Inquinamento: indagati vertici del Comune di Torino e Regione Piemonte

Piemonte

Tra gli indagati Appendino, Cirio, Fassino e Chiamparino. L'indagine è nata dopo l'esposto di un esperto di valutazioni in impatto ambientale in cui si sosteneva l'insufficienza dei provvedimenti presi da Regione e Comune per risolvere il problema dell'inquinamento ambientale su Torino

Risultano destinatari di un avviso di garanzia la sindaca di Torino Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Torino sull'inquinamento ambientale. Destinatari di un analogo provvedimento anche i loro predecessori, Piero Fassino e Sergio Chiamparino, oltre agli assessori all'Ambiente che si sono succeduti dal 2015 ad oggi.

L'esposto

L'indagine è nata alcuni anni fa dopo l'esposto di un esperto di valutazioni in impatto ambientale. Nel documento, datato maggio 2017, si sostiene che la Città di Torino versa in una "situazione di illegalità da almeno dieci anni" per il ripetuto sfondamento dei valori Pm10 previsti da una direttiva comunitaria del 2008 ed è per questo che la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l'Italia. Secondo l'esperto, che aveva corredato la propria relazione con dati, riferimenti giuridici e stralci di rapporti ufficiali, gli atti e le misure adottate da Regione e Comune sono inadeguati. La procura, all'epoca guidata da Armando Spataro, aveva affidato una consulenza ai carabinieri del Noe. 

L'inchiesta

Il reato ipotizzato, nell'inchiesta coordinata dal pm Gianfranco Colace, è di inquinamento ambientale colposo. Indagati anche l'assessore comunale all'Ambiente Alberto Unia, l'assessore regionale Matteo Marnati e agli ex assessori Enzo La Volta (giunta Fassino), Stefania Giannuzzi (primo assessore all'Ambiente giunta Appendino) e Alberto Valmaggia (assessore regionale con Chiamparino presidente). 

Per l'accusa Comune e Regione avrebbero adottato "misure inadeguate a eliminare o contenere nei limiti legali i valoro di PM10, nonostante che negli anni vi fossero sempre stati superamenti dei valori limite consentiti". I due enti "adottavano un meccanismo di attivazione delle misure basato su ripetuti e consecutivi superamenti del valore limite di PM10 giornaliero secondo livelli crescenti di allarme in modo tale da consentire l'accumularsi dell'inquinante sopra il limite senza prevedere alcun intervento". 

Le accuse

Le misure inoltre non avrebbero tenuto "conto della vulnerabilità di gruppi sensibili della popolazione, come i bambini". Sempre secondo l'accusa le amministrazioni comunali torinesi prevedevano "numerosissime esenzioni di divieti di circolazione veicolare, così da compromettere l'efficacia dei blocchi quando disposti" e non "effettuavano i dovuti controlli rispetto al traffico veicolari". La Procura come esempio prende il 2015, giunta Fassino, dove le contravvenzioni elevate erano "soltanto 39 e nel 2016 (giunta Appendino) soltanto 137. Per l'accusa, inoltre, il Comune non effettuava "i dovuti controlli sul rispetto del limite di temperature negli immobili di civile abitazione". E non ha adottato, "se non eventualmente in parte e in maniera insufficiente e inefficace, misure di riduzione del traffico veicolare analoghe a quelle sperimentate da anni e con efficacia da città italiane ed europee". Tra queste l'accesso a pagamento al centro cittadino, agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico locale, l'incentivazione bike-sharing e le agevolazioni e l'incrementazione degli stalli per veicoli elettrici. 

Appendino: "Lavoro su qualità dell'aria sotto agli occhi di tutti"

"Il lavoro di questa amministrazione a difesa della qualità dell'aria, dell'ambiente e della sostenibilità è sotto gli occhi di tutti", afferma la sindaca di Torino, Chiara Appendino. "Gli sforzi e le iniziative messe in campo in questi anni ci sono stati riconosciuti anche a livello europeo - aggiunge -. Porteremo tutto il lavoro svolto e le iniziative intraprese a difesa della qualità dell'aria sul tavolo del magistrato che sta svolgendo le indagini". 

Fassino: "Sempre optato per la tutela dell'ambiente"

"Apprendo di essere destinatario, insieme ad altri amministratori, di un avviso di garanzia relativo a reati ambientali. Ne sono sconcertato e stupito perché la mia amministrazione ha sempre optato per la tutela della qualità ambientale della città", commenta l'ex sindaco di Torino Piero Fassino, attuale parlamentare Pd. "Quando conoscerò su quali addebiti è fondato l'avviso di garanzia - aggiunge -, nel merito risponderò nelle sedi opportune".

Chiamparino: "Sempre lavorato per ridurre inquinamento"

Si dice invece "assolutamente tranquillo" l'ex presidente della Regione Sergio Chiamparino, attuale consigliere regionale del PD. "Pur avendo affrontato una situazione ampia e complessa - aggiunge Chiamparino - ritengo di avere sempre lavorato per ridurre l'inquinamento e per migliorare la qualità ambientale della nostra Regione e di essermi impegnato per tutelare il Piemonte insieme alle altre Regioni dell'area padana; quando mi saranno mossi gli specifici addebiti risponderò nelle sedi preposte". 

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