California, nel futuro le case a impatto zero e stampate in 3D

Tecnologia
DFA_Walden_Monterey_Instagram

Progettate dallo studio statunitense DFA, saranno destinate alla comunità costiera Walden Monterey, fondata nel 2016 dallo sviluppatore Nick Jekogian. I nuclei abitativi, grandi quasi 28 metri quadrati, sono totalmente autosufficienti anche grazie a batterie Tesla

La casa del futuro sarà ecologica e "stampata" in 3D. Lo studio statunitense DFA, con sede a New York, sta producendo delle abitazioni di quasi 28 metri quadrati "autosufficienti e a zero impatto", dotate di pannelli solari e turbine eoliche alimentate da batterie Tesla. Con un costo che si aggira intorno ai 250mila dollari, queste case costruite con una stampante 3D fanno parte del progetto "Sleeping capsule Galini", e saranno impiantate a Walden Monterey, una comunità costiera immersa dalla natura, fondata nel 2016 dallo sviluppatore Nick Jekogian a poca distanza dalla Silicon Valley, in California.

Costruita con materiale di riciclo

La struttura, spiegano i progettisti, è realizzata con il 97% di materiale riciclato o efficiente dal punto di vista energetico. Per riuscire in un'ottimizzazione tale lo studio DFA, che ha collaborato con Branch Technologies, si è servito di stampanti 3D in grado di dare forma a un biomateriale funzionale alle diverse necessità dell'abitazione.

Impatto zero sull’ambiente circostante

Il modulo abitativo è dotato di tutte le comodità, comprese: una doccia, il lavabo e i servizi igienici. Massimo confort ma con un impatto ambientale prossimo allo zero. Secondo lo studio DFA, infatti, le abitazioni possono essere spedite anche nei luoghi più remoti e collocate nell'ambiente di destinazione incidendo in minima parte sulle aree che le circondano. I moduli, poggiando su quattro gambe, con una struttura simile a palafitte, consentono alle piante sottostanti di continuare a proliferare e non impattano in maniera invasiva sulla vita degli animali della zona. Inoltre, l'approvvigionamento idrico di queste case è garantito dal riciclo di tutte le acque reflue mediante filtrazione organica. In questo modo non interferisce in alcun modo sulla falda acquifera locale. Infine l'alimentazione elettrica è generata dalla combinazione della tecnologia eolica e solare, che vengono alimentate da batterie Tesla.

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