Droga, Lamorgese: "Serve un inasprimento delle pene per i pusher"

Piemonte

Da Torino, il ministro degli Interni annuncia che la questione della scarcerazione immediata degli spacciatori sarà trattata al prossimo Conisglio dei ministri: “È demotivante arrestare un pusher e trovarlo, il giorno dopo, nello stesso angolo” 

A Torino per la firma dell'Accordo per la sicurezza integrata e lo sviluppo della città, il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha parlato quest'oggi della questione relativa alla scarcerazione immediata dei pusher, argomento che - annuncia - sarà sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. "È demotivante arrestare uno spacciatore e trovarlo, il giorno dopo, nello stesso angolo per i cittadini ma anche le forze di polizia. Almeno in fase di reiterazione, servirebbe un inasprimento", ha dichiarato Lamorgese. "A Torino la tendenza dei delitti è diminuita, ma la questione droga continua a essere sentita", ha aggiunto.

"Accordo modello per il Paese"

L'Accordo per la sicurezza integrata e lo sviluppo della città "spero possa essere un modello da portare nel resto del territorio", ha dichiarato poi Lamorgese tornando sul tema della sua visita nel capoluogo piemontese. "A Torino ho visto un clima di assoluta collaborazione, di condivisione di obiettivi: una sinergia che ha reso possibile questo protocollo. L'obiettivo comune è la sicurezza e la vivibilità. A Torino la criminalità è diminuita, ma ciò che conta è il senso di sicurezza percepita dai cittadini e su questo bisogna impegnarsi. Trovo molto interessante - ha proseguito - che i parroci e gli oratori siano delle sentinelle sul territorio. Così si possono cogliere gli aspetti di insicurezza e di difficoltà, soprattutto tra i giovani. A Torino, forse più che in altre città, il problema legato al disagio giovanili è quello dello spaccio e del consumo di droga. Un problema che si può risolvere solo intervenendo su più aspetti”.

"Gestiti bene gli sgomberi"

A margine dell’incontro, Lamorgese ha toccato anche il tema degli sgomberi effettuati a Torino. ”Sono stati gestiti bene, senza scontri e con attenzione alle situazioni di fragilità. Mi riferisco, ad esempio, all'ex Moi e alla Cavallerizza Reale - ha spiegato -. Si può arrivare a un'attività di questo genere solo se c'è piena assunzione di responsabilità da parte di tutti”, ha concluso Lamorgese.

Regione stanzia un milione per sicurezza

Per quanto riguarda l'Accordo - firmato oggi alla presenza anche del prefetto Claudio Palomba, della sindaca Chiara Appendino, dell'assessore regionale alla Sicurezza, Fabrizio Ricca, dell'arcivescovo Cesare Nosiglia, dei presidenti delle circoscrizioni e i rappresentanti degli Enti del territorio e capo della polizia Franco Gabrielli - la Regione Piemonte stanzierà un milione di euro nel 2020. "L'accordo prevede uno sforzo organizzativo - ha aggiunto la sindaca Appendino - Alcuni regolamenti dovranno essere cambiati e i progetti sostenuti finanziariamente".

Cosa prevede l’accordo

L'accordo, il primo in Italia, durerà due anni ed è composto da 25 punti. Centrale il potenziamento dell'illuminazione cittadina, il rafforzamento della prevenzione e del controllo del territorio con sistemi di video sorveglianza e detrazioni, da parte del Comune, in favore di privati e associazioni che si doteranno di telecamere di sicurezza. Nelle circoscrizioni verranno istituiti tavoli di osservazione per individuare le aree più critiche. Prevista anche l'istituzione di tavoli anticrisi, misure per le anziani e di contrasto a violenza sulle donne e al disagio minorile, l'istituzione di un distretto turistico e di una zona a burocrazia zero e di accordi con le banche per progetti di microcredito per i giovani.
"Questo accordo vuole ricostituire il tessuto sociale, ad iniziare dalle zone che vivono maggiori disagi e maggiori disuguaglianze. Non solo sicurezza, ma anche tavoli di osservazione per rispondere alla crisi, alle difficoltà dei giovani. C'è un'attenzione particolare sul tema del lavoro e delle imprese", ha dichiarato il prefetto Palomba. "Per noi inizia una stagione nuova nell'approcciare il tema della sicurezza. Non solo intervento repressivo, ma anche un lavoro di prevenzione. C'è tutta la comunità che si mette in gioco in un accordo che responsabilizza ciascuno di noi, che tiene insieme sicurezza e welfare", ha concluso la sindaca Appendino.

Torino: I più letti