Doping al Palio di Asti del 2014: assolti tutti gli imputati finiti a processo

Piemonte

Il tribunale cittadino ha ritenuto non colpevoli i 19 individui che, secondo l’accusa, avevano somministrato ai cavalli farmaci vietati e dannosi. Il pm aveva chiesto condanne fino a 2 mesi e 20 giorni di reclusione per maltrattamento di animali

Tutti i 19 imputati finiti a processo per i presunti casi di doping al Palio di Asti del 2014 sono stati assolti con formula piena, perché "il fatto non sussiste". Lo ha stabilito Elisabetta Chinaglia, giudice del tribunale cittadino. Il pm Laura Deodato aveva chiesto per loro condanne fino a 2 mesi e 20 giorni di reclusione per maltrattamento di animali: secondo l’accusa, i soggetti avevano somministrato ai cavalli farmaci dopanti vietati e dannosi, come antinfiammatori e cortisonici.

Il sindaco: "Assoluzione è un bel regale di Natale"

"Il reato di maltrattamento degli animali non è mai stato provato come non è stato provato che sia stato fatto del male ai cavalli. Quei medicinali erano semplici cure per patologie veterinarie", ha spiegato Alberto Avidano, avvocato della difesa. "I palii - ha ricordato in riferimento all'utilizzo di medicinali vietati negli ippodromi ma non nelle corse di carattere storico - non sono gare ufficiali della Federazione e quindi non valgono le norme della Federazione. Perché ci sia maltrattamento deve esserci danno agli animali, ma non è mai stato dimostrato".
"Una bella notizia per il Palio - ha affermato il collega Alberto Pasta - perché si trattava di ipotesi gravi che macchiavano la nostra festa. Finalmente la sentenza ha fatto chiarezza”.
"Un bellissimo regalo di Natale per il Palio di Asti, che darà a tutto l'ambiente più serenità e tranquillità", è il commento del sindaco di Asti, Maurizio Rasero.

La vicenda

La vicenda era iniziata subito dopo il Palio del 2014, in seguito a controlli antidoping effettuati sugli equini. Il processo vide come imputati fantini, proprietari di cavalli e stallieri. L'inchiesta riguardava la corsa del 2014, vinta da Santa Caterina davanti ai rioni San Paolo e Nizza Monferrato. Una edizione iniziata sotto il segno della sicurezza per i cavalli, con la Procura che aveva ordinato a carabinieri e Asl di effettuare controlli nelle stalle di tutti i 21 animali in gara. La misura precauzionale era stata disposta in seguito all'incidente dell'anno prima, quando uno dei cavalli morì al canapo nelle concitate fasi della partenza.
Per l'accusa, sostenuta dal pm Laura Deodato, gli imputati avevano somministrato ai cavalli farmaci dopanti vietati e dannosi, come antinfiammatori e cortisonici. Di qui l'accusa di maltrattamento d'animali nei confronti di 21 imputati, diventati 19 lo scorso settembre.

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