Aspettando Best Bakery: l'intervista al giudice Andreas Acherer

In attesa del prossimo appuntamento con Best Bakery, in onda tutti i martedì alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455 con un doppio episodio, abbiamo fatto due chiacchiere con il maestro pasticcere e giudice del talent, Andreas Acherer. Leggi l'intervista

Best Bakery: vai allo Speciale

Tra un macaron e una meringa, una sacher e un bignè, una torta paradiso e una crema chantilly, la nuova edizione di Best Bakery ci porta alla scoperta di un mondo fatto della materia di cui sono fatti i sogni: tutti i martedì alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455. Come amava sottolineare Isabel Allende, “I dolci in tavola sono come i concerti barocchi nella storia della musica: un’arte sottile” e a noi spettatori, il piacere di degustare idealmente ogni delizia sottoposta al vaglio della giuria. In attesa del prossimo appuntamento con Best Bakery, abbiamo intervistato l’unico pasticcere italiano della prestigiosa associazione di cioccolatieri svizzeri “Chaîne Confiseur”, Andreas Acherer. Continua a leggere e scopri cosa ci ha raccontato il giudice del programma che, insieme al collega Alessandro Servida, ha il compito di selezionare la miglior pasticceria d’Italia.

Il maestro, dopo aver viaggiato in lungo e in largo per l’Europa e l’America, è tornato nel suo paese natale, Brunico. Qui, insieme alla moglie fiorista si occupa della sua pasticceria (la Acherer Patisserie.Blumen fa parte del Relais Dessert, l’esclusivo circolo di pasticceri provenienti da tutto il mondo). La coppia ha saputo unire le rispettive passioni, i dolci e i fiori creando un ambiente capace di risvegliare nei propri clienti delle sensazioni uniche. Vere e proprie sinestesie, da provare per credere.

Com’è andata l’avventura di Best Bakery?
Mi sono divertito veramente un sacco e sinceramente non mi aspettavo fosse così impegnativo. Sono abituato ad alzarmi presto e a lavorare tantissime ore in un laboratorio, ma questo era un altro tipo di lavoro, è stato molto intenso anche psicologicamente, essendo di madrelingua tedesca, ragiono in tedesco, dunque, dovevo prima tradurre e poi parlare in italiano.
Con il suo collega giudice?
E' andata molto bene, ho avuto la fortuna di conoscere meglio Alex e devo dire che oltre alla bellissima esperienza di Best Bakery fatta insieme, ho trovato una bellissima persona e un amico. 
Un aneddoto divertente da ricordare?
Eravamo in una pasticceria (non diciamo dove per evitare spoiler n.d.r.), abbiamo assaggiato una monoporzione alla birra e io ho detto che nonostante il dolce fosse buono, sapeva di marcio. Tutti a ridere, in realtà non intendevo dire che avesse un cattivo odore, piuttosto che aveva un certo gusto di fermentato tipico della birra. Quando sento Ale al telefono mi saluta con un “ciao marcio”.
Il dolce della sua infanzia.
I canederli con le albicocche all’interno, un dolce tradizionale altoatesino, lo facevo sempre con la mia nonna.
Dove trae ispirazione per le sue creazioni?
Camminando immerso nella natura, Brunico è un piccolo paese di dodicimila abitanti, siamo in mezzo alle montagne e ai boschi, io apro la porta di casa, faccio dieci passi e sono in mezzo alla natura, qui mi riposo e prendo molta ispirazione, anche nell’uso di diverse erbe selvatiche, di fiori, fragoline e lamponi. Abbiamo tutto davanti al nostro naso.
Una vita tranquilla.
Sì, anche se abbiamo dei picchi, sia d’estate, quando i turisti italiani scappano dal caldo e vengono da noi in montagna, sia nel periodo invernale quando vengono a sciare. Abbiamo un’area sciistica a un chilometro da Brunico che proprio l’anno scorso è stata eletta la migliore d’Europa. Qui è alta stagione da novembre a pasqua e c’è movimento.
Lei ha studiato a Vienna e viaggiato in Francia, Svizzera, Germania, Svezia e Stati Uniti: cosa ha portato a casa di queste esperienze?
Ho imparato a essere molto tollerante, sono una persona aperta al nuovo, cerco di vedere sempre le cose non da un unico punto di vista, ma a 360° e se non riesco a fare qualcosa, riesco a guardarla in maniera tale che risulti in qualche modo positiva. Inoltre, vivendo all’estero si impara ad autogestirsi, che è molto importante.
Se non avesse fatto il pasticcere?
Sinceramente non saprei, quindici anni fa, all’apertura del mio primo negozio, mia madre mi ha regalato un quadro, era un mio disegno fatto all’asilo all’età di circa quattro anni, il tema era: “cosa vuoi diventare da grande?”: io avevo disegnato un pasticcere. Mio nonno era un panettiere e anche se non l’ho mai conosciuto perché è morto cinque giorni dopo che io nascessi, credo mi abbia passato lui questa passione, penso sia una cosa genetica.
L’ingrediente che non può mancare nei suoi dolci.
Amore e passione credo siano due ingredienti fondamentali, indispensabili. Sono più importanti di ogni materia prima. Noi pasticceri le materie prime le lavoriamo, un lievito, una panna vivono e se non ci mettiamo la nostra anima, la nostra passione, non può uscirne un buon prodotto.
Quando viaggia con la sua famiglia, scoprire nuove pasticcerie è un rito?
Non solo, le escursioni vengono pianificate in base ai luoghi in cui si trovano le pasticcerie famose che vogliamo scoprire. E’ sempre stato così, ricordo un anno in cui per San Valentino ho regalato a mia moglie un volo a Parigi con l’elenco delle pasticcerie da visitare.