Morta Anne Schedeen, la mamma della serie tv Alf. Aveva 77 anni

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L'attrice statunitense, celebre per aver interpretato la matriarca Kate Tanner nella popolare sitcom degli anni ottanta "Alf", è morta all'età di 77 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata dal suo agente, Tom Markley, e dalla famiglia tramite un messaggio sui social network. Al momento non sono state rese note né la data esatta né la causa del decesso dell'artista, il cui vero nome era Luanne Ruth Schedeen, nata in Oregon nel 1949 e nota per diverse altre produzioni televisive

L'attrice Anne Schedeen, nota al grande pubblico internazionale soprattutto per il ruolo di Kate Tanner nella sitcom fantascientifica "Alf", è scomparsa all'età di 77 anni. La conferma del decesso è arrivata direttamente dal suo storico agente e dai familiari

L'annuncio della famiglia e dell'agente

La famiglia ha annunciato la scomparsa dell'attrice con un messaggio sui canali social, definendola "una forza della natura" e ricordando la sua energia creativa, la passione per l'arte e l'amore per i suoi cari. Tom Markley, CEO e presidente della Metropolitan Talent Agency e agente dell'attrice, ha confermato ufficialmente il decesso al quotidiano The Hollywood Reporter, descrivendola come una vera artista e un'amica unica. Le cause del decesso e la data esatta in cui è avvenuto non sono state diffuse.

Il successo con Alf e la carriera televisiva

Nata come Luanne Ruth Schedeen l'8 gennaio 1949 a Portland, in Oregon, l'attrice aveva preso parte a diverse produzioni televisive prima di raggiungere la fama globale, tra cui le serie "Paper Dolls", "Emergency!" e "Simon & Simon".

Il successo principale è legato alla sitcom "Alf", trasmessa negli Stati Uniti dal settembre 1986 al marzo 1990, incentrata sulle vicende di un alieno ospitato da una famiglia della periferia californiana. In merito alla produzione della serie, Schedeen aveva dichiarato in un'intervista alla rivista People che le riprese rappresentavano un "incubo tecnico" a causa dei tempi estremamente lunghi e complessi richiesti dalle interazioni con il pupazzo del protagonista, definendo il set come quello di una "grande famiglia disfunzionale".

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