Obsolescenza programmata: cosa significa

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Con il termine si descrive il processo utilizzato dalle case produttrici affinché i beni messi in commercio siano soggetti ad un rapido decadimento di funzionalità, creando nel consumatore l’esigenza di comprare un nuovo modello

L’obsolescenza precoce è un processo che viene attivato dai produttori di beni soggetti a un rapido decadimento di funzionalità, e si realizza mediante opportuni accorgimenti introdotti in fase di produzione. Il termine viene utilizzato spesso per prodotti tecnologici che, dopo un determinato tempo di tempo, smettono di funzionare come dovrebbero. Negli anni, proprio questa tendenza è finita sotto la lente di ingrandimento del garante dei consumatori che in diversi casi ha constatato un decadimento di funzionalità troppo veloce e, alle volte, indotto dalla stessa casa produttrice.

Accorgimenti introdotti dalle aziende

Nello specifico, i produttori di beni tecnologici sono stati più volte accusati di aver adottato degli stratagemmi per poter garantire al prodotto una vita non troppo lunga, in modo da incentivare ulteriormente il consumatore ad acquistare un nuovo modello. Per raggiungere questo obiettivo le case produttrici possono ricorre all'utilizzo di materiali di scarsa qualità, alla pianificazione di costi di riparazione superiori rispetto a quelli di acquisto o, nel caso degli smartphone o dei pc, possono suggerire agli utenti l’istallazione di aggiornamenti pensati per modelli più recenti che pregiudicano il funzionamento del dispositivo. In merito a quest’ultimo caso, il 24 ottobre, l'Antitrust ha multato Apple e Samsung per aver rilasciato alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, accelerando in tal modo il processo di sostituzione degli stessi.

La creazione di nuove esigenze

L’espressione obsolescenza precoce, come spiega Treccani, viene utilizzata anche in riferimento al processo mediante il quale vengono "suscitate nei consumatori esigenze di accelerata sostituzione di beni tecnologici o appartenenti ad altre tipologie". Per ottenere questo effetto, oltre al decadimento accelerato delle prestazioni dei dispositivi, molte case produttrici provvedono alla diffusione e alla pubblicizzazione di nuovi modelli ai quali sono apportate "modifiche irrilevanti sul piano funzionale, ma sostanziali su quello formale". Quando l'unico accorgimento adottato per rendere obsoleto un prodotto è la pubblicità si può parlare di obsolescenza "percepita" o "simbolica". Il fenomeno è studiato da molti anni e non si riferisce esclusivamente a prodotti tecnologici. Uno dei primi a parlarne, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, è stato il giornalista e sociologo statunitense Vance Packard in particolare all’interno dei libri: 'I persuasori occulti' (The hidden persuaders), e 'I produttori di rifiuti' ('The Waste Makers').

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