Minimalismo digitale: come non sentirsi più schiavi dei dispositivi

Tecnologia
Immagine di archivio (Ansa)

Il libro scritto dal professore Cal Newport ha lo scopo di aiutare le persone ad avere un rapporto “più consapevole e umano” con la tecnologia. Propone stop di 30 giorni alle attività online 

Riuscire ad abbandonare i vincoli creati dalla tecnologia in appena 30 giorni. È questo l’obiettivo di Minimalismo Digitale, il nuovo libro di Cal Newport, professore di computer science alla Georgetown University che vuole aiutare i lettori a costruire un rapporto “più consapevole e umano” con tutti quei dispositivi che utilizziamo quotidianamente e ai quali si finisce spesso per dedicare più tempo di quanto desiderato, senza nemmeno accorgersene. Newport da anni si è dedicato a uno studio approfondito degli effetti della tecnologia sulla vita umana, osservando come la tendenza a essere sempre ‘iperconnessi’ possa via via portare a una disumanizzazione. Nel suo nuovo libro, l’autore dà alcuni strumenti per evitare questo processo.

Compagnie tech ci tengono incollati a schermi

Secondo Newport, il rapporto morboso che l’uomo ha instaurato con la tecnologia è in gran parte frutto del lavoro delle società della Silicon Valley, che “hanno sfruttato le avanzate scoperte della psicologia e delle neuroscienze per tenerci incollati ai loro dispositivi, dando vita all'economia dell’attenzione”. Minimalismo Digitale si basa su un nuovo approccio che accoglie le innovazioni a patto però di rimanere consapevole dell’utilizzo che se ne fa: per l’autore, questo è possibile attraverso il ‘decluttering digitale’.

Un utilizzo più consapevole della tecnologia

Il ‘decluttering digitale’ proposto da Newport non è altro che un’interruzione volontaria delle attività online per 30 giorni, seguita poi dalla graduale reintroduzione delle pratiche svolte sul web, da selezionare però con attenzione. In questo modo, sarà possibile per gli utenti diventare più consapevoli dell’utilizzo che si fa dei propri spazi digitali, evitando così, ad esempio, che un’app come Instagram invada "lo spazio delle ore serali che in precedenza dedicavamo a chiacchierare con gli amici o alla lettura”, spiega Newport. In altre parole, l’obiettivo di questo percorso è quello di spingere le persone a rimpossessarsi del proprio tempo, scegliendo volontariamente a cosa dedicarlo. Questo perché, come si legge nell’introduzione, “le persone sono stanche di sentirsi schiave dei propri dispositivi”. Minimalismo Digitale è edito da Roi Edizioni ed è stato tradotto in 15 lingue. 

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