Un tattoo "giappo" e Hellvisback, Salmo racconta il suo successo

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Salmo
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Il rapper sardo attraversa le nostre anime con le sue parole. Quello che racconta rappando lo mostra con i tattoo che si porta, copiosi, sulla pelle e nella vita. Intanto su Sky Uno ogni domenica alle ore 22 va in onda Bad Ink 2

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


E' difficile raccontare la vita da un'isola. Perché non vedi la riva opposta. Certo, poi c'è chi vive sul lago e dice che un orizzonte palpabile è rassicurante. Ma ci sono capitani di terra e di mare, Salmo è uno di loro. Maurizio Pisciottu, il rapper sardo che fa sfrigolare i nostri pensieri, parla del suo disco Hellvisback e dei suoi tatto mentre su Sky Uno ogni domenica alle ore 22 va in onda Bad Ink 2

Salmo partiamo dal tour.
La prima parte del live è voce e deejay, la seconda faccio riarrangiare dalla band i pezzi.
Li riveste...
E’ figo andare a pescare pezzi vecchi, molti li ho fatti in cameretta col computer e vederli ora vestiti in maniera importante mi fa sempre un certo effetto.
Come quando vede i tatto?
Quando vedo i tatuaggi resto stranito, soprattutto se sono frasi di mie canzoni.
Perché?
A loro resterà per tutta la vita. Io tatuaggi ne ho ma nessuna frase neanche di altri, ogni persona può fare quello che vuole, se sentono loro una mia frase lo facciano, mi fa piacere.
Come ha iniziato lei?
Ho cominciato a 17 anni, il primo era una stupidata, era una scritta giapponese dietro il collo, credevo significasse forza di spirito e invece non vuole dire nulla.
Invece significa qualcosa Hellvisback.
E' il disco più maturo, ho 32 anni, scrivo per quelli della mia età, è un richiamo a chi è nato a metà degli anni Ottanta ed è cresciuto negli anni Novanta.
Ci sono anche giovani, però.
E' importante che ci siano i ragazzini, l’età media in generale si è alzata parecchio, non solo per i testi ma anche la band è cresciuta.
Si aspettava il successo di Hellvisback?
No. Penso sempre in maniera negativa, pensavo di fare un bel flop, non riesco a pensare positivo. Non ho fatto grandi progetti, la mia idea era piccola.
La rete aiuta?
E' importante, posso fare quello che voglio in rete, ma la gente sa scegliere, sa capire se una cosa è figa e funziona.
Vacanze?
Non ora. però mi piacerebbe andare in California.
Cosa ascolta di hip hop italiano?
In Italia sono tutti bravi, ora c’è una ondata nuova, c'è cambio generazionale in corso. E' una cosa normale, ogni 4, 5 anni succede questo. Oggi bastano pochi anni per il cambio generazionale, la gente consuma in fretta, per stare al passo dovresti fare un disco all’anno, quello che accade ora lo sapevamo, ora la discografia andrà a morire, troveranno un altro modo di declinare la musica.
Il futuro?
Secondo me è tanti singoli e poi un disco che li raccoglie e aggiunge qualcosa.

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