MasterChef All Stars Italia, i concorrenti: chi è Anna Lupi

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In attesa della prima edizione speciale del cooking show dei record che vede sfidarsi 16 fra i più talentuosi ex concorrenti delle passate stagioni, giovedì 20 dicembre alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 311 o 11, riscopri chi è Anna Lupi

ANNA LUPI ha partecipato alla prima edizione di MasterChef Italia.

Anna, 55 anni di Verona, l’ex ballerina della prima edizione dopo MasterChef, ha completamente cambiato vita. Per cinque anni è stata titolare del ristorante vegano “La fata zucchina”. Ha deciso di chiudere il ristorante e viaggiare in luoghi mistici, diventando discepola di cuochi indigeni. Leggi l’intervista e scopri cosa ci ha raccontato.

Ci racconti la sua esperienza a MasterChef.
La mia esperienza a MasterChef è stata meravigliosa, mi ha cambiato la vita, mi ha spinto oltre i miei limiti e mi ha dato il coraggio di dare il massimo ma mi ha anche mostrato le mie debolezze e resa consapevole di cosa volevo veramente. La mia cucina era molto tradizionale anche se elaborata e mi sentivo molto vicina allo stile di Barbieri. Sono nate tante amicizie che durano ancora, sia tra i concorrenti che fra lo staff. Eravamo dei pionieri, giudici compresi, ed eravamo consapevoli che dalla nostra performance sarebbe dipeso il futuro del programma e tutti abbiamo dato il massimo.
L'esperienza sulla Andrea Doria poi è stata indimenticabile, avevo dei preconcetti sui militari ma si sono rivelate persone estremamente buone, gentili e sensibili. Ho vinto la puntata dei dolci, che è quello che preferisco fare, ma sono finita al pressure proprio con un dolce, che però non avevo mai fatto prima, alla fine sono uscita con la carne, che cucino poco...come ho detto prima: Masterchef non perdona, se hai delle lacune le mette subito in evidenza...

Come è cambiata la sua vita dopo la partecipazione al cooking show più amato della tv?
Dopo Masterchef mi sono subito messa al lavoro sul libro e dopo pochi mesi è uscito IN CUCINA CON GLI AVI con la prefazione di Bruno Barbieri: è un libro tratto dalle ricette di famiglia del quaderno di mio padre con l'aggiunta dei ricordi e le sensazioni legate a quelle ricette. Poi mi sono messa alla ricerca di un posto da aprire insieme alla mia famiglia ed abbiamo rilevato il ristorante vegetariano Fata Zucchina. Lì ho capito cosa vuol dire veramente fare lo chef e condurre un ristorante, altro che quello che si vede in TV o che ci immaginiamo, i ritmi sono veramente serrati e gli orari estenuanti, le soddisfazioni però erano impagabili, veniva gente da tutto il mondo e tanta gente famosa italiana ed estera, così abbiamo resistito per cinque anni. Dopo la vendita ero completamente prosciugata e mi mancava qualcosa che sapevo di avere dentro ma non sapevo cos'era, così ho cominciato a meditare e a viaggiare alla ricerca di me stessa, ho conosciuto le meditazioni e i centri di Osho italiani ed esteri, i Sufi in Turchia, ho incontrato il Dalai Lama e il Karmapa in India, poi sono tornata a casa perché quello che cercavo non era in un posto o qualcuno ma ero io, me stessa, la VERA ME. Mi sono resa conto di aver indossato mille maschere per tutta la vita, le ho gettate via tutte ed ora quella che vedete sono io, la VERA ANNA.

Cosa si aspetta da questa edizione All Stars?
Spero di essere capita. La mia cucina è molto cambiata: è molto più semplice, fresca, genuina, e sana. Gli ingredienti sono quelli che si vedono ma anche quelli che non si vedono, anche al ristorante cucinava solamente chi stava bene ed era serena (in cucina eravamo mia figlia ed io), in un piatto metti te stessa perciò se non sei serena non farai mai un bel piatto. Cucinare in maniera meditativa dà ad ogni piatto un valore aggiunto ma bisogna essere pronti a recepirlo ed avere la sensibilità e l’apertura per percepirlo, speriamo di riuscire a farlo arrivare ai giudici...

Il suo cavallo di battaglia, è lo stesso di quando ha iniziato o è cambiato?
A me è sempre piaciuto fare i dolci, infatti ho vinto la puntata con Biasetto. Il cioccolato era il mio ingrediente preferito e la torta della vittoria era una Sacher personalizzata in maniera che piacesse di più ai miei figli. Adesso i dolci che preferisco fare e che mi vengono meglio sono i lievitati, anche i grandi lievitati come il Pandoro, che è anche il dolce natalizio tipico della mia città: Verona.
Mi piacciono i lievitati perché richiedono molta attenzione e cura, ogni passaggio è importante e se ne sbagli anche solamente uno il risultato finale è diverso o compromesso, i lievitati non perdonano, difficilmente si riesce a rimediare un errore. Probabilmente sono i miei preferiti ora perché sono l'essenza della cucina meditativa, richiedono costante attenzione, presenza e valutazione di tutte le variabili, anche quelle atmosferiche.

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