Coronavirus, il governatore Cirio: "Pronti a chiudere il Piemonte"

Piemonte

Escursionismo vietato in Val Grande. Preoccupazione in Ossola, dove, secondo il primo cittadino di Macugnaga, molti proprietari di seconde case si sono trasferiti con le famiglie dalla Lombardia

Sono 501 le persone risultate positive al coronavirus in Piemonte. Lo si apprende da fonti sanitarie regionali. I decessi con coronavirus sono saliti a 21 dopo la morte all'ospedale di Cuneo di un uomo di 68 anni, il cui quadro clinico è stato definito dai sanitari "compromesso". Dei 501 contagiati, 75 sono ricoverati in terapia intensiva mentre 86 sono in isolamento. La provincia con il maggior numero di casi, 159, è quella di Torino. Seguono Alessandria (105), Asti (68), Biella (36), Novara (27), Vercelli (24), Cuneo (17) e Verbano-Cusio-Ossola (13). I casi positivi provenienti da fuori regione sono 19. 

Positivo un dipendente Amazon

Tra i positivi al virus c'è anche un dipendente del centro di distribuzione Amazon di Torrazza Piemonte (Torino). L'Asl To4 ha confermato il caso all'azienda. Nello stabilimento lavorano circa mille persone. "Su richiesta dell'Asl sono stati seguiti tutti i protocolli, disponendo la quarantena per i lavoratori che hanno avuto contatti per almeno 15 minuti continuativi con il dipendente risultato positivo", fanno sapere dall'azienda. E' stata sanificata l'area e sono stati aumentati i protocolli di pulizia e igiene. Il centro di distribuzione è regolarmente aperto e non si sono registrate ripercussioni nelle spedizioni.

Le parole del presidente Alberto Cirio

Il Piemonte è pronto a chiudere per l'emergenza Coronavirus. "Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo - ha detto il governatore Alberto Cirio ai microfoni di Radio 24 - credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso". "Se le parole del presidente Fontana - ha precisato il presidente della Regione - vanno nella direzione di chiudere tutto, credo che a questa riflessione vada prestata grandissima attenzione. E' per questo che l'ho sottoposta all'unità crisi e al comitato scientifico regionale, per avere già oggi un parere da trasmettere al governo", ha sottolineato il governatore. "E' necessario - ha aggiunto Cirio - capire cosa vuol dire fermare tutto. Negozi, bar e ristoranti stanno già chiudendo di loro iniziativa. Il problema è fermare le fabbriche e credo che le autorità nazionali competenti debbano fare una valutazione di merito. La Lombardia è la prima regione d'Italia per capacità e qualità produttiva in termini sanitari e ha avuto la sciagura di vivere prima di tutti noi questa epidemia. Se dalla Lombardia, in modo qualificato, arriva questo monito, penso che sarebbe da irresponsabili non verificarlo e, quanto meno, non sottoporlo all'Istituto superiore della Sanità e al ministero".
Il governatore ha poi spiegato che "dai nostri dati epidemiologici risulta che il Piemonte è 7-8 giorni indietro rispetto a quanto accaduto in Lombardia. Con il problema che noi abbiamo una popolazione più anziana. L'incidenza dei ricoveri in terapia intensiva è di 15 casi su 100 rispetto agli 8 o 10 della media nazionale. Significa che stiamo correndo più forte nella stessa direzione di una regione che ha vissuto prima di noi questa esperienza", ha concluso il presidente della Regione.

Vietato l'escursionismo in Val Grande

Il Corpo Forestale della Val Grande, area naturale protetta tra l'Ossola e il Verbano, ha vietato le escursioni nella zona. ''Entrare in Val Grande oggi con la neve, i bivacchi chiusi e l'emergenza coronavirus è vietato. Eventuali attività di soccorso o ricerca dei dispersi che si venissero a creare - si spiega in una nota -, oltre a distogliere personale tecnico, sanitari e di polizia dall'impiego ordinario, possono sovraccaricare le strutture sanitarie, già impegnate nella situazione contingente''. 

I servizi straordinari

Il Comune di San Damiano d'Asti ha deciso di rimborsare alle famiglie le spese sostenute per il servizio di scuolabus, non utilizzato a causa dell'emergenza coronavirus. "Si tratta di un primo provvedimento - ha spiegato il sindaco Davide Migliasso - al quale ne seguirannno altri a sostegno di famiglie, infanzia e anziani, nonché agevolazioni alle aziende ed alle attività commerciali".
Il Comune di Verbania invece ha attivato un servizio di consegna dei medicinali a domicilio, disponibile lunedì e giovedì. ''Un altro servizio straordinario messo a disposizione delle persone più anziane e in difficoltà'', afferma il sindaco Silvia Marchionini. A consegnare le medicine saranno i volontari dell'Aib provinciale: riceveranno la ricetta, si informeranno se il prodotto è disponibile e faranno poi la consegna dei medicinali a domicilio, mantenendo la distanza come previsto dalle normative vigenti.
A Novara il Comune ha disposto una pulizia e sanificazione straordinaria delle strade, eseguita da Assa, l'ex municipalizza che si occupa degli interventi ambientali in città. L'intervento coinvolgerà anche i cosiddetti 'lotti B', cioè lungo le strade secondarie. ''Un servizio che abbiamo fortemente voluto - ha detto il sindaco Alessandro Canelli - e anche per quelle vie e strade che solitamente, nel normale svolgimento dell'attività di pulizia, non sempre vengono interessate. Inoltre, in questo periodo, il traffico è decisamente ridotto, sono diminuite le auto e il passaggio dei mezzi è sicuramente più semplice e agevole, garantendo una maggiore efficacia del servizio''.

Il sindaco di Macugnaga (Vco): "Troppi pendolari dalla Lombardia"

Secondo sindaci e amministratori locali dei centri montani dell'Ossola, molti proprietari di seconde case, specie provenienti dalla Lombardia, vi si sono trasferiti con le famiglie nell'illusione di una fuga dall'infezione, facendo poi i pendolari verso Milano e altre zone. Per far fronte alla situazione Stefano Corsi, sindaco di Macugnaga, nota località in Valle Anzasca ai piedi del Monte Rosa, ha scritto una lettera al Prefetto del Verbano Cusio Ossola: "A fronte del Dpcm relativo all'emergenza Covid-19 - scrive il sindaco - e avendo avuto riscontro da parecchi frequentatori della nostra stazione turistica che hanno espresso la volontà di fare ritorno a Macugnaga nel prossimo weekend con le rispettive famiglie, con la presente si richiede quali misure di controllo sono da attuare, considerata l'emergenza sanitaria, soprattutto a tutela dei nostri concittadini residenti". Anche altri sindaci ossolani hanno manifestato preoccupazione e si preparano ad intervenire.

Prime denunce nel Vercellese

Intanto in provincia di Vercelli sono scattate le prime denunce per inosservanza dei provvedimenti in merito al contenimento del contagio da coronavirus. Ieri sera i carabinieri hanno sorpreso alcune persone che partecipavano ad una cena in un circolo privato del capoluogo, che dall'esterno sembrava chiuso. Denunciato il presidente del circolo. A Cigliano è stato fermato un automobilista che ha detto di andare a trovare un amico. Lo spostamento non era giustificato da motivi di lavoro o strettamente necessari, quindi anche per lui quindi è scattata la denuncia.  

Sindaco Asti: "Vigliacco chi diffonde fake news"

"La situazione è sotto controllo ad Asti, vigliacco chi diffonde fake news". Va all'attacco il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, dopo le false notizie circolate nelle utlime ore nella città da lui amministrata. "Ho avuto il telefono impazzito dalle chiamate di cittadini - spiega tramite un post su Facebook - che mi chiedevano se era vero che sarebbero arrivati elicotteri a buttare sostanze sulla città per disinfettare. Ma qui siamo impazziti... Gente che scrive che sono raddoppiati i casi degli infetti nell'ospedale di Asti, ma non è vero. Vergognatevi! Per parlare bisogna avere dati certi da fonti certe e autorevoli, altrimenti state zitti".  

45 militari a Novara

A Novara, sono 45 i militari dell’esercito in arrivo per supportare le forze dell’ordine nell’attività di controllo. Si posizioneranno ai varchi d’ingresso della città e nelle aree limitrofe, per fare in modo che chi si muova sul territorio, lo faccia esclusivamente per motivi urgenti e indifferibili.

Chiusi i mercati all'aperto a Ivrea

Ivrea chiude i mercati cittadini all'aperto. Ad annunciarlo, con una nota pubblicata sul sito della Città, è stato il sindaco Stefano Sertoli. "Posto che le aree mercatali a Ivrea non sono recintate e che per la loro conformazione non è possibile assicurare il controllo dell'accesso, - spiega il sindaco - al fine di evitare ogni forma di assembramento, tutti i mercati cittadini sono sospesi dalla data odierna fino al 3 aprile, fatte salve eventuali diverse disposizioni da parte delle Autorità competenti"

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