Piazza San Carlo, 240 risarciti per sindrome da stress post traumatico

Piemonte
Foto di archivio (ANSA)

A una giovane è stata riconosciuta la patologia considerata caratteristica dei soldati reduci di guerra. Lo si è appreso a margine della ripresa dell'udienza preliminare a carico di 15 imputati per i reati di disastro e omicidio colposo

Duecentoquaranta persone sono state risarcite per i fatti di piazza San Carlo a Torino, dove, durante la proiezione sul maxischermo della finale di Champions tra Juventus e Real Madrid del 3 giugno 2017, la calca causata dal panico generato dallo spray urticante utilizzato da una banda di rapinatori ha provocato la morte di due donne, Marisa Amato e Erika Pioletti, e oltre 1.500 feriti (LE FOTO). A una giovane della provincia di Torino è stata riconosciuta, dopo le visite degli specialisti effettuate durante le trattative con le assicurazioni dei responsabili civili, la sindrome da stress post traumatico. Lo si è appreso oggi al Palazzo di Giustizia di Torino, a margine della ripresa dell'udienza preliminare a carico di 15 imputati per i reati di disastro e omicidio colposo, tra cui figura la sindaca Chiara Appendino. L'udienza è stata aggiornata alla prossima settimana.

Il pm: "La sindaca doveva annullare la serata"

Durante il dibattimento, il pm Vincenzo Pacileo ha modificato alcune parti del capo d'accusa, contestando ad alcuni imputati, compresa la sindaca, altre condotte omissive in riferimento a presunte carenze di organizzazione e di gestione della serata. Secondo il pm, infatti, il primo cittadino è responsabile di una delle varie autorizzazioni, che fu concessa "senza che fosse stato preventivamente acquisito il parere obbligatorio e vincolante della commissione provinciale di vigilanza". Inoltre, avrebbe dovuto "prendere provvedimenti o dare disposizioni affinché lo spettacolo non si tenesse o fosse interrotto".

Accessi andavano presidiati come a Capodanno

Stando alla tesi della Procura torinese, contenuta nel nuovo capo d’accusa, gli accessi in piazza San Carlo avrebbero dovuto essere presidiati nel modo in cui era stato fatto per la precedente festa di Capodanno. Destinatari della contestazione, in questo caso, sono l'ex questore Angelo Sanna e l'allora capo di gabinetto della Questura, Michele Mollo. La circostanza degli accessi è messa in relazione alla mancata chiusura del parcheggio sotterraneo della piazza, stabilita, invece, da un’ordinanza del predecessore di Sanna per la serata del 31 dicembre.

Le parole dell'ex questore di Torino

In aula si è presentato anche l'ex questore di Torino, Angelo Sanna. "Quello di oggi è un passaggio processuale importante", ha spiegato ai giornalisti. Il riferimento è al fatto che, secondo il programma iniziale, oggi alcuni imputati potrebbero chiedere riti alternativi, patteggiamento o giudizio abbreviato. Il procedimento giudiziario si riferisce alle presunte lacune nell'organizzazione è nella gestione dell'evento in piazza.

Riconosciuta la sindrome da stress post traumatico

Molti dei presenti in piazza quella sera hanno lamentato danni di tipo psicologico, tra cui una giovane a cui è stata riconosciuta la sindrome da stress post traumatico, patologia considerata caratteristica dei soldati reduci di guerra. La ragazza ha spiegato che a causa del trauma non riesce più nemmeno ad andare a Torino senza essere accompagnata. "Dopo lunghe trattative siamo riusciti a trovare un accordo con la compagnia assicurativa, la quale, dopo aver sottoposto la mia cliente ad una ulteriore visita specialistica, ha riconosciuto la sussistenza di un rilevante disturbo cronicizzato e strettamente correlato al grave evento accaduto il 3 giugno di due anni fa in Piazza San Carlo", ha dichiarato l'avvocato della ragazza, Cristiano Michela.
Le persone offese che non hanno ancora raggiunto un accordo sono un'ottantina. Altre cinque oggi hanno chiesto di costituirsi parte civile.

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