Italia's Got Talent 2019: cos'è successo nella seconda puntata

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Ecco il resoconto della seconda puntata della quarta stagione di Italia's Got Talent. Un tripudio di emozioni tra coreografie da brivido, ugole d’oro, acrobazie e addirittura record mondiali battuti proprio sul palco di IGT, davanti a pubblico e giuria a bocca aperta. Il prossimo appuntamento ti aspetta venerdì alle ore 21.15 in prima visione assoluta su Sky Uno (canale 108) e sul digitale terrestre al canale 311 o 11.
 

Italia's Got Talent 2019: chi sono i giudici Italia’s Got Talent al via su Sky Uno

Il palco su cui ogni venerdì si esibiscono le emozioni pure è quello targato IGT.
Anche per la seconda puntata della quarta stagione di Italia's Got Talent, in onda in prima visione su Sky Uno venerdì 18 gennaio, non sono mancate copiose lacrime. Non lacrime di tristezza, sia ben chiaro, ma anzi lacrime di commozione e di felicità all’ennesima potenza, parola di chi ha collezionato una tripletta di sì o addirittura il consenso unanime dei giudici.

Sul banco della giuria, Mara e Federica sono già totalmente a proprio agio e si muovono con disinvoltura estrema, bacchettando non poco i due poveri Claudio Bisio e Frank Matano. Ma prima di fare salire sul palco i nuovi concorrenti della seconda puntata, i giudici sono partiti alla volta di un'avventura on the road per raggiungere la meta in cui si è tenuta questa nuova eccitantissima prova. Per fare giocare in casa Federica Pellegrini, gli altri tre giudici l’hanno accompagnata davvero a casa: Vicenza, la città nativa della nostra campionessa olimpica, è stata lo scenario del secondo appuntamento di IGT. E per fare sentire Federica ancora più a casa, Frank e Claudio hanno accettato la sfida nella prova più dura per tutti: la prova costume! E diciamo che i due giudici l’hanno passata se non con lode almeno a pieni voti, alla faccia di quel poco di pancetta di Claudio e delle adorabili maniglie dell’amore di Frank.

Ma per la sfida vera e propria, i due hanno nuotato in cattive acque: come si fa ad accettare una gara di nuoto fianco a fianco con lei, la sirenetta numero uno d’Italia?! Ebbene sì: Claudio e Frank hanno sfidato in piscina la Pellegrini in persona, la quale li ha ovviamente stracciati in una gara da togliere il fiato e con un giudice d’eccezione: la grande Mara Maionchi, con tanto di fischietto tra le labbra (che ha ben sostituito il bip solito che copre le sue irresistibili parolacce...).

Ad aprire le danze sul palco, una Lodovica Comello in stato di grazia che canta The Power of Love, facendo scattare un Ritorno al futuro di suoni squisitamente anni Ottanta. Tra Power of Love, maniglie dell’amore e la doccia gelata per Frank e Claudio (ossia la abbastanza prevedibile sconfitta in acqua da parte della Pellegrini), si parte con il primissimo concorrente.

Saleh Yazdani, un giovane ballerino metà persiano e metà tedesco, ha ipnotizzato tutti con una coreografia su un cavalluccio che dondola sulle dolci note cullanti di una ninna nanna. Residente a Berlino, Saleh ha scelto il palco di Italia’s Got Talent perché l’anno scorso è stato a Venezia per la Biennale e si è innamorato del nostro Paese. Beh, dopo averlo visto muoversi in maniera così sinuosa sul palco anche noi ci siamo innamorati di lui! E se un’atleta come Federica Pellegrini definisce le tenute sul cavalluccio durante la sua performance “difficilissime”, senz'altro frutto di un allenamento duro, ci fidiamo ciecamente e ci uniamo al coro della giuria: 4 yes sonorissimi!

Meno sonori ed entusiasmanti, invece, i 4 no collezionati da Giampiero Franceschi, un pasticcere che si è esibito in un numero da teatro kabuki con maschera tradizionale giapponese che ha poco convinto. Molto più convincente, però, è stata la sua simpatia: Giampiero è di Certaldo, il paese in provincia di Firenze che ha dato i natali a Boccaccio. Uno dei letterati nostrani più celebri per le parolacce, non è vero Mara? Che infatti risponde per le rime, dicendo: “A me il Boccaccio mi fa una pippa!”

Dopo le risate sonore, arriva il momento in cui è il silenzio il vero protagonista. Nicola e Alessandra, (Nik e Ale) sono due studenti di 21 e 22 anni, compagni di università che hanno scelto come percorso di studi le lingue. Ma la lingua in cui si sono esibiti nella seconda puntata è quella dei segni, il codice comunicativo usato dalle persone non udenti. Il fratello maggiore di Nicola, presente in platea, è non udente dalla nascita e per farlo avvicinare alla musica Nik si è inventato, assieme ad Alessandra, una tecnica strabiliante: coreografare le canzoni con il linguaggio dei segni per rendere accessibile testi e melodie a chi non può sentire. La commozione del fratello di Nicola, le parole dette da Mara con voce rotta dall’emozione (“Come una danza di parole e concetti, molto affascinante”) e da Frank (“Una delle performance più particolari e intense che abbiamo visto”) hanno reso l’esibizione di Nik e Ale ancora più coinvolgente, tanto da scatenare il più sonoro e scrosciante applauso mai sentito: l’applauso silenzioso fatto da tutto il pubblico in piedi utilizzando il linguaggio dei segni. Dire da brivido è riduttivo… E dire che la performance ha conquistato 4 sì è a dir poco lapalissiano!

Consensi pieni anche per Bernardo Saccardin, barman venticinquenne di Rovigo che ha intrattenuto la giuria e il pubblico con una danza energica chiamata “bò”, una sorta di karatè ma su base musicale che fonde arti marziali, elementi acrobatici e numeri di giocoleria. In un cocktail gustosissimo, insomma, esattamente come quelli che solitamente questo abile bartender prepara.

Sì, sì, sì, e sì anche per la squadra nazionale di Fitkid (fitness per kids, per bambini), un gruppo di bambine e ragazzine capitanate dalla simpaticissima Sofia e dalla sua mamma, l’insegnante Gabriella, che si sono esibite in una coreografia d'atmosfera asiatica. Con gli abiti tradizionali, i tipici ombrellini di carta e i ritmi e le movenze delle danze cinesi, Sofia & Co. hanno fatto incetta di consensi.

Incetta di commozione l’ha fatta invece Marysol Bucci, una ragazzina di dodici anni di Roma arrivata a Vicenza con il papà e il nonno per cantare Listen di Beyoncé. Era il sogno di sua mamma, che oggi non c’è più. “Guardavamo insieme Italia’s Got Talent e lei mi diceva: un giorno ti vedrò lì! Lo faccio per lei”. E se già questa premessa non può che velare gli occhi di lacrime, la voce di Marysol ha dato la mazzata finale: un timbro profondo e meraviglioso, un’ugola da brividi lungo la schiena. E una Mara in lacrime che dice: “Sono un po’ in difficoltà perché hai cantato molto bene”. 4 meritatissimi sì, seguiti da un intervento in extremis della truccatrice che ha dovuto ritoccare il mascara della Maionchi perché con le lacrime è colato tutto.

Arriva poi James Kingsford Smith, un ballerino che dichiara di voler “spingere i limiti dell’impossibile” e lo fa letteralmente, con un balletto su stampelle coronato da acrobazie circensi che sembrano andare contro le leggi della gravità. Quattro sì a gran voce!

Meno fortunati sono stati la ballerina Mary Zuccarino, il gruppo di atleti Bunglay Fly appesi a funi, il forzuto Andrey Vovk che ha fatto volare pneumatici come se fossero piume: per loro questa è stata la prima e ultima esibizione sul palco di IGT 2019. Nemmeno il numero con cui Francesco Frattarelli ha risolto il cubo di Rubik in apnea totale ha fatto breccia nei cuori dei giudici, soprattutto in quello di Federica che non è certo una che si stupisce delle apnee da un minuto e mezzo…  

Invece lo stupore ha fatto da padrone di casa non appena la soglia di IGT è stata varcata da Domenico, per gli amici Mimmo, un uomo che dopo averne fatte di tutti i colori nella vita (tra cui una tournée come musicista con niente po’ po’ di meno che i Rolling Stones) si è dato a una nuova sfida: la pesistica. Fin qui tutto abbastanza nella norma però è da notare bene l’età di Mimmo, che va di pari passo a quella di Mick Jagger, Keith Richards e compagnia bella: 81 anni e mezzo, con soli 52 chili di peso (pesa meno di Lodo, come la stessa Comello ha dichiarato!) ma un’energia tale che nemmeno un diciottenne riuscirebbe a stargli dietro.

Energia innanzitutto interiore ma anche fisica: Mimmo Catricalà ha sollevato prima 120 chili di pesi, poi 130 e infine un bilanciere da 140 chili e mezzo, battendo così il record mondiale assoluto. “Sono emozionata!” ha esclamato la Pellegrini, nonostante di record del mondo lei ne abbia visti eccome. Ma la forza vitale di Mimmo va oltre la sua abilità fisica. “Un grande esempio sia per i giovani sia per gli anziani” ha detto Frank. E Mimmo ha aggiunto così al suo Curriculum Vitae un Guinness dei Primati, 4 sì di Italia's Got Talent e, dulcis in fundo, un bacio dalla campionessa del mondo di nuoto. Insomma, due campioni del mondo a confronto che si scambiano energie pazzesche!

Energia pazzesca è anche quella che scorre nelle vene di Elia Morra, in arte Elianto, un artista di strada trentenne che ha lasciato tutti senza parole. Tutti tranne lui, che di parole ne ha eccome: imbracciando la sua chitarra, si è esibito in una canzone totalmente improvvisata e fatta al momento, un rap frenetico ed esilarante in cui Elianto è riuscito a commentare tutto ciò che gli è accaduto di fronte. Una favella invidiabile, ritmi velocissimi e anche pause melodiche incredibilmente orecchiabili, il tutto fatto "a fresco", al momento ma con un’arte dell’improvvisazione tale che nulla ha da invidiare a qualsiasi copione, partitura o spartito calcolato al millesimo di secondo. Assolutamente sì, moltiplicato per quattro!

Andrea Monteleone, invece, si porta a casa due sì e due no con una performance di dubbio gusto che usa come strumento il poco conosciuto “otamatò”, in pratica un tubo che emette suoni gutturali che ricordano delle pernacchie.

C’è stata poi la fase critica di Frank, quella in cui si è messo a fare il bastian contrario.
È successo con i Microfunk, una crew molto originale che balla hip hop in maniera inedita su melodie sinfoniche; anche i vocalizzi a cappella dei Cantori di Torino hanno conquistato tutti tranne lui e pure il brano A qualcuno piace piccolo del trio Youkus che suona chitarrine simil ukulele non l’ha convinto appieno (“Troppo oldschool per me”).

Inversione totale di rotta invece quando è salito sul palco Andrea Pozzato, un ragazzo della provincia di Padova che si è esibito in un brano al pianoforte assieme alle sue tre galline padovane a gran ciuffo. Giudici concordi nel decretare l’insuccesso della performance. Tutti concordi tranne uno: proprio lui, Frank Bastian Contrario! Che si è innamorato perdutamente del numero al piano con galline annesse. Però c'è da dire che per Frank questa è stata la serata dell’innamoramento facile, parola dei suoi occhi incantati mentre la bellissima ballerina svizzera Nina Burri si è esibita in una coreografia con maschera kabuki giapponese e movenze da ragno sinuoso. “Ammaliante e ipnotica”, secondo Federica, “Affascinante” a detta di Mara ma gli elogi più significativi sono stati quelli non udibili ma ben visibili negli sguardi adoranti di Bisio e Matano. Come biasimarli? Nina ha 40 anni eppure sembra una ragazzina, con un volto da Scarlett Johansson perfettamente incastonato su un corpo da Rihanna. Per non parlare della sua bravura incommensurabile! Anzi, commensurabile: vale 4 sì!

3 no e un sì (ancora una volta di Frank, che nella seconda puntata ha deciso di uscire dal coro a tutti i costi) per i Cru Cru Cirque Dx, quattro ragazzi cinesi con magliette ornate da finti tatuaggi della yakuza che da Tokyo sono arrivati a Vicenza per un numero divertente ma non troppo convincente.

Tutti d’accordo invece a dare il proprio sì a Ernesto Dolvi, un sassofonista che suona ai matrimoni per sbarcare il lunario ma che potrebbe esibirsi nei più prestigiosi locali di New Orleans. Un pathos eccezionale che ha fatto dire a Mara: “Tu suoni con il cuore, con la pancia… Insomma, c’è di tutto lì dentro!”. E Claudio ne ha sottolineato anche l’aspetto tecnico notevole. Quattro sì che premiano sia la performance sia tutto quello che c’è dietro, ossia la musica come riscatto e salvezza. Ernesto è di Scampia e le sue parole sono eloquenti tanto quanto le note del suo sax: “Con Scampia c’è odio e amore: è difficile crescere in un determinato contesto sociale. Tra gli amici che avevo da bambino c’è chi non c’è più, chi ha fatto altre scelte… Alla festa dello scudetto del Napoli, quando ero piccolo, ho trovato la mia salvezza ascoltando per la prima volta il suono del sassofono”.