La canzone quella sensazione di dover continuare a correre mentre una parte di noi chiede semplicemente di fermarsi e respirare
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Mi chiamo Titta, sono una cantautrice, attrice e insegnante di teatro. Da sempre utilizzo la musica per raccontare ciò che spesso resta invisibile: le fragilità, le contraddizioni, i percorsi di crescita e tutto ciò che rende una persona autenticamente umana. Cronika è il primo capitolo del mio nuovo progetto discografico, Fuori Asse_ carta celeste per stelle inclinate, ed è probabilmente uno dei brani più sinceri che abbia mai scritto. Cronika nasce da una domanda molto semplice: cosa succede quando la stanchezza smette di essere un momento e diventa una compagna di viaggio? Viviamo in una società che ci chiede continuamente di essere efficienti, performanti, presenti, veloci. Ci viene insegnato che rallentare è quasi una colpa e che mostrare la propria fragilità equivale a perdere valore. Eppure esistono momenti in cui il corpo, la mente o il cuore non riescono più a sostenere quel ritmo. La canzone parla proprio di questo. Di quella stanchezza che non passa con una notte di sonno. Di quella sensazione di dover continuare a correre mentre una parte di noi chiede semplicemente di fermarsi e respirare.
Quando ho iniziato a immaginare il videoclip, non volevo rappresentare la stanchezza come un concetto astratto. Avevo bisogno di darle un volto. È nata così Cronika.
Nel video, diretto da Armando Di Lillo, Cronika prende la forma di una donna. Una presenza magnetica, elegante e inquieta allo stesso tempo. Un personaggio sospeso tra il reale e il simbolico, tra il fascino e la minaccia. Una figura che ricorda una vampira contemporanea: non succhia il sangue, ma l'energia. L'intero videoclip è ambientato all'interno di un teatro. Una scelta che per me ha un significato profondo. Il teatro è il luogo in cui si sale sul palco e si indossano maschere, ma è anche il luogo in cui quelle maschere possono cadere. Mi sembrava il posto perfetto per raccontare il conflitto tra ciò che mostriamo al mondo e ciò che viviamo realmente.
Per tutta la durata del video si sviluppa una sorta di danza-confronto tra me e Cronika. A interpretarla è una performer che unisce il linguaggio del corpo e la recitazione. I suoi movimenti non raccontano semplicemente un' antagonista, ma qualcosa di molto più sottile: quella voce che conosciamo tutti e che ci sussurra di mollare, di rinunciare, di nasconderci. La sua presenza attraversa il palco e la platea come un pensiero ricorrente. A volte sembra dominare la scena. Altre volte sembra quasi proteggermi. È un rapporto ambiguo, perché la stanchezza non è sempre un nemico. A volte è anche un segnale. Un limite che ci invita ad ascoltarci. Nel videoclip ci sono anche alcuni richiami visivi a Ostaggi, uno dei miei lavori precedenti, in cui i mostri rappresentavano emozioni e pensieri difficili da affrontare. In Cronika ho voluto riprendere quel linguaggio simbolico in una forma più essenziale: non più molti mostri, ma uno soltanto. Una presenza unica che racchiude tutte le altre.
La cosa più importante, però, è il finale. Non volevo raccontare una battaglia in cui il bene sconfigge il male. Non volevo rappresentare una vittoria perfetta e irrealistica. La vita non funziona così. Per questo il finale non parla della distruzione di Cronika. Parla della trasformazione del rapporto tra noi. Nel corso del video i nostri mondi iniziano progressivamente ad assomigliarsi. Anche i costumi si avvicinano, fino a suggerire che forse quella figura non è qualcosa da eliminare, ma una parte di me da comprendere. Perché crescere non significa diventare invincibili. Significa imparare a convivere con le proprie fragilità senza permettere che siano loro a definire il nostro valore. Cronika è il primo capitolo di Fuori Asse proprio per questo motivo. È una dichiarazione d'identità. È il momento in cui smetto di inseguire l'idea di una versione perfetta di me stessa e scelgo invece di ritornare alla verità. Anche quando è scomoda. Anche quando è stanca. Anche quando è fuori asse.