Deepfake, quando il revenge porn sfrutta l’intelligenza artificiale

Tecnologia

Alberto Giuffrè

Una donna negli Stati Uniti è stata arrestata per aver creato dei falsi video pornografici: voleva screditare le cheerleader rivali della figlia. È solo un esempio di come la tecnologia deepfake sia sempre più alla portata di tutti. Ne parliamo con la sociologa Silvia Semenzin, ricercatrice dell’Università di Madrid. ASCOLTA IL PODCAST 

Si chiama deepfake. È quella tecnica che permette, sfruttando l’intelligenza artificiale, di creare video con protagonisti delle repliche di persone realmente esistenti. Che fanno e dicono cose che non hanno mai fatto e detto. Una possibilità sempre più alla portata di tutti, come dimostra anche una storia arrivata di recente dagli Stati Uniti. In Pennsylvania una donna di 50 anni, Raffaela Spone, ha creato dei video falsi per screditare le cheerleader rivali della figlia. La donna ha modificato alcuni video dal contenuto pornografico, sostituendo i volti delle reali protagoniste con quelli delle cheerleader della squadra. I video sono poi stati inviati agli allenatori della squadra, cercando di mettere in cattiva luce le vittime. La donna è stata arrestata. Dei rischi del deepfake parliamo nella nuova puntata di 1234 insieme a Silvia Semenzin, ricercatrice e attivista.

Come ascoltare il podcast 1234

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