Ottobre, l'album Bestia: "Di notte accadono cose meravigliose, se dormi le perdi"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

La cantautrice attraversa la sua interiorità con l'energia magica e misteriosa di un sabba e si libera, almeno in parte, di un passato dove tutto era ordine per poter scegliere un onesto disordine. Senza diventare una procrastinatrice. L'INTERVISTA

Bestia nasce da un periodo particolarmente intenso nella vita di Ottobre, all'anagrafe Giulia Panza, ed è segnato da relazioni complesse, fragilità emotiva e un profondo processo di ridefinizione personale. Attraverso questo progetto, Ottobre porta alla luce una versione inedita di sé: una parte più istintiva, meno controllata e quasi bestiale. Un'immagine potente che dà il titolo all'intero lavoro e prende forma nella figura del mostro come alter ego, delineando il racconto viscerale di una doppia identità in cui la vulnerabilità quotidiana convive con la forza selvaggia che emerge nei momenti di crisi. L'album si sviluppa come una narrazione intima in cui si fondono in modo organico episodi autobiografici molto forti e riflessioni generazionali. Il progetto attraversa le diverse sfaccettature della vita dell'artista, affrontando a viso aperto il tema della salute mentale e l'impatto di relazioni sentimentali intense, spesso distruttive, fino a toccare il rapporto ambivalente con il mondo della moda, in cui Giulia ha lavorato.

Giulia partiamo dal progetto Bestia un album che va oltre la musica perché è il superamento di momenti particolari della tua vita ma soprattutto una ridefinizione umana, sociale e artistica: come ci hai lavorato? Come hai affrontato artisticamente le tue fragilità?
Tutto nasce nel dolore ma in modo naturale, non nasce mentre ero da sola per fortuna se no sarebbe stato più complesso sia nel lato doloroso che psicologico. C'è dietro un anno e mezzo circa di lavoro, prima c'è stata un sacco di ricerca per capire dove andare e la modalità. La mia vita precedente era piatta, avevo bisogno di trovare casa nelle cose che facevo. Il 2025 è stato faticosissimo dal punto di vista personale, ho affrontato un momento mio difficile in cui ho capito che esistevano cose dentro me chee avevo silenziato troppo a lungo. Ma poi cresci anche se vedere tutto insieme è stato complesso.

Partiamo dal brano che titola l’album: parli col silenzio, vai a fuoco dentro il tuo vestito ma poi balli sulla cenere di tutto quello che hai dentro. La rinascita è già qui? Sembra un sabba.
E’ proprio il sabba delle streghe ed è in corso, sono una donna inquieta nel senso che tranquilla quitea resto poco e poi cerco rogne con me stessa, non c'è mai fine all’esaurimento. Ero avviata in quella fase ma non compiuta pur restando costantemente in diaologo con me. Dovevo trovarmi di fronte quella parte di me.

Una curiosità: la mattina la sveglia suona cinque volte prima che ti alzi oppure come in musica…buona la prima?
Sono un incubo per chi dorme con me, trillano almeno tre sveglie ogni mattina, fatico a sospenderle. La mia testa si è abituata così e ti confesso che temo di non alzarmi.

Parlami del Bar Nico: esiste? Dove è? Mi ha ricordato i quattro amici al bar di Gino Paoli…alcuni si perdono ma c’è sempre chi resiste e osserva le speranze dei giovani.
E' reale ed è a Milano in zona Argonne, ha tavoli con candele sciolte al centro  dentro le bottiglie, c'è tanta luce rossa. E' uno dei bar che ho frequentato nel periodo di scrittura. La canzone si identifica lì perché lo frequento ma la storia è frutto di un momento di immaginazione, la convesarzione col barista non c'è mai stata ma nella canzone si accende un po’ di speranza anche se in quel momento io avevo toccato il fondo.

In Foto parli di sabbia nello zaino: scambiare le notti con i giorni è amore o disorientamento emotivo?
Entrambi, dipende dai periodi. Nasco come insonne seppure ora inizio ad avere un rapporto buonino con la notte. Resto un po’ lupo mannaro. La maggior parte delle volte è amore. Di notte possono succedere cose meravigliose e se dormi le perdi.

In Ho Paura di Me parli di distrarti per non pensare: quando vuoi staccare i pensieri hai un metodo? C’è una situazione che ti permette prendere una pausa dalla realtà?
L’uncinetto è il mio momento di relax, potrei andare avanti per ore perché staccare dalla realtà è un problema, sento il dovere di incastrare cose il più possibile e poi arriva il burn out e mi si blocca il respiro.

Lingua è la canzone della sincerità, è il coraggio di parlare senza paura delle conseguenze: è una tua caratteristica non avere peli sulla lingua? O qualche volta vorresti evitare che la lingua tradisca il pensiero?
Entrambe, non so dire le bugie ma spesso vorrei saperle dire. Sono una persona molto diretta. Nessun pelo sulla lingua.

In Lontana parli di letto sfatto, di disordine, di una cena bruciata…nella tua quotidianità sei così oppure sei una giovane donna che segue un suo ordine?
Lo sto scoprendo, ho il ricordo di una me adolecente molto precisa, mi facevo il letto con i panni piegati, ora oscillo, ho un mio ordine ma non è quello canonico; ora mi concedo il beneficio di non lavare i piatti qualche volta la sera ma non sono una procrastinatrice. Per un periodo della mia vita ho dovuto essere precisa ma ora che vivi sola ti dico....ciaone!

Il post-it di cui parli in Ragni esiste ancora? Inoltre le ragnatele sono opere di architettura, quella che racconti nel brano sembra imperfetta: è per evitare questa tela imperfetta “che tutto poteva finire”?
Il post-it esiste. Sono sfilacciate per una lontananza, parlo di un rapporto in cui ero circondata dagli stessi amici dai 13 anni alla fine dell’Università, ora siamo tutti lontani ma l'affetto permane. Nessuno pensava che finisse però oggi persiste seppure in modo diverso.

In Tre Volte al Giorno usi la parola “scusa” per qui messaggi mai inviati: è molto difficile chiedere scusa in amore?
Il tre volte al giorno che citi è per mia mamma, lo ha capito ascoltando la canzone. Esistono mille modi per chiedere scusa ma pronunciare la parola è difficile, sto comunque cercando di migliorare il metodo.

La sindrome di Wendy è ancora un problema? Ti viene naturale fare la crocerossina senza pensare alle conseguenze?
Mamma mia! Sono nata con questa croce in fronte…sono un po’ masochista nel mio eccessivo altruismo.

Oggi nel tuo stomaco volano mosche o volano farfalle? E quando ti guardi allo specchio per lo più ti piaci o ti fai un po’ spavento?
Oggi più farfalle che mosche e allo specchio oscillo…se sono io sono carina se è la bestia fa un po’ spavento.

Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
Ho già altri pezzi, tornerò in studio con altri artisti per lavorarci. Una data a Spaghetti Unplugged a Milano il 22 ottobre e si sta lavorando per altre. Pur avendo terminato l'album andavo in studio sempre e ho dovuto fermarmi per digerire.

Perché Ottobre?
Il 9 ottobre di dieci anni fa è morto mio nonno paterno cui ero molto legata. Il disco si apre con i nonni materni che cantato un accenno di Parlami d’Amore Mariù.

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