In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Maestra insultò poliziotti a Torino, tribunale conferma licenziamento

Piemonte
L'insegnante in prima fila al corteo di Torino (Ansa)

Flavia Lavinia Cassaro, il 22 febbraio dello scorso anno, fu filmata mentre inveiva contro gli agenti durante una manifestazione antifascista nel capoluogo piemontese. Il ministro dell'Istruzione Bussetti: "Tolleranza zero" 

Condividi:

Il tribunale ha confermato il licenziamento di Flavia Lavinia Cassaro, la maestra di 38 anni che il 22 febbraio dello scorso anno, durante una manifestazione antifascista a Torino, fu filmata mentre inveiva contro la polizia. La donna aveva impugnato il provvedimento dell'amministrazione insieme al sindacato Cub Scuola.

L'episodio

Gli episodi contestati si verificarono durante un corteo di protesta contro un appuntamento elettorale di CasaPound. I dimostranti stavano fronteggiando il cordone delle forze dell'ordine schierate per evitare che fosse raggiunto l'albergo in cui si stava tenendo l'evento. Cassaro era stata anche indagata dalla procura di Torino per oltraggio a pubblico ufficiale.

Il ministro dell'Istruzione Bussetti: "Tolleranza zero"

"Le forze dell'ordine sono ogni giorno impegnate a garantire la sicurezza dei cittadini. Sono per la tolleranza zero verso qualsiasi atto di violenza o minaccia ai danni di chi porta una divisa. Sempre al fianco di chi fa rispettare le regole". Così su Facebook il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti.

Il commento del deputato della Lega Sasso

"Giustizia è fatta". Ha commentato così Rossano Sasso, deputato della Lega, la notizia della conferma del licenziamento di Flavia Lavinia Cassaro. "I comportamenti tenuti dall'insegnante - ha detto il parlamentare - furono in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione di docente di scuola primaria. Bene dunque fece il Miur a disporre la massima punizione amministrativa per un lavoratore: quei comportamenti, ripresi e rilanciati dai media nazionali recarono un grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie". "Non puoi formare ed educare i bambini - ha osservato ancora Sasso - se poi te ne vai in piazza a inveire e a sputare odio contro lo Stato. La scuola italiana non ha bisogno di insegnanti che insultano i nostri ragazzi in divisa e incitano all'odio. La scuola è un luogo sacro, chi educa e forma i nostri figli deve essere sempre all'altezza dell'importante ruolo che riveste".