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Claudio Bravo Camus, Google dedica un doodle al pittore cileno

i titoli di sky tg24 delle 18 dell'8 novembre

3' di lettura

L’artista, omaggiato oggi dal doodle nella homepage di Google, era famoso per le sue opere iper-realiste, cioè dipinti che sembrano fotografie. Celebri anche i suoi quadri di pacchi legati da spaghi di corda

Google dedica un doodle da Claudio Bravo Camus, pittore cileno, nel giorno in cui ricorre l’83esimo anniversario della sua nascita. Nato a Valparaiso l’8 novembre 1936 e morto a Taroudant il 4 giugno 2011, era un celebre artista iperrealista. Le sue opere sono una riproduzione quasi fotografica della realtà. Altra sua peculiarità erano i dipinti dedicati a oggetti impacchettati, tema da cui prende spunto il doodle odierno (I DOODLE SIMBOLO DEL 2019).

Chi era Claudio Bravo Camus

Claudio Bravo Camus già da bambino mostro grande talento nel disegno. In giovinezza, fino ai 20 anni, frequentò lo studio di un pittore e quando aveva 17 anni fu organizzata la sua prima mostra personale, che ebbe grande successo. Grazie ai ritratti commissionati da famiglie benestanti, all’inizio degli anni Sessanta Bravo potè viaggiare in Europa. Si spostò da Parigi a Barcellona, fino a raggiungere Madrid, dove visse per dieci anni. Anche in Spagna i suoi ritratti ebbero grande successo tra i membri dell’alta società spagnola. Dipinse un ritratto anche del dittatore Francisco Franco. Le restrizioni artistiche imposte dal regime lo fecero virare verso le sue prime prime nature morte dedicate a oggetti impacchettati. Negli anni seguenti si trasferì prima a New York e poi a Tangeri, nel 1972, dove visse per il resto della sua vita.

Le sue opere

Claudio Bravo Camus dipinse ritratti che secondo i critici hanno elementi della tecnica classica dei pittori barocchi spagnoli abbinata al surrealismo di Dalì. Nonostante gli accostamenti ai pittori “fotorealisti”, ha sempre detto che nelle sue opere non è mai partito da una fotografia ma da soggetti reali. L’altra sua caratteristica stilistica sono stati i “pacchi”, una serie di dipinti in cui raffigurava pacchetti di carta legati con una corda. Il pittore raccontò di essere stato ispirato da una visita delle sue tre sorelle: gli portarono alcuni pacchetti e lui si incantò a osservarli, rapito dalla forma e dall'aspetto della carta. Così poco dopo iniziò a dipingerli in modo molto realistico, facendo uso di tecniche che ingannano la vista dell'osservatore (trompe-l'oeil) per avere una illusione di tridimensionalità.

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