La Prima Estate, Jack White debutta da solista: la musica non ha mai suonato così bene
Musica Foto di David James SwansonIl debutto da solista in Italia, a La Prima Estate. Le canzoni dei progetti precedenti, The White Stripes e The Raconteurs, ma anche i brani del nuovo album in arrivo il 10 luglio. Sul palco solo musicisti e nulla più, perché è la musica l’unica cosa che conta, oggi più che mai: abbiamo visto il concerto di Jack White al festival di Lido di Camaiore: vi raccontiamo perché avremmo più bisogno di serate così, e più spesso. L’inviata a La Prima Estate
Sold out, numeri o effetti speciali: negli ultimi tempi la conversazione sulla musica e la sua forza sembra concentrarsi su questi temi, e non più sulla musica stessa. Ma perché? Forse non ci sono più musicisti in grado di fare gli artisti, quelli veri? Il fatto è che sempre più ci si rende conto di quanto sia importante qualcosa quando ci viene a mancare. O meglio ancora: quando ci rendiamo conto che c’è ancora chi, nonostante tutto, sa ancora fare questo mestiere. E molto bene.
Jack White, musica suonata bene: ecco perché abbiamo bisogno di concerti come questo
L’esempio perfetto che conferma questo pensiero? Jack White che, per la prima volta, ha portato in Italia il suo nuovo progetto da solista. Dopo The White Stripes, The Raconteurs e altri percorsi intrapresi, il musicista di Detroit ha voluto investire su se stesso e fare la sua musica, tanto da pubblicare sei album (tra cui spicca No Name del 2024) e annunciarne un altro, Frozen Charlotte, in arrivo il 10 luglio. Questi dischi, insieme alle tracce dei precedenti progetti, sono stati il cuore pulsante del concerto al Festival La Prima Estate, dove Jack White ha suonato. Tanto, bene e senza interruzioni. Poche parole con il pubblico, e nulla più: il musicista, oltre a sottolineare ancora una volta il suo talento, ha ricordato a tutti che ciò che serve per fare uno show completo è solo la musica. E un’ottima band. Nessuna scenografia imponente, e niente che possa distrarre chi è nel pubblico ad ascoltare: bisogna solo suonare al meglio. È quello che si è capito dal primo brano, That's How I'm Feeling, presente nel recente album No Name: chitarre pesanti, voce e basta. Ma anche dal secondo e dal terzo, Black Math e The Hardest Button to Button dei White Stripes, solo per citarne alcuni. Nessuno si è chiesto se l’area del Festival fosse sold out, o perché fuochi d’artificio non avessero chiuso il concerto. Ma magari si è posto la domanda: perché lo show non è proseguito? O perché Jack White è uno dei pochissimi che, ancora oggi, porta il pubblico a fare crowdsurfing? Proviamo a dirlo noi, dopo aver visto tutto il suo live: perché la sua musica non invecchia mai, non sparisce. Ma anzi: diventa sempre più attuale. E se sai suonare tutto il resto non conta. Lui lo sa bene, altrimenti non andrebbe mai dritto per la sua strada, tantomeno scriverebbe dei brani molto politici, che raccontano ciò che sta accadendo nel suo paese, gli Stati Uniti.
L'essenza della musica di Jack White
La bravura di Jack White è tutta nelle sue chitarre e nei suoi silenzi sul palco, colmati solo dai suoni della band e delle sue canzoni. E dalla sua potenza artistica, che supera ogni numero. Nessuno è andato via prima della fine del concerto: tutti hanno applaudito fino all’ultimo istante quell’artista di Detroit che, a ventitré anni dalla pubblicazione, è riuscito a fare un’altra versione dal vivo di Seven Nation Army, rendendo il brano ancora più iconico di prima. Ecco perché abbiamo bisogno di più concerti come questo: ci riportano all’essenza della musica, di cui spesso ci dimentichiamo. E La Prima Estate è stata la conferma di tutto questo: musica e sostanza, oggi più che mai, sono fondamentali.
La Scaletta del concerto
That's How I'm Feeling
Black Math
The Hardest Button to Button
Old Scratch Blues
Love Interruption
Hotel Yorba
Broken Boy Soldier
It's Rough on Rats (If You're Asking)
Derecho Demonico
Cannon
Dollar Bill
That Black Bat Licorice
Archbishop Harold Holmes
Fell in Love With a Girl
Steady, as She Goes
Lazaretto
Icky Thump
Seven Nation Army