Marghera, rigenerazione d'arte e cultura

Veneto
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Studi in un'area periferica tra fabbriche e palazzi dismessi

(ANSA) - VENEZIA, 30 DIC - Studi d'artisti e architetti, "cellule" di rigenerazione culturale e produttiva, di possibile aiuto a una rinascita sociale tra spazi periferici post industriali di Porto Marghera, che continuano a tenere la posizione, a offrire la speranza che, a margine di un'area punteggiata dalle ciminiere, si realizzi il sogno di un "distretto delle arti".
    "Pila 40" è uno di questi esempi che fanno storia. In tre grandi edifici di cemento e vetro, attorno a un cortile, negli anni '20 adibiti a stalla per cavalli da trasporto e poi trasformati in rimessa per macchine per uso civile e industriale, negli anni hanno trovato posto studi di artisti, di curatori, di architetti. Un cambio di destinazione d'uso agevolato dalla proprietà, i fratelli Pasqualetto, che hanno riconvertito gli spazi, aprendo la strada alla formazione di quello che, tra gli addetti ai lavori, viene considerato un contenitore di creatività.
   

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