Coronavirus, Alberto Cirio: "Scienza dirà se 4 maggio sarà data giusta"

Piemonte

Così il governatore del Piemonte: "Noi abbiamo il dovere di farci trovare pronti. La situazione deve farci mantenere alta l'attenzione e ci dimostra che la linea del rigore che abbiamo adottato è quella giusta"

"Guardo al 4 maggio, ma sarà la scienza medica a dirci se quello sarà il momento giusto", è il pensiero del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ospite di Uno Mattina su Rai Uno, sulla Fase 2. Poi: "Noi abbiamo il dovere di farci trovare pronti. Per questo col Politecnico di Torino e, quindi, con la scienza universitaria, stiamo testando un modello Piemonte per tutte le filiere produttive che sottoporremo al governo. Quello che è certo è che il governo dovrà fare scelte omogenee, magari non per tutta italia, ma per aree geografiche omogenee sì". (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

"Serve una fase 2 anche per la sanità"

Inoltre, secondo Cirio "c'è una fase 2 dell'economia, ma anche della sanità. La prima cosa che costruiremo in Piemonte nei prossimi giorni, non ricostruiremo ma costruiremo, sarà la medicina territoriale perché serve non solo per il Coronavirus, ma per tutto. La medicina del territorio è mancata perché non c'era. Facevo il presidente da sette mesi quando è scoppiata l'epidemia e la sanità non la distruggi e non la costruisci in sette mesi, prendi quella che c'è. Ho trovato punte di eccellenza straordinaria: in Piemonte non abbiamo mai dovuto decidere chi curare, abbiamo curato tutti perchè si sono raddoppiati i posti di terapia intensiva e triplicati quelli di sub-intensiva. Ma, mentre negli ospedali la sanità strutturalmente era eccellente, sui territori era assente. Abbiamo degli eroi, i medici del territorio, che però si sono trovati a operare privi di un sistema che li organizzasse e li coordinasse perché non c'era. Questo è il più grande insegnamento di questa esperienza: se si vuole curare la gente a casa, evitando che arrivi in ospedali, magari guarendo prima, dobbiamo avere una rete territoriale che funzioni".

"Contagi elevati per alto numero campioni"

Sulla diffusione del Coronavirus in Piemonte: "La situazione deve farci mantenere alta l'attenzione e ci dimostra che la linea del rigore che abbiamo adottato è quella giusta. I numeri ci dicono che, mentre sulle terapie intensive e sugli accessi ai pronto soccorso i numeri si riducono, abbiamo un dato dei contagi molto elevato. Una situazione da leggere anche in relazione al fatto che il Piemonte sta processando oltre cinquemila campioni al giorno e che stiamo verificando tutte le strutture, soprattutto le residenze per anziani, dove ci sono le persone più fragili e dove evidentemente l'attenzione deve essere massima". Infine, a Radio 24, Cirio ha aggiunto: "Invoco una strategia nazionale perché al momento non la vedo. Io sono a disposizione ma il governo non deve ripetere l'errore che ha fatto con le misure di contenimento di inizio marzo fatte per provincia . Non omogeneità nazionale, ma abbiamo bisogno di omogeneità territoriale, di aree geografiche come il Nord Ovest".

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