I pirati informatici sfruttano alcune vulnerabilità presenti nelle versioni non aggiornate di iOS e dell'applicazione WhatsApp. L'intrusione può avvenire in modo totalmente autonomo, senza che l'utente compia alcuna azione sul proprio smartphone. La Polizia di Stato ha tracciato l'identikit della minaccia e diffuso una guida pratica per proteggersi
Nuova ondata di attacchi informatici mirati a WhatsApp, sfruttando la cosiddetta tecnica denominata "zero-click" per sottrarre gli account degli utenti e diffondere poi truffe e richieste di denaro a nome delle vittime. L'allarme è stato lanciato dalla Polizia di Stato tramite il portale del Commissariato di Ps online, che ha tracciato l'identikit della minaccia e diffuso una guida pratica per proteggersi.
Cos'è l'attacco 'zero-click' e come funziona la truffa
A differenza delle tecniche tradizionali di phishing, in cui la vittima deve cliccare su un link sospetto o inserire codici personali, l'attacco 'zero-click' è invisibile. I pirati informatici sfruttano alcune vulnerabilità presenti nelle versioni non aggiornate di iOS (il sistema operativo dei dispositivi Apple) e dell'applicazione WhatsApp. L'intrusione può avvenire in modo totalmente autonomo, senza che l'utente compia alcuna azione sul proprio smartphone. Una volta preso il controllo del profilo WhatsApp, i malviventi avviano la truffa finanziaria. Utilizzando l'identità della vittima, inviano messaggi a familiari e amici registrati in rubrica, simulando una grave situazione di emergenza e richiedendo l'invio urgente di somme di denaro.
La risposta di Apple
L'azienda di Cupertino è già intervenuta per arginare la falla, rilasciando specifici aggiornamenti di sicurezza per correggere le vulnerabilità sfruttate dai cybercriminali. Apple ha raccomandato a tutti i propri utenti l'installazione immediata delle versioni più recenti del software e l'attivazione dell'autenticazione a due fattori sul proprio Apple account.
Il vademecum della Polizia di Stato
Per ridurre a zero il rischio di compromissione, la Polizia postale raccomanda di seguire questi quattro accorgimenti fondamentali:
- Verificare l'identità: non effettuare mai bonifici o pagamenti elettronici prima di aver contattato a voce la persona che richiede denaro, usando un canale alternativo (chiamata telefonica classica o incontro di persona).
- Aggiornare costantemente: mantenere sempre aggiornati all'ultima versione sia il sistema operativo dello smartphone sia l'app di WhatsApp.
- Monitorare i dispositivi collegati: controllare spesso l'omonima sezione nelle impostazioni di WhatsApp, disconnettendo immediatamente i browser o i computer sconosciuti.
- Blindare l'account: attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp, bloccare il download automatico di file allegati e proteggere l'accesso al telefono con codice, Touch ID o Face ID.
Cosa fare se l'account è già stato rubato
Nel caso in cui si perda l'accesso al proprio profilo, la tempestività è fondamentale. La Polizia postale invita ad avvisare immediatamente i propri contatti (tramite sms, telefonate o altri social) per avvertirli della truffa in corso. Contestualmente, occorre avviare subito le procedure ufficiali di recupero dell'account previste dall'applicazione.