Bali: 5 curiosità sull’isola in Indonesia

Il programma "Mollo Tutto Cambio Vita-Bali ", in onda tutti i martedì alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455, narra le storie di chi ha lasciato tutto per trasferirsi dalla parte opposta del pianeta, nella magica Bali per ricominciare una nuova vita. In attesa del prossimo appuntamento , l'ultimo, scopri le cinque curiosità di questa magnifica terra. Martedì 2 (alle 21.15) e 9 luglio (alle 22.10) andranno in onda i due Best Of, con i migliori momenti della stagione. 

Bali? Semplicemente un paradiso, è così che può essere descritta l’isola indonesiana celebre per le sue antiche montagne vulcaniche ammorbidite dai folti boschi, le spiagge amate dai surfisti e la sua barriera corallina. Una terra magica, nota non solo per le bellezze paesaggistiche, ma anche per il suo aspetto spirituale. Sono svariati infatti i centri yoga e di meditazione presenti. Bali accoglie tra le sue braccia numerosissimi templi sacri, l’isola è l’unica delle 17.500 isole che formano l’Indonesia a non essere musulmana, ma a maggioranza hindu. Ciò non impedisce la convivenza pacifica con tutti gli altri credi e religioni esistenti sul territorio. Continua a leggere e scopri qualche curiosità che forse non conosci ancora.


L’Isola degli Dei


La religione in prevalenza induista fa parte integrante non solo della cultura, ma anche dello spirito di Bali e dei suoi abitanti. Si contano almeno tre templi per ogni piccolo villaggio. Per tutta la popolazione infatti ogni fase della giornata è vissuta con profonda e sincera spiritualità. E’ comune trovare per strada offerte di cibo in onore delle divinità locali. E a questo proposito vi consigliamo di fare attenzione e di non calpestarle: pare porti sfortuna. Siete avvisati!


Il giorno del Silenzio


Il Nyepi, si tratta di una ricorrenza piuttosto significativa per l’isola, non è solo il primo giorno del nuovo anno secondo il calendario balinese, ma molto di più. Ventiquattro ore da dedicare interamente alla riflessione e alla meditazione su valori universali quali l’amore, la pace e la benevolenza. La celebrazione è preceduta da sfilate in costume e maschere tradizionali. E’ l’evento più sentito da tutti i balinesi, in questa giornata speciale non si può lavorare, né viaggiare e alcuni osservano addirittura il digiuno. Strano ma vero: tutte le attività si fermano, aeroporto internazionale compreso. L’atmosfera è surreale perché per strada non c’è nessuno. L’unica eccezione riguarda la sicurezza, gli uomini incaricati di pattugliare i quartieri e verificare che i divieti siano messi in pratica hanno l’autorizzazione per lavorare.


I neonati e i 108 spiriti


Per l’induismo balinese, i neonati sono considerati sacri, alla stregua dei loro Dei. Non possono toccare il suolo durante i loro primi mesi di vita. Questa pratica deriva dalla credenza che gli infanti siano ancora troppo vicini al regno sacro da cui provengono e per tale ragione meritano di essere trattati con la massima dedizione e venerazione. La nascita di un figlio significa la rinascita di un antenato che torna sulla Terra, un parente defunto che torna in vita. Per i primi mesi i lattanti sono considerati sacri, i loro spiriti appartengono al divino e sono protetti dal “nyama bajang”, 108 spiriti. Dopo un periodo di circa tre mesi, si fa la nyabutan, una cerimonia all’inizio della quale i genitori vengono purificati attraverso un rituale che ha il fine di ringraziare i 108 spiriti per aver protetto il bambino. A quel punto, il neonato può toccare terra!


Abitudini alimentari


Se state pensando al nostro concetto di pranzo, cena, colazione o merenda, dimenticatevi ogni orario: a Bali è quasi impossibile parlare di pasti principali e se proprio dobbiamo individuarne uno questo è il pranzo. I balinesi consumano molta frutta al mattino e non hanno l’abitudine di riunirsi a tavola come noi, ognuno mangia quando sente fame, in solitudine e quando ha voglia. Solo nelle grandi occasioni si condivide il pasto. Il cibo che viene consumato è quello tradizionale di strada, venduto nei tipici warung. L’equivalente dei nostri chioschetti dove si sosta per una breve pausa ristoratrice. Tra i must, il sate e il bakso. Il consiglio è consumare il cibo nella prima parte della giornata, altrimenti il rischio è quello di trovarlo scadente, non dimentichiamo che senza un’adeguata refrigerazione e senza conservanti il gusto si altera, così come la qualità.


Il cibo delle feste


Capitolo a parte merita il cibo che viene preparato in occasioni particolari, il cosiddetto cibo delle feste. In questi casi anche le famiglie meno abbienti offrono il cibo a proprie spese, ricorrendo persino a contrarre dei debiti per sopperire alle spese. Occuparsi della preparazione è un’attività che coinvolge tutta la comunità, uomini e donne si suddividono i compiti. Ma quali sono i momenti da celebrare? Innanzitutto la nascita di un figlio e il matrimonio. Nel primo caso si festeggia per circa tre mesi, per altri momenti quali la limatura dei denti nel passaggio adolescenziale e l’eventuale scomparsa di un congiunto, i festeggiamenti possono variare, da alcuni giorni a un’intera settimana. Il piatto tipico della festa è il babi guling, il maialino da latte. Questo viene farcito con un impasto a base di curcuma, zenzero, aglio, peperoncino e altre spezie per poi essere cucinato sul fuoco per ore. Un altro piatto da segnalare è il bebek: un’anatra farcita con spezie, avvolta in foglie di banano e cotta alla brace o al vapore.