David Moretti dei Karma: "Il visionario è chi rende reali i sogni"
Musica
E' stato ripubblicato, in occassione del trentennale, il secondo album di questa incredibile band: si intitola Astronotus. L'INTERVISTA
I Karma nascono a Milano negli anni Novanta guidati da David Moretti. Con lui ci sono “Il Conte” Andrea Bacchini alla chitarra, Andrea Viti al basso, Diego Besozzi alla batteria e Alessandro "Pacho" Rossi, uno dei migliori percussionisti italiani. Dopo la ristampa del loro album d’esordio eponimo, è arrivata la riedizione, curata da
Sony Music Italy, di Astronotus, in occasione del trentennale del memorabile secondo album della band. La produzione musicale dei Karma aveva una tensione espressiva autentica e un’identità artistica complessa e stratificata, derivata dalla rielaborazione delle ruvidezze del grunge degli Alice in Chains, delle introspezioni
del rock alternativo e dalle pulsazioni nervose dell’elettronica degli anni Ottanta.
Astronotus rimane una delle testimonianze più radicali e visionarie del percorso dei Karma: un disco nato dall’improvvisazione e dal caos creativo, che ancora oggi rappresenta il simbolo di una ricerca sonora libera e non convenzionale. I Karma sono tornati con un terzo album K3 nel 2023, primo capitolo di una nuova progettualità che proseguirà con nuovi progetti e attività live.
Il messaggio finale è quello più forte perchè è la finestra sull'universo di una band, i Karma che negli anni Novanta hanno cambiato il corso della storia grazie a un album, Astronotus, che è stato recentemente ripubblicato da Sony, che aveva già fatto la stessa operazione con l'eponimo album d'esordio del 1994. David Moretti, anima della band, creativo per Apple in California, dice che "l'intelligenza artificiale può creare un futuro elaborando dati passati ma non può creare un futuro costruito sull'imprevedibilità". E questo sono i Karma, imprevedibili. Sono figli della prima metà degli anni Novanta, quel decennio che ha assorbito assai dai due precedenti: "In quel periodo le major curiosavano nel mondo nostro, loro che erano abituate a lavorare il mainstream guardavano con attenzione a un universo musicale che si stava affacciando sulla scena. Noi siamo entrati in studio senza l'idea di quello che sarebbe successo, siamo partiti col progetto di fare un jammin infinita e capire cosa ne sarebbe uscito". Ed è così che è nato Astronotus: fondamentalmente una sfida. Quando ho detto a David se si considerano dei visionari lui ha risposto che "tutti abbiamo delle doti e delle caratteristiche ma dietro a un visionario ci sono studi e pensieri. Il visionario è chi riesce a tradurre in realtà quello che per tanti resta nel mondo dei sogni". L'incipit della storia dei Karma è un album mai uscito con i testi in inglese (del quale ovviamente negli archivi della band c'è ricca testimonianza) poi Fabrizio Rioda, che ha creato il mitico studio Jungle Sound, "ci ha lanciato la sfida di fare testi in italiano" e da lì è partito il viaggio della band.
Astronotus si apre con Muroroa, l'atollo della Polinesia francesce noto più per i test atomici che per il suo mare: "In quegli anni giravamo con cappello e ombrelli per proteggerci -racconta David Moretti- poi c'è stato un momento in cui sembrava che quella paura si fosse allontanata. Ora se ne parla di nuovo. Il nostro percussionista Pacho creò una serie di suoni e coinvolse nel brano tutte le persone che in quel momento erano dentro Jungle Sound e siamo arrivati all'esplosione finale". Altra storia a Jaisalmer, città indiana di un fascino abbaccinante al punto che chi la visitata ha la sensazione di entrare in una favola e a proposito di fiabe con quale si addormentava il bambino David: "Amavo Pinocchio ma solo in un secondo tempo ne ho capito la sua stratificazione. Come potevo credere che il focus fosse il suo naso che si allungava e ci si arrabbiasse con lui per bugie ingenue? Un amico mi ha fatto notare che lui era un burattino senza fili ed era quello il fulcro del racconto collodiano". In quegli anni la speranza aveva un peso maggiore, c'era una spinta internazionalista forte e c'erano i centri sociali "mi sento di affermare che dopo il G8 di Genova tutto è cambiato, quello è stato il punto di non ritorno". Astronotus è cupo nella sua prima parte, poi trasmette una sua luminescenza, ci sono punti di passaggio strategici che unisco i brani, si va dall'incubo atomico all'Amazzonia accompagnati per mano. E ora che succede? "Dopo l'estate ci saranno sorprese, stiamo lavorando a una idea live e a nuovi brani, Sony ci segue in questo viaggio. E non dimentichiamo che ognuno di noi segue suoi progetti, personalmente sono coinvolto in due che riguardano il mondo Prog". Le composizioni dei Karma hanno un respiro da fantascienza, ricordano Isac Asimov e Philp K Dick: "Ubik di Dick è un libro che amo -precisa Moretti- e c'è tanto di quel mondo nella nostra musica". Quello che è certo che dopo il trentennale di Karma e Astronotus non bisognerà aspettare il trentennale di K3 (cadrebbe nel 2053) per quello che, seppur in altro ambito, Guido Gozzano ribattezzò "mistero senza fine bello".