MasterChef Italia al via: le anticipazioni dell'ottava edizione

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@Jule Hering

L'attesa è finita. Riaprono le cucine del cooking show dei record, l’appuntamento con l'ottava edizione di MasterChef Italia è a partire dal 17 gennaio, tutti i giovedì alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 311 o 11. Vi anticipiamo qualche novità, a partire dal nuovo giudice Giorgio Locatelli . Riconfermati Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Joe Bastianich. 

Nils Hartmann, responsabile delle produzioni originali Sky: "Siamo all’ottavo anno, X Factor e MasterChef sono fondamentali per Sky. In questi otto anni entrambi hanno raggiunto una importanza unica in Europa. Nessun operatore in Europa ha due programmi con altrettanto successo. MasterChef ha inventato un linguaggio, dall’impiattamento alla mistery box. Ci sono dei tentativi altrove di fare qualcosa di simile ma solo noi abbiamo MasterChef. Giorgio Locatelli è il quarto moschettiere lo abbiamo trovato a Londra, città tosta per la competizione culinaria. Lui è molto rock'n'roll".

Leonardo Pasquinelli, amministratore delegato di Endemol Italia: "E' stato fatto un lavoro enorme in fasi distinte. E’ un lavoro che dura parecchi mesi e poi girare MasterChef è come girare un film. La competenza che mette sulla bilancia lo rende unico e ne rende difficili le imitazioni. Si gira in molte settimane e si post-produce in molti mesi. Ha ritmo, potenza narrativa, tensioni ed emozioni unici. Ci sono scambi di esperienze in incontri con altri paesi che lo producono: sono 60 al mondo ed è nel Guiness dei Primati. E’ una opportunità per i concorrenti, molti di quelli che partecipano intraprendono poi attività nell’area food. La versione italiana si vede in altri paesi.

Bruno Barbieri: Quando sono andato a lavorare a Londra, Giorgio è stato il primo con cui ho avuto un rapporto professionale. Quando mi hanno detto che hanno pensato a lui come giudice ho detto bingo. Ha portato l’aria British e ha placato i nostri eccessi. Abbiamo lavorato in maniera fantastica. A questo giro il livello di MasterChef è altissimo. Sono stati fatti casting più lunghi, abbiamo cercato il meglio del meglio del meglio anche se dopo otto anni non era facile. Abbiamo visto cose straordinarie, è difficile giudicare piatti ad altissimo livello: conoscerete concorrenti molto interessanti di ogni età e non è stato facile trovarli. Dietro c’è un lavoro di ricerca, bisogna identificare belle esterne e mistery box interessanti. La tradizione italiana va per la maggiore ma è cresciuto il livello di creatività: sferificare gli ingredienti non è semplice, la gente arriva più preparata e dunque è più difficile giudicare. Fantastica l'esperienza con i ragazzi Down: sapevano lavorare in cucina e hanno fatto un servizio in sala perfetto.

Antonino Cannavacciuolo: "E' stata anche una occasione per togliersi un po’ di ruggine anche tra i ragazzi. Vedere queste persone portare certi piatti che ti fanno dire…potevo pensarci io…ti fa approcciare con maggiore attenzione alla loro cucina e ti viene voglia di capire come lo hanno pensato. Io in un aspirante chef guardo cosa mi vuole dire col suo linguaggio: deve cucinare cosa si sente e col suo linguaggio. Non tollero forzature. Quest’anno per la prima volta è stato difficile intuire chi poteva arrivare alla fine. Per me il momento più bello quando è venuto ospite Marco Pierre White".

Joe Bastianich: "Sono felice per l'arrivo di Giorgio Locatelli: abbiamo storia e tempistiche abbastanza simili. Interessante il nostro parallelo tra New York e Londra. Lui è fantastico, intelligente, intuitivo, è interessante capire il suo mondo londinese. Ha portato aria nuova. In questa edizione di MasterChef vediamo un percorso eccezionale e chi arriva alla fine e vince esce davvero diverso. Noi siamo non solo giudici ma padre, amico e psicologo. Siamo riusciti a catturare l’attenzione delle persone. Una puntata di MasterChef ha avuto per protagonisti ragazzi down che sono stati bravissimi: speriamo che il nostro programma, con la forza che ha, li porti a integrarsi nel mondo della cucina nella loro vita quotidiana”.

Giorgio Locatelli è il debuttante: "E' stato un battesimo di fuoco. Difficile giudicare un piatto ma quello che è interessante è il processo che c'è intorno, è come fare crescere il talento. L’offerta di tornare a lavorare in Italia era notevole, non potevo dire no, è stato naturale. Ho lavorato molto con la BBC ma ho fatto documentari ed è un lavoro differente da quello in studio. Ammetto che avevo qualche dubbio sul lavoro in studio, poi ho capito il lavoro che c’è dietro per arrivare a scoprire il talento. Dei concorrenti capiamo aspirazione e sogni e intuiamo se ci arriveranno. Se la gente si diverte metà di quello che mi sono divertito io sarà un super successo. Ammetto che ogni eliminazione per me è una tragedia, io non avrei eliminato nessuno perché per me la cucina è diventare parte di una squadra. Ho fatto molta esperienza internazionale prima di tornare a quella italiana e ho notato influenze francesi e inglesi interessanti. Con la Francia oggi ce la giochiamo alla pari. Mi aspetto l’internazionalità e l'utilizzo di una fusion con alimenti che non rientrano nella nostra storia di cucina. Incredibile la giornata passata a Roma con i ragazzi Down".