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Dall'influencer allo youtuber: chi sono (e come si diventa) webstar

3' di lettura

A Milano un festival, "Immaginazione", dedicato all'era delle immagini, in cui stiamo vivendo. Per capire chi - e cosa - c'è dietro le nuove star della rete e guardare al futuro nel cinquantesimo anniversario dalla nascita di internet

Scattare, tagliare, editare, postare. Ginnastica da Instagram, grammatica quotidiana della nuova era dove tutto è immagine. Social di oggi e di domani, cosa deve esserci nel telefono di un influencer o di chi vuole diventarlo. Ma anche il futuro della Rete che, non sembra, ma compie 50 anni. Benvenuti a Immaginazione, primo forum dedicato all'unità di misura social per eccellenza: l'immagine. Due giorni open nella Torneria Tortona a Milano per scoprire le ultime novità in fatto di immagini e per parlare di futuro, per capire cosa c'è dietro il grand'angolo. Luca La Mesa, esperto social media: "I social cercheranno sempre più motivi per rimanere dentro le loro piattaforme, e lo faranno attraverso acquisizioni o imitazioni tra loro. Non è un caso che Facebook negli ultimi dieci anni abbia investito una grandissima quantità di denaro proprio in acquisizioni di nuove app e servizi".

Diventare Influencer

C'era una volta il testimonial, star che si prestava al brand. Quel meccanismo si è evoluto, oggi i brand cercano visualizzazioni. Ma come si diventa influencer? Nicola Montese, autore tv e socio di Influs, web influencer agency, spiega bene che influencer non ci si improvvisa: "Oggi tutti vogliono essere influencer ma bisogna ricordarsi che è un lavoro, una professione. Per farlo serve talento e tecnologia adeguata. Un segreto? Il più importante di tutti: intercettare l'algoritmo giusto subito dopo il tuo post!".

Web di oggi e di domani

Il web che cambia tra speranza e odio, "pensavo fosse Obama e invece era Trump". A Immaginazione si ragiona anche di come internet è cambiato in questi anni, Internet che non si direbbe, ma compie 50 anni. Riccardo Luna ne parla così: "Internet, 50 anni come la Luna, nel 1969 però era Arpanet, un sistema per collegare alcune case tra loro in California. È nato tutto da lì, ma allora la notizia non ebbe certo il risalto che toccò ovviamente la Luna. Eppure come è andata oggi lo sappiamo. Internet in questi anni ci ha mostrato anche il lato oscuro, i cattivi, l'odio, le fake news. Ma nonostante tutto resta sempre il più grande acceleratore di conoscenza e cambiamento di cui si possa disporre".

Il milanese imbruttito

Internet lo sappiamo è anche new jobs, ovvero come passare da un paio di post di successo a una società che fattura e bene. Piccolo case history a Milano è rappresentato da Marco De Crescenzo, cofondatore de "Il milanese imbruttito". "Cominciò tutto con un post su Facebook nel 2013", racconta, "scrivemmo questo: "il milanese non ha amici, ha contatti". Da lì a qualche mese abbiamo iniziato a vendere magliette, a lavorare sull'on line e sull'off line. Oggi siamo sempre in tre, ma siamo diventati una grande comunità con un blog, profili sui social e produzione di video su YouTube, con tutta l'attenzione che questo richiede per nostri contenuti. Ma no, nonostante il successo non ci siamo imbruttiti". Anche perché, c'è da dire, non sono milanesi!

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