusta detenzione" avanzata dall'uomo per i quasi quattro anni trascorsi in carcere prima dell'assoluzione.

 

La famiglia Kercher - Anche i legali della famiglia della vittima hanno commentato la decisione della corte d’appello di Firenze. “È finita questa storia”, hanno detto. Per gli avvocati della famiglia Kercher la richiesta di revisione è inammissibile perché “i fatti posti a fondamento della sentenza di Knox e Sollecito non sono incompatibili con la condanna di Rudy Guede”.

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