La canzone nasce per un'opera teatrale e racconta di un figura femminile e una maschile in un mondo primordiale
Scritta da Giorgio Poi per il teatro e finora eseguita esclusivamente all’interno dello spettacolo da Alissa Jung, Senza Colori esce per la prima volta sulle piattaforme digitali nella versione cantata da Giorgio: “È una canzone tra due fuochi, nata in questa terra di mezzo tra la sua origine e la sua destinazione. Oggi finge di essere un’entità a sé, ma è una bugia a cui non credere”, ha spiegato. Il brano prende il titolo da uno dei racconti della raccolta e ne immagina la storia attraverso la voce della protagonista femminile. Il suo è lo sguardo di una creatura legata a un mondo primordiale, ancora privo di colori, mentre il protagonista maschile è attratto dalla luce e dalla sua improvvisa comparsa. Due modi diversi di guardare e vivere la realtà, che nella canzone diventano anche la distanza tra due esseri che non riescono fino in fondo a appartenere al mondo dell’altro: “il mondo che conosco è senza colori / il tuo non è il mio posto, non ci so stare”.
SENZA COLORI, IL TESTO
Passavamo le notti
abbracciati alle pietre
coi miei occhi negli occhi
hai preso a corrergli dietro
lungo pianure scure sui crinali
dietro deserti grigi e sempre uguali
per me così perfetti, ma per te banali
perché non mi capisci
perché non ci provi.
Il mondo che conosco è senza colori
[?] nel mio posto non ci so stare
nasconderò i miei occhi in fondo ai crateri
per cancellare tutto e non farmi trovare
per cancellare tutto e non farmi trovare
In questo mare di luci
c'è chi non riesce a nuotare
però se scappo via e mi vieni a cercare
sia quel che sia
terremoti e frane
sia quel che sia
muori alti tra di noi
e cieli di porfido e basalto
di pietra pomice e di quarzo
Il mondo che conosco è senza colori
[?] nel mio posto non ci so stare
nasconderò i miei occhi in fondo ai crateri
per cancellare tutto e non farmi trovare
per cancellare tutto e non farmi trovare