Moncalieri, omicidio di Umberto Prinzi: due fermi

Piemonte
La ricerca della pistola da parte dei sommozzatori (ANSA)

L'uomo era stato ucciso con due colpi di pistola alla nuca dopo aver trascorso 22 anni in carcere per l'omicidio della fidanzata transessuale Valentina 

Svolta nel giallo dell'omicidio di Umberto Prinzi, il 47enne trovato morto lo scorso 14 dicembre sulla collina di Moncalieri (Torino), in strada Santa Brigida. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino hanno fermato due pregiudicati: Antonio Serra, 47 anni, e Nicola Termine, 51, entrambi pugliesi ma residenti nel capoluogo piemontese. All'origine dell'omicidio ci sarebbe una compravendita di orologi di lusso. La vittima, uccisa con due colpi di pistola alla nuca, sparati con una pistola semiautomatica calibro 6.35 munita di silenziatore, era tornata in libertà da quasi due anni, dopo averne trascorsi 22 in carcere per l'omicidio della fidanzata transessuale Valentina, compiuto nel '95. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Prinzi è stato assassinato a bordo della propria auto, ritrovata poco tempo fa in un altro luogo rispetto a quello in cui è stato rinvenuto il cadavere.

Le indagini

Serra era già noto alle forze dell'ordine per diversi reati, tra cui una rapina in una banca di Druento (Torino), messa a segno nel 2012, con il volto coperto da una maschera della nota sit-com 'I soliti idioti'. Durante la perquisizione nella sua abitazione, i militari hanno sequestrato cinque orologi Rolex. "Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire l'intera vicenda", ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, colonnello Francesco Rizzo. "La sinergia tra carabinieri e Procura ha permesso di fermare i due presunti colpevoli". Per sfuggire agli investigatori, i due arrestati dormivano in alberghi e dormitori pubblici del Torinese, cambiando spesso luogo di soggiorno. 

L'omicidio della fidanzata

Prinzi era finito in carcere per aver ucciso nel 1995 Cosimo Andriani, trans nota col nome di Valentina. I due avevano avuto una relazione. Durante un litigio, Prinzi strangolò Valentina, e poi nascose il cadavere in un sacco, gettandolo in una scarpata nelle Valli di Lanzo. Nel 2007 fece ritrovare il corpo e ammise il delitto. Nell'autunno del 2017 era uscito dal carcere.

Il racconto della compagna di Prinzi

"Antonio non mi piaceva come persona. Gli dissi che non doveva più frequentarlo e gli chiesi il numero di telefono. Gli dissi che se l'avessi visto ancora con lui, l'avrei chiamato". A raccontare agli investigatori il primo incontro con Serra è la compagna di Umberto Prinzi. "Antonio - continua la donna - era insieme ad un uomo con la faccia brutta", identificato poi dai carabinieri come Termine, la stessa persona a cui appartiene l'impronta digitale ritrovata sull'auto della vittima. "Ho chiesto ad Umberto dove li avesse conosciuti - prosegue - e lui mi aveva risposto che poteva averli incontrati solamente in carcere". La donna ha raccontato al magistrato che, nell'ultimo periodo, Prinzi e Serra si frequentavano molto, e che, quando erano insieme, la vittima rincasava sempre tardi.

Torino: I più letti