Covid Biella, saltavano fila per il vaccino: 23 avvisi di garanzia

Piemonte

Tra i destinatari dell'avviso di garanzia figurano avvocati e commercialisti, ma anche i vertici dell'Asl di Biella, nei confronti dei quali la procura ipotizza una condotta "omissiva" a causa dei "mancati controlli"

Sono 23, e non una sessantina come riportato in precedenza, gli avvisi di garanzia recapitati a Biella nell'ambito dell'inchiesta su presunti 'furbetti' del vaccino, persone vaccinate contro il Covid-19 nella seconda e terza settimana di gennaio pur non avendone diritto. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - MAPPE E GRAFICI - QUANDO MI VACCINO?). Lo precisa il procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio.

Gli indagati

Tra i destinatari dell'avviso di garanzia figurano avvocati e commercialisti, ma anche i vertici dell'Asl di Biella, nei confronti dei quali la procura ipotizza una condotta "omissiva" a causa dei "mancati controlli". Tra loro il commissario dell'Asl di Biella, Diego Poggio, il direttore sanitario Francesco D'Aloia e il direttore amministrativo Carla Becchi. Per loro l'ipotesi di reato è l'omissione di atti d'ufficio, perché non avrebbero provveduto agli opportuni controlli degli elenchi. A Poggio sarebbe stata anche addebitata l'omissione di denuncia alla Procura.

Un secondo filone riguarda invece legali rappresentanti, direttori di struttura o sanitari di alcune Rsa della provincia, nei confronti dei quali gli inquirenti ipotizzano invece una "condotta commissiva". Tra i 23 indagati anche alcuni medici in pensione, che avrebbero dichiarato il falso nell'autocertificazione, affermando di essere in servizio attivo per ottenere il vaccino.

"Siamo impegnati a gestire una situazione sanitaria complicata. Abbiamo fiducia nella magistratura, lasciamo che la giustizia faccia il suo corso", il commento dell'Asl di Biella.

Le anomalie

L'ipotesi è che a inizio gennaio, quando la campagna riguardava soltanto i sanitari, avrebbero 'saltato la fila' per farsi vaccinare. I carabinieri, coordinati dal procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, li hanno individuati esaminando i nomi riportati sugli elenchi dei vaccinati, segnando tutte le possibili anomalie. Le persone ascoltate in procura sono state 120: nell'elenco figurano avvocati, amministratori di cooperative, professionisti, impiegati amministrativi e rappresentanti di categorie associative. Questo gruppo, che appartiene al secondo filone di indagine, avrebbe avuto accesso alla vaccinazione perché i loro nomi sarebbero stati inseriti negli elenchi stilati dalle Rsa anche se, secondo il protocollo Arcuri del 17 novembre scorso, non ne avevano diritto. In questo caso il reato cagionato dalla condotta commissiva da parte dei legali rappresentanti e dei direttori delle strutture, si traduce in peculato per distrazione.

La vicenda

La procura ha proceduto all'acquisizione degli elenchi delle persone vaccinate in quel periodo estraendoli dalla piattaforma regionale Sirva. In tutto 6.131 nomi. A scatenare le indagini un link su Whatsapp che era iniziato a circolare senza controllo, emesso dall'Asl e al quale era possibile accedere per registrarsi e ricevere la profilassi senza fornire particolari informazioni sul soggetto richiedente. In un paio di giorni l'azienda sanitaria aveva però bloccato il disguido imponendo a chi era in lista un'autocertificazione, e scoraggiando in questo modo chi, senza averne titolo, tentava di passare davanti alle categorie previste dai protocolli. Per queste ultime persone che avrebbero agito "in buona fede" non ci sarebbero pendenze a differenza di chi, invece, avrebbe rilasciato falsa dichiarazione sull'autocertificazione.

Il pm: "Le indagini non sono chiuse"

"Le indagini sono state condotte nella massima velocità - spiega ancora il procuratore Teresa Angela Camelio - per non creare allarmismi ingiustificati tra gli oltre 6 mila biellesi vaccinati nel periodo preso in considerazione. Gli accertamenti ora proseguono - conclude -. Vogliamo infatti capire perché è successo e chi ha permesso che persone prive di diritto ottenessero il vaccino". 

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