Caterina la Grande, la recensione del primo episodio

Leggi la recensione del primo episodio di Caterina la Grande , la miniserie in 4 parti targata SKY + HBO con Helen Mirren nei panni dell'impertrice russa. - Tutte le news su Caterina la Grande

Caterina la Grande, scopri lo speciale sulla serie

Caterina la Grande, episodio 1: cosa succede

Il "Prigioniero numero 1"

Sono passati alcuni anni da quando Caterina II ha preso le redini del Paese grazie a un colpo di stato che ha visto deposto l'imperatore Pietro III dalla casta militare, ma la sovrana deve lottare ogni giorno per mantenere saldamente nelle proprie mani il potere. La miniserie si apre sulla prigione di Shlisselburg, con il personaggio di Helen Mirren che va a fare visita al famigerato "Prigioniero numero 1", alias Ivan VI, cugino del defunto Pietro III e potenziale pretendente al trono. Ivan, nonostante sia stato imprigionato fin da giovanissimo, viene comunque visto da una parte del popolo come il legittimo erede dello zar. (ndr: Sembra che, in base a certe fonti, Paolo, il figlio di Caterina e Pietro, non fosse figlio di Pietro, ma di Caterina e di un altro uomo. A quanto pare, fu Elisabetta, la madre di Pietro, a spingere Caterina a farsi mettere incinta da qualcun altro, perché Pietro non era in grado. Di sicuro all'epoca la voce si sparse, ed ecco perché Ivan era considerato da alcuni come l'unico erede legittimo del defunto Zar.)

Tra le persone che lo sostengono c'è un certo tenente Mirovich, che, per l'appunto, ha scoperto la vera identità di questo prigioniero e che ha intenzione di organizzare una rivolta per liberarlo. Caterina, però, coglie qualcosa nelle poche parole che scambia con Mirovich, e lo fa tenere dì'occhio. E, per non correre rischi, fa uccidere Ivan. Infine, per far passare chiaramente il messaggio che a comandare è lei, fa giustiziare il tenente traditore nonostante l'accordo preso con il Primo Ministro Panin, contrario alle esecuzioni.

La fine della schiavitù

Di fronte ai nobili russi, Caterina annuncia la fine della schiavitù e della servitù della gleba, sollevando le proteste di molte personalità influenti. Anche i fratelli Grigory e Alexei Orlov - membri di alto livello della casta militare, il primo amante e favorito della sovrana, il secondo parte attiva nell'assassinio di Pietro III - non sono d'accordo con questa decisione.

Il complicato rapporto col figlio

Tra Caterina e suo figlio Paolo - figlio che le è stato portato via ancora piccolissimo e che è stato cresciuto dalla nonna, Elisabetta, la madre di Pietro III - non corre buon sangue: lei, che non ha intenzione di condividere il potere con nessuno, lo tiene volutamente lontano dalla politica e dalla sala dove si riunisce il Consiglio; lui, che non può perdonare alla madre la morte del padre, sogna di toglierle il trono da sotto il regale didietro. Al fianco del Principe c'è il Primo Ministro Panin, che è stato anche il suo precettore e che vorrebbe vederlo alla guida del Paese.

L'entrata in scena di Potemkin

L'aitante, arguto e ambizioso tenente Grigory Potemkin viene presentato a Caterina dalla Contessa Bruce, la migliore amica della dovrana. Caterina è attratta da lui fin da subito, e la cosa è reciproca, anche perché il personaggio di Jason Clarke non è solo un suo ammiratore: è anche un suo grande sostenitore in quanto a decisioni di politica interna ed estera. Il Conte Grigory Orlov, l'attuale favorito, se ne accorge immediatamente. La fine della relazione amorosa tra Orlov e Caterina è dietro l'angolo. Mentre Potemkin si "intrattiene" con la Contessa (alla quale però confessa di pensare intensamente alla sua imperatrice), i fratelli Orlov tramano contro di lui, e appena l'occasione si presenta lo picchiano e lo gettano da una finestra. Potemkin, però, miracolosamente sopravvive. A un ballo in maschera (al giorno d'oggi diremmo "in cross-dressing"), Caterina lascia definitivamente Orlov, e si mette a ballare con Potemkin, ferito a un occhio ma ancora in piedi.

 

Caterina la Grande, episodio 1: il commento

Il primo episodio di Caterina la Grande ci porta dentro la storia (assolutamente romanzata, dunque condita con molte libertà artistiche) della famosissima sovrana assoluta, colei che estese i confini dell'Impero Russo e che cercò di proiettare il Paese nel futuro. In realtà la politica fa più che altro da sfondo: è presente, specialmente nelle scene in cui Caterina è con il Primo Ministro Panin, ma non prende mai il sopravvento, e per un motivo ben preciso: Caterina la Grande si concentra, per l'appunto, sulla figura di Caterina, ma più sul suo lato privato, personale.

Ovviamente la vediamo discutere e prendere decisioni strategiche (ci riferiamo per esempio alla scena dell'annuncio della fine della schiavitù e della servitù della gleba, o alla scena in cui viene ponderato l'assassinio di Ivan), e la cosa è inevitabile, dal momento che i sovrani assoluti erano lo Stato. L'intrigo politico, però, non è mai il focus principale, e va bene così, non c'era bisogno di ricreare House of Cards a San Pietroburgo. Su Helen Mirren non ci esprimiamo, ma nel senso che non c'è bisogno di dire niente, perché è già stato detto tutto: un'attrice del suo calibro indossa un personaggio del genere in maniera assolutamente naturale, e la cosa chiaramente non stupisce. Sempre ottimo Rory Kinnear, un interprete famosissimo e apprezzatissimo nel Regno Unito, mentre Clarke avrà modo di mettersi in luce col suo Potemkin negli episodi successivi.

Da segnalare assolutamente il grande lavoro fatto dalla costumista Maja Meschede, che, traendo ispirazione dai dipinti raffiguranti la sovrana, è andata a ricostruire alcuni degli abiti da lei indossati nelle varie epoche e in determinate occasioni. E se vi state chiedendo se il ballo a "vestiti invertiti" visto nella parte finale dell'episodio sia realmente accaduto...la risposta è sì. A quanto pare, si tratta di una tradizione inaugurata dai predecessori di Caterina II, ma la stessa sovrana amava molto queste feste "in costume", motivo per cui tutti gli ospiti della corte partecipavano e prendevano la cosa molto sul serio. Un'ultima chicca: l'evidente richiamo al Cristo Morto del Mantegna, precisamente nella scena in cui Caterina va a vedere il corpo del defunto Ivan.