Ospedali sotto attacco informatico, l’altra faccia del coronavirus

Tecnologia

Alberto Giuffrè

INDIANAPOLIS, IN - APRIL 1:  Jennifer Castagnier, R.N., works on a bedside workstation of the Pyxis Medstation System as patient Philipp Kohlbacher rests at the Indiana Heart Hospital April 1, 2003 in Indianapolis, Indiana. The hospital bills itself as ". . . a wireless and paperless medical facility with the leading edge in medical equipment and imaging systems." Patient diagnostic and medication information is available from computers located in every patient's room, reducing the chance for errors.  (Photo by Mike Simons/Getty Images)

Durante la prima ondata di contagi sono aumentati gli attacchi informatici. Molti hanno preso di mira gli ospedali. Così è nata Cv-19, l’organizzazione di volontari per difendere i sistemi sanitari europei dagli attacchi hacker. Ascolta la nuova puntata di “1234”, il podcast sulla sicurezza informatica di Sky TG24

C’è l’ospedale in cui i respiratori sono stati messi offline da un attacco hacker. E c’è la struttura che ha sborsato 200mila euro per comprare mascherine inesistenti. Sono alcuni degli attacchi che hanno colpito i sistemi sanitari in tutto il mondo durante la prima ondata di contagi da coronavirus. Di questo si parla nella nuova puntata di "1234", il podcast sulla sicurezza informatica di Sky TG24.

I volontari contro gli hacker

L'ospite di questo episodio è Lisa Forte, esperta di sicurezza informatica che, con il diffondersi del Coronavirus in Europa, ha fondato insieme ad alcuni amici e colleghi Cv-19, organizzazione di quasi 2000 volontari (di cui circa 140 dall’italia) che ha aiutato gli ospedali europei a stare al riparo dagli attacchi. 

 

Come ascoltare il podcast

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