Torino, la Mole diventa "Luogo del cuore" nella campagna del Fai

Piemonte

Si tratta del più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del patrimonio nazionale che permette ai cittadini di segnalare al Fai, con un censimento biennale, i luoghi da non dimenticare

Uno dei simboli di Torino, la Mole Antonelliana, al cui interno cìè anche il Museo Nazionale del Cinema, è stata scelta come uno dei "Luoghi del Cuore" della campagna nazionale dedicata ai luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Il progetto

Si tratta del più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del patrimonio nazionale che permette ai cittadini di segnalare al Fai, con un censimento biennale, i luoghi da non dimenticare. L'iniziativa è giunta quest'anno alla sua decima edizione. "Istintivamente ho scelto Torino - commenta Maria Teresa Ruta, torinese e testimonial del Fai da un anno - perché questa è una città meravigliosa e un pezzo del mio cuore è qui".

Enzo Ghigo: "Mole e Museo sono radicati nel cuore degli italiani"

"Siamo felici che la Mole Antonelliana e il Museo del Cinema siano così radicati nel cuore non solo dei torinesi ma degli italiani - dice Enzo Ghigo, presidente del Museo - l'Italia è un paese meraviglioso, ricco di storia e cultura, e mai come ora ne apprezziamo la bellezza e il valore. Le parole appassionate di Maria Teresa Ruta, esprimono bene l'amore verso una città e verso un edificio che non si limitano ad essere luoghi geografici ma pezzi di vissuto, dei veri e propri 'luoghi del cuore'".

Maria Teresa Ruta: "Mole luogo di cultura e turismo da cui l'Italia dovrà ripartire"

"La Mole Antonelliana di Torino, con il suo spettacolare Museo del Cinema, è uno dei luoghi di cultura e di turismo dai quali l'Italia dovrà ripartite dopo questi tragici mesi di lock-down, ma per una vera ripartenza occorre comunque che riaprano tutti i luoghi di cultura, anche i teatri, del tutto dimenticati dai vari Dpcm". Così racconta all'Ansa Maria Teresa Ruta, personaggio televisivo e torinese di nascita, da un anno testimonial del Fai: "Quando ho scelto la Mole pensavo che mi avrebbero bocciato la proposta, in quanto è un monumento noto e la campagna Fai mira piuttosto a fare emergere luoghi più inediti, invece l'hanno accettata dicendo che ero libera di scegliere semplicemente un luogo a me caro. E la Mole per me lo è tanto, anche perché lo lego a mio padre che mi diceva che quando guardi qualcosa con gli occhi rivolti in alto, verso il cielo e le stelle ti senti felice, e per guardare la Mole non si può non farlo. Conosco molto bene l'Italia sia perché la mia famiglia mi ha educato a conoscerne le bellezze, sia per via del mio lavoro che mi ha portato ovunque. È un paese incredibilmente bello il nostro, e va aiutato più che mai. La scelta della Mole mi è venuta d'istinto: qui ho le mie radici, qui ho un pezzo di cuore. Il mio desiderio ora è solo che tutti ce la facciano a ripartire, ma vedo ancora tanti divieti e tanti limiti. Credo che sia il momento di dare più fiducia agli italiani e anche ai turisti, nessuno vuole morire di Covid, abbiamo capito cosa dobbiamo fare, adesso ci permettano di vivere in modo più normale e di salvare l'economia dal basso".

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