Due e-mail su tre pericolose per aziende e utenti

Immagine di archivio (Getty Images)
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Lo afferma un report di FireEye: lunedì e mercoledì i giorni più a rischio. Le violazioni portano in alcuni casi anche alla perdita di posti di lavoro 

Le caselle di posta elettronica sono ormai diventate uno strumento fondamentale per miliardi di utenti che le utilizzano quotidianamente per svariate funzioni, dalla gestione dei rapporti di lavoro a quelli personali. È proprio la popolarità di questo servizio ad aver fatto dell'e-mail anche un mezzo attraverso il quale si può incappare in diversi problemi, che includono lo spam e la trasmissione di contenuti a rischio come virus o tentativi di phishing. Secondo l’E-mail Threat Report, l’analisi periodica condotta dall’azienda statunitense di sicurezza informatica FireEye, sarebbero in aumento le minacce che arrivano agli indirizzi di posta degli utenti: nel primo semestre del 2018 due terzi del traffico e-mail non era sicuro.

Phishing, la minaccia più comune

Il rapporto ha preso in considerazione più di mezzo miliardo di contenuti trasmessi attraverso la posta elettronica nella prima parte dell’anno, constatando che meno di un terzo dei messaggi (il 32%) poteva considerarsi pulito, quindi non dannoso. In particolare, l’analisi mostra che un’e-mail ogni 101 portava delle minacce all’utente: nel 90% dei casi non erano comunque presenti i malware, virus che possono compromettere la sicurezza dell’utente così come lo stato del computer. A dominare per tipologia i messaggi bloccati sono stati i tentativi di phishing, attraverso il quale il mittente cerca di ottenere informazioni personali, solitamente spacciandosi per un ente autorevole.

Violazioni avvenute per dipendenti disattenti

Secondo il report di FireEye, ci sarebbero addirittura dei giorni della settimana in cui questi messaggi pericolosi intasano più spesso le caselle di posta: si tratta di lunedì e mercoledì. Le violazioni effettuate attraverso tali attacchi possono anche avere serie conseguenze, poiché, come affermato dalla stessa compagnia, “una singola e-mail malevola può causare un danno d'immagine significativo e perdite finanziarie”. Questo risulterebbe particolarmente vero a livello aziendale, come illustra una seconda ricerca di Kasperksy Lab: nell’ultimo anno il 42% delle compagnie di tutto il mondo ha subito almeno una violazione dei dati, spesso per poca attenzione dei dipendenti, specialmente senior, che nel 31% dei casi sono stati licenziati per questo motivo.

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