Enrico Ruggeri sulle parole di Marracash dopo gli scontri: “È un corto circuito”

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Anche il cantante interviene sul dibattito seguito agli scontri avvenuti nei giorni scorsi a Milano e critica le dichiarazioni di Marracash sul disagio sociale. Ospite di “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1, il cantautore parla di “corto circuito” e richiama alcuni passaggi dei Promessi Sposi, distinguendo tra i tumulti descritti da Manzoni e i saccheggi di negozi di lusso. Sul tema erano intervenuti anche Madame, Vasco Rossi, Fedez, Ghali, Frankie hi-nrg mc, Sayf e Nayt

Dopo gli scontri avvenuti nei giorni scorsi a Milano, il dibattito si è esteso al mondo della musica. Tra gli interventi c'è quello di Enrico Ruggeri, che ha commentato le dichiarazioni di Marracash sul disagio sociale che sarebbe alla base della rabbia esplosa nelle piazze.

Ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, il cantautore ha definito “un corto circuito” la posizione del rapper.

“Quei ragazzi vorrebbero il lusso che Marracash si può concedere facendo pagare i biglietti dei suoi concerti 120 euro a biglietto. Insomma è un corto circuito che mi fa sorridere”, ha dichiarato Ruggeri rispondendo alle domande dei conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli.

Il riferimento ai Promessi Sposi

Commentando quanto accaduto nel capoluogo lombardo, Ruggeri ha spiegato di aver riletto alcuni passaggi dei Promessi Sposi.

“Negli ultimi giorni mi sono riletto i capitoli 13 e 14 dei Promessi Sposi”, ha detto.

Secondo il cantautore esiste una differenza tra i tumulti raccontati da Alessandro Manzoni e gli episodi avvenuti negli ultimi giorni.

“Lì si parla dei silenziosi sobillatori, cosa molto attuale. La considerazione base però è che quelli andavano a portare via, a rubare, a prendere il pane. Oggi invece quello che si prende è l'abbigliamento dei negozi di lusso, scarpe di lusso, borse di lusso”.

Ruggeri ha aggiunto: “Quando vedono una libreria non sanno cosa prendere perché non riconoscono nemmeno cosa siano i libri. È una cosa del tutto particolare”.

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Le osservazioni sul disagio sociale

Il cantautore è tornato anche sulle dichiarazioni di Marracash, sottolineando quella che considera una contraddizione tra il messaggio del rapper e il contesto delle violenze.

“È curioso che personaggi che fanno concerti a 120 euro al biglietto si schierino con questi che, mi sembra, abbiano una rabbia nata dal non potersi permettere quello che vedono sui social, non beni di prima necessità come il pane”.

Gli interventi di Madame e Vasco Rossi

Sul tema erano intervenuti anche Madame e Vasco Rossi.

In alcune storie pubblicate su Instagram, Madame ha invitato ad andare oltre la sola condanna delle violenze e a interrogarsi sulle cause del malessere giovanile. “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla”, ha scritto la cantautrice. Nel suo intervento ha inoltre ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per essersi espresso sull'argomento.

Anche Vasco Rossi ha affrontato il tema in un messaggio pubblicato sui social. Il rocker ha sostenuto che una canzone possa “dare voce a un disagio” prima che quel disagio trovi una rappresentazione politica o collettiva. Ha inoltre ribadito che la musica non sostituisce la politica e non deve trasformarsi in un comizio.

Il confronto nel mondo della musica

Le dichiarazioni di Ruggeri si inseriscono in un confronto che negli ultimi giorni ha coinvolto numerosi artisti italiani.

Marracash, Sayf, Ghali e Nayt hanno richiamato l'attenzione sulle disuguaglianze sociali e sul malessere vissuto da una parte delle nuove generazioni. Fedez ha invece condannato gli episodi di vandalismo e invitato il settore musicale a interrogarsi sui modelli culturali e di successo che contribuisce a promuovere.

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