Picciony presenta il singolo Non me ne frega un beep: il video

Musica

La canzone racconta quel senso di distacco che sembra caratterizzare sempre più il nostro tempo
 

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

È un brano allegro, con la cassa dritta, un ritornello leggero e un impianto decisamente pop. Eppure, parla di guerra, potere, devastazione ambientale, povertà emotiva, incomunicabilità e di quel senso di distacco che sembra caratterizzare sempre più il nostro tempo. Per raccontare tutto questo ho scelto il linguaggio del sarcasmo. Un sarcasmo che sfiora il nichilismo, e che credo non appartenga soltanto a me. Sicuramente è un sentire che mi accompagna in questo momento, ma ho l’impressione di essere in buona compagnia. Come ho spiegato più volte, ho cercato di scrivere il mio primo album Eudaimonia in modo che ogni brano potesse essere letto su più livelli contemporaneamente.

Per questo motivo Non me ne frega un beep è sia autobiografica sia rivolta alla collettività. Parla di me e del senso di inadeguatezza che a volte mi provoca questo distacco emotivo. Ma parla anche di tutti noi. Nel giro di trenta secondi di scroll possiamo ricevere informazioni sull’intervento di un politico al Parlamento Europeo, vedere immagini di guerra, una pubblicità di detersivi, una ragazza bellissima, i funghi che guariscono tutto, le vecchiette cinesi che rappano mentre cucinano pietanze grassissime, il mio cantante preferito, il tuo, il suo. Mentre sale l’orrore per una scena di guerra, subentra la tenerezza suscitata da un gattino; poi un mezzo sorriso strappato da un reel simpatico e via così in una ruota continua. Non riusciamo nemmeno a percepire e riconoscere le emozioni figuriamoci a farci un’idea, o anche semplicemente a prendere davvero atto di tutto ciò che accade. La conseguenza, è che finisce per non fregarcene un beep proprio di nulla. Rimaniamo distaccati, disinteressati, spariamo anche due sentenze o qualche opinione presa a prestito. Intimamente però siamo persi, vittime della nostra incompetenza emotiva.

Questo mentre continuiamo a correre dietro ai problemi pratici in un mondo velocissimo, difficile da decifrare ed estremamente tecnico. Il videoclip, realizzato insieme all’artista visual mixed media Asia Lupo, rafforza questo concetto in modo molto diretto. Mentre io e Gaia cantiamo la nostra canzoncina a bordo di una decappottabile rossa, immersi in un immaginario estivo, colorato e apparentemente spensierato, scorrono gli artwork cinici e provocatori di Asia, che raccontano molte delle contraddizioni e delle brutture del mondo contemporaneo. In questo senso, dietro la dance, i colori accesi e i “lalalà”, si nasconde il brano più socialmente impegnato dell’album. È una canzone dedicata a tutti noi: sopraffatti dalla quantità di informazioni, di stimoli e di richieste che arrivano ogni giorno, che ci sentiamo stanchi, che vorremmo fare ma non riusciamo più a capire nemmeno cosa. E a noi artisti, noti per essere una categoria estremamente fortunata, nei panni di “Lei che mi dice…” che possiamo ancora permetterci di dare un piccolo contributo. Di trasformare una sensazione personale in una domanda collettiva, di partecipare ad iniziative per questo o quel bisogno. Di provare, almeno per qualche minuto, a interrompere il rumore di fondo. Anche solo per sciacquarsi la coscienza. E se non vi piace, tranquilli: non me ne frega un beep.

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