La Prima Estate, Twenty One Pilots: mainstream? A volte. Di valore? Sempre.
Musica Foto di Fabio PaleariTornano in Italia, e a La Prima Estate già da giorni erano in tantissimi lì in coda ad aspettarli. I successi della loro legacy musicale, la vicinanza e il contatto con il pubblico, parte integrante di ogni concerto. La musica suonata dal vivo. L’energia messa in ogni momento dello show, senza mai risparmiarsi. E la capacità di aver costruito una famiglia, in cui nessuno – e in nessuna parte del mondo – si sente solo o abbandonato: abbiamo visto i Twenty One Pilots al Parco BussolaDomani, il racconto dell’inviata
Ragazzi e ragazze in coda da giorni. Obiettivo: arrivare sottopalco e, magari, riuscire a dare un regalo a Tyler. Genitori e figli, amici, fidanzati: a La Prima Estate, per l’unica data del 2026 del tour mondiale dei Twenty One Pilots, sono arrivati in tantissimi da tutta Europa. Hanno un outfit ben chiaro, che li identifica come fan del duo di Columbus, Ohio. Ma soprattutto sono felici di poterli rivedere dal vivo.
"Le canzoni dei Pilots raccontano la nostra vita"
Parlando con una ragazza, le chiedo perché la fanbase dei Pilots è così fedele: “Le loro canzoni raccontano la nostra vita, e i loro album sono tutti legati. Hanno una narrativa e parlano di sentimenti forti, dall’ansia alla ricerca di una propria identità. E per i fan questo è fondamentale”. Parlano di loro, e di chissà quante altre persone. C’è chi li definisce mainstream, chi invece li ritiene fuori da ogni indicatore: i Twenty One Pilots, però, in queste regole fisse non rientrano. E fanno la propria classifica di priorità.
Il concerto di un gruppo, mai di un singolo
Se ci pensiamo il duo nato a Columbus, in Ohio, si è formato nel 2009 e non ha mai cambiato stile e narrativa. E questo è importante, principalmente perché ci fa capire che l’identità è rimasta sempre la stessa, e non si è fatta influenzare da motivi esterni. I testi si sono concentrati su temi chiave, di attualità, che hanno fatto dei singoli una community: sì, anche grazie alle loro canzoni, tanti ragazzi e ragazze di tutto il mondo non hanno sentito la solitudine, e si sono sentiti parte di una grande famiglia. È quello che si percepisce anche al concerto a La Prima Estate: c’è voglia di stare sottopalco, ma insieme agli amici. Non è il concerto di un singolo, ma di un gruppo. L’emozione di trovare un pubblico così partecipe si sente e vede attraverso gli occhi di Tyler che, in più momenti della serata, si ferma a ringraziare chi è arrivato fino al Festival per far parte di questa serata. Non c’è spazio per la tristezza: la vita è qui e ora, ed è al concerto dei Twenty One Pilots. E se dagli occhi di Tyler si intravede un po’ di commozione, da quelli di Josh si nota stupore davanti alle migliaia di persone lì, insieme a loro, che cantano tutte insieme.
Una narrativa mai staccata dalla realtà
Un concerto iniziato con Overcompensate, seguito da The Contract e Center Mass, canzoni che non mancano mai. Come del resto show pirotecnici, fiamme e coinvolgimento del pubblico, parte integrante e fondamentale di ogni concerto. Josh e Tyler suonano benissimo, e Josh ha una voce incredibile. Li avevo visti dal vivo solo una volta, come headliner in una serata in cui Billie Eilish si ruppe una caviglia saltando sulle note di Bad Guy. Già in quella occasione mi avevano colpito. Nel frattempo sono passati quasi dieci anni, i Pilots hanno continuato a scrivere musica e a fare concerti. Sono cresciuti, hanno creato un legame ancora più forte con la loro community di fan e soprattutto hanno aumentato la loro credibilità artistica, elemento mai scontato.
Approfondimento
La Prima Estate, Nick Cave profeta della musica con The Bad Seeds
Mainstream? Forse. Di valore? Sempre
C’è chi dice siano mainstream. Forse sì, ma non sempre. E comunque, se mainstream significa alla portata di tutti e amato da tantissimi: beh, lo sono. E meno male, lasciatemi aggiungere. Ciò su cui è interessante soffermarsi, invece, è il valore di ogni concerto. Che non manca mai. I Twenty One Pilots, infatti, hanno una scaletta di brani che li identificano e raccontano chi sono, album dopo album. E in più aggiungono ogni volta delle cover fatte à la Pilots: a Lido di Camaiore hanno portato Stolen Dance di Mily Chance, un accenno di Believe di Cher e Seven Nation Army, con tanto di video di Jack White che li autorizza a suonare quel brano dei White Stripes. Sulle note di Ride, uno dei successi più iconici del duo, sul palco sale anche un bambino per cantare il brano. Poi, sulle note di Stressed Out e Trees si conclude un concerto ricco di successi ma soprattutto di energie positive. Quelle che tutti si portano a casa, e condividono con chi lì non c’era. Ben vengano artisti mainstream così, sempre se effettivamente lo sono. Lunga vita ai Pilots, che con la loro musica fatta di vita vissuta hanno creato una comunità di amici che, in tutto il mondo, sanno contare senza avere paura di chiedere aiuto.
Approfondimento
La Prima Estate, Jack White headliner con il suo progetto solista
La scaletta del concerto
Overcompensate
The Contract
Center Mass
Shy Away
Heathens
Next Semester
One Milky Way
Tear in my heart
Torch Theme
Jumpsuit
City Walls
Nico and The Niners
Heavydirtysoul
Drum Show
Rawfear
Drag Path
Doubt
Ride
Tally
Seven Nation Army
Stressed Out
Trees