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Vercelli: ragazza vuole vivere "all'italiana", il padre la investe con l'auto. Arrestato

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 16/03

2' di lettura

L'uomo è ora accusato di tentato omicidio e maltrattamenti. La vittima è una ragazza di 20 anni, che gioca nella locale squadra di basket e non ha mai messo il velo

Un uomo di 50 anni, di origine marocchina e residente a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli, è stato arrestato dai carabinieri per aver aggredito la figlia, cercando di investirla con l'auto solo perché voleva vivere "all'italiana". L'uomo è ora accusato di tentato omicidio e maltrattamenti.

La ricostruzione dei fatti

L'episodio è avvenuto ieri, venerdì 15 marzo, nel paese dove la famiglia vive da alcuni anni. Il padre ha messo in moto l'auto e ha cercato di mettere sotto la figlia di 20 anni, che gioca nella locale squadra di basket, l'ADBT Livorno Ferraris, e non ha mai messo il velo. La giovane è stata colpita solo di striscio. Portata in ospedale, è stata dimessa con una prognosi di pochi giorni. Ora l'uomo si trova in carcere con l'accusa di tentato omicidio.

Lo sdegno di Livorno Ferraris

Attorno alla ragazza si è subito stretta la sua società di basket: "Siamo un solo gruppo e sappiamo benissimo quanto tu sia forte! ADBT Livorno Ferraris sarà il tuo scudo. Ti aspettiamo Miriam", scrive il club su Facebook. "Miriam è l'archetipo di una ragazza che si è integrata perfettamente nella comunità locale". Sono invece le parole pronunciate dal sindaco di Livorno Ferraris, Stefano Corgnati. "La giovane è parte integrante del basket livornese - prosegue il primo cittadino - premiato più volte in consiglio comunale. Vive una vita normale come tutte le sue coetanee, e a prima vista non si riconosceva neanche la sua appartenenza alla religione musulmana. Miriam fa parte del Dna di Livorno Ferraris. La nostra comunità - prosegue il sindaco Corgnati - è unita e dobbiamo lavorare di più affinché non avvengano episodi drammatici come quello appena successo. Credo molto nel controllo sociale nei piccoli paesi, dove ogni piccolo avvertimento deve far scattare un campanello d'allarme".

Le parole dell'arcivescovo di Vercelli

L'episodio è stato condannato fermamente dall'arcivescovo di Vercelli. "Sono atteggiamenti deplorevoli, gravi" ha detto mons. Marco Arnolfo, aggiungendo "L'integrazione tra popoli è importante ma deve avvenire da ambo le parti. L'integrazione, fatta con attenzione, dovrebbe portare a superare le mancanze dei diritti e del rispetto delle persone. Bisogna fare un cammino tutti insieme e costruire un percorso di crescita comune". 

Data ultima modifica 16 marzo 2019 ore 13:53

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