Dal 2035 in Europa si potrebbero vendere solo auto elettriche

Lo sviluppo delle auto elettriche passa anche dalla distribuzione delle colonnine di ricarica (Getty Images)
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La previsione è contenuta in un report della ING. Secondo il gruppo bancario olandese, prezzi in calo e migliori infrastrutture potrebbero favorire la transizione. Ma ci sarebbero anche rischi per i produttori del continente 

Il trasporto europeo sarà molto presto completamente verde. Secondo ING ci sarebbe anche una data già fissata per la completa conversione del settore automobilistico: il punto di svolta sarebbe il 2035. Da allora in poi - secondo lo studio commissionato dal gruppo bancario olandese intitolato "Breakthrough of electric vehicle threatens European car industry" - nel Vecchio Continente saranno vendute solo auto elettriche. "L'industria automobilistica – scrivono gli economisti Max Erich e Jurjen Witteveen, firmatari del report – è a un punto di svolta, con i veicoli elettrici sempre più competitivi". La prospettiva di un mercato tutto elettrico nel giro di meno di vent'anni viene così definita "sempre più realistica".

Tre passi verso un mercato elettrico

Il successo commerciale non passa solo dalle performance delle vetture (già oggi di buon livello) ma anche dalle infrastrutture elettriche. Ecco perché ING indica tre fattori decisivi per la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Prima di tutto, ci sarà un miglioramento nei sistemi di ricarica. Saranno più efficaci e veloci: consentiranno di percorrere 300 chilometri con un "pieno" di appena 20 minuti. Un primo passo, questo, già alla portata: l'obiettivo sarebbe infatti raggiungibile per il 2018. In seconda battuta sarà placata quella che il report chiama "ansia da autonomia". Tradotto: se i distributori tradizionali sono ovunque, è ancora scarsa la densità di colonnine. Il loro numero però sarà destinato ad aumentare "dal 2020, per venire incontro alle aspettative crescenti dei consumatori". Infine, ultimo tassello: la questione prezzi. Le auto elettriche sono ancora troppo care, tuttavia ci sono diversi cambiamenti in vista. Lo sviluppo di nuove batterie, la concorrenza, i costi di gestione contenuti e una gamma di vetture più ampia (dalle utilitarie alle berline di lusso) sono tutti fattori che rivoluzioneranno il mercato. Risultato? il costo delle vetture elettriche tenderà ad allinearsi con le auto a benzina a partire dal 2024. A questo punto, la domanda inizierà a lievitare. E anche le case automobilistiche più timide potrebbero abbracciare una completa transizione.

Gli effetti su industria e occupazione

Ma cosa significherebbe tutto questo per il mercato europeo? ING sottolinea che l'adozione anche solo continentale del trasporto elettrico avrà un impatto significativo sull'automotive globale. L'Europa, infatti, genera un quarto del fatturato del settore. Il report, però, sottolinea anche alcune criticità, sul piano industriale e occupazionale. I produttori europei non sono attrezzati per competere nella produzione di batterie agli ioni di litio, che attualmente costituiscono solo il 3% del mercato. Un po' come se avessero la capacità di costruire gli abitacoli senza preoccuparsi dei serbatoi. Significa quindi dipendere fortemente da fornitori esterni (come Cina e Giappone): uno svantaggio in vista della crescente concorrenza globale. Inoltre, le auto elettriche hanno meno componenti e il loro processo produttivo è, già oggi, più automatizzato di quello tradizionale. Una caratteristica che si traduce in meno posti di lavoro in catena di montaggio. La soluzione? ING suggerisce uno spostamento dalla vendita ai servizi. Se oggi buona parte del fatturato dipende dall'immatricolazione delle vetture, domani peseranno sempre di più software e applicazioni. Un po' come quello che avviene oggi con gli smartphone: costi di vendita più bassi ma abbonamenti telefonici e app che garantiscono incassi diluiti nel tempo.

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