Facebook contro i post estremisti. “Redirect Initiative” per segnalare

Tecnologia
©Ansa

Facebook ha cominciato ad inviare ad alcuni utenti negli Stati Uniti un box entro cui indicare, in forma anonima, se un loro contatto mostra segni di 'estremismo'. Una campagna voluta dal colosso della Silicon Valley

“Redirect Initiative” è il nome della campagna con cui Facebook promuove organizzazioni contro l’estremismo e l’odio in rete. Il tutto a sostegno di persone bloccate in attività del genere. Oltre a chiedere di riportare contenuti contro le policy, Facebook indica infatti agli utenti risorse e organizzazioni che aiutano a lasciare i gruppi estremisti. L’iniziativa arriverebbe dopo che un iscritto ha, consapevolmente o meno, visto passare sulla sua bacheca un post di natura estremista. Lo ha spiegato alla Cnn Andy Stone, portavoce di Facebook che ha presentato Life After Hate.

Il test “Life After Hate”

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La vita dopo l’odio. Possiamo riassumere in questa frase l’impegno della società di Menlo Park. Parla il portavoce Andy Stone: “Questo test fa parte del nostro impegno per studiare vari modi con cui fornire supporto alle persone in difficoltà su Facebook, coinvolte o esposte a contenuti estremisti, o legate a qualcuno che è a rischio. Per questo stiamo collaborando con ong ed esperti accademici in questo campo e speriamo di avere maggiori opzioni da condividere in futuro”. Negli ultimi anni, Facebook è stata oggetto di un attento esame da parte della critica per non aver intrapreso azioni sufficienti per ridurre i contenuti estremisti sulla piattaforma. Nel 2020, ad esempio, la società è stata accusata di non aver chiuso la pagina di un gruppo di miliziani che esortava i cittadini armati a scendere nelle strade di Kenosha, nel Wisconsin. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha lavorato costantemente per fermare il flusso di disinformazione e teorie cospirative anche se a inizio anno, il consiglio di sorveglianza indipendente di Facebook ha esortato a indagare internamente sul ruolo svolto dal social nell’insurrezione del 6 gennaio a Capitol Hill.

 

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