Bad Bunny in concerto a Düsseldorf, lo show-evento che celebra la rivoluzione latina

Musica
Nicoletta Notari

Nicoletta Notari

Introduzione

Siamo andati a Düsseldorf, dove "El Conejo Malo" ha acceso il pubblico europeo con una delle tappe più attese del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour, un viaggio musicale che prima di approdare a Milano farà tappa nei Paesi Bassi, in Inghilterra, in Francia e in Polonia per poi arrivare finalmente il 17 e 18 luglio in Italia, all'Ippodromo SNAI La Maura di Milano, prima del gran finale del 22 luglio a Bruxelles. Bastano pochi istanti per capire di trovarsi davanti a qualcosa di più di un semplice concerto: è uno show in grande stile, una gigantesca festa internazionale che travolge circa 60mila fan arrivati da ogni angolo d'Europa

Quello che devi sapere

Quando un concerto diventa un fenomeno globale

Luci spettacolari, scenografie imponenti. Sul palco non c'è soltanto il cantante più ascoltato della scena latina, ma un fenomeno culturale capace di unire lingue, Paesi e generazioni, confermando perché Bad Bunny sia oggi una delle più grandi star della musica mondiale.

Al Merkur Spiel-Arena di Düsseldorf, tappa europea del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour, si respira l'entusiasmo di una generazione che ha trovato nella musica latina una nuova identità globale. Tra bandiere di Porto Rico, cori incessanti e un'energia contagiosa, il pubblico celebra molto più di un artista: celebra un simbolo culturale capace di unire lingue, stili e tradizioni.

Prima di approdare a Milano, lo spettacolo farà tappa il 23 giugno ad Arnhem, il 27 giugno a Londra, il 1° luglio a Marsiglia, il 4 luglio a Parigi, il 10 luglio a Stoccolma e il 14 luglio a Varsavia, per poi arrivare il 17 e 18 luglio all'Ippodromo SNAI La Maura, prima del gran finale del 22 luglio a Bruxelles. 

E mentre cresce l'attesa per le date italiane del 17 e 18 luglio a Milano, il tour si conferma uno degli eventi musicali più imponenti e attesi dell'anno.

Düsseldorf parla portoricano

Al Merkur Spiel-Arena di Düsseldorf, dove le due date tedesche del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour hanno richiamato oltre 120 mila spettatori complessivi, circa 60 mila per ciascuna serata, si ha subito la sensazione di entrare in un piccolo angolo di Porto Rico nel cuore dell'Europa.

Il caldo è quasi tropicale: con il tetto inizialmente chiuso, l'aria diventa via via più pesante e l'umidità mette alla prova la resistenza del pubblico, già in attesa da ore. Ma nessuno sembra farci caso. L'entusiasmo è più forte di tutto e quando le luci si abbassano l'arena esplode.

Ad aprire la serata è la band indie portoricana Chuwi, scelta non a caso per introdurre il pubblico nell'universo musicale e culturale dell'isola caraibica. Poi arriva lui, Benito Antonio Martínez Ocasio, che per quasi tre ore trasforma lo stadio in una festa collettiva fatta di reggaeton, salsa, sonorità tradizionali e immagini nostalgiche che ricordano a tratti il fascino cinematografico di Buena Vista Social Club.

Colpisce la sua coerenza: non una parola in inglese, nessun convenzionale "Hello Düsseldorf".

Bad Bunny parla esclusivamente in spagnolo, o meglio nel suo spagnolo portoricano, chiedendo al pubblico di entrare nel suo mondo senza compromessi.

Tra laser, effetti pirotecnici e scenografie spettacolari, trova spazio anche una sorpresa riservata esclusivamente al pubblico tedesco: Vuelve, eseguita come brano speciale della serata. Una tradizione che accompagna l'intero tour, con una canzone diversa scelta per ogni città, rendendo ogni concerto un evento unico e irripetibile.

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Il rituale della "Casita"

Uno degli aspetti più affascinanti dello spettacolo è la presenza di due anime ben distinte. Da una parte il grande palco principale, dominato dall'impatto scenografico delle hit mondiali, da effetti speciali e da una produzione monumentale. Dall'altra La Casita, la caratteristica casa rosa che rappresenta il cuore simbolico del tour.

Qui lo spettacolo cambia ritmo e atmosfera: il concerto assume i contorni di una festa portoricana tra amici, musicisti, familiari e ospiti speciali, con un clima intimo e autentico che richiama le tradizioni dell'isola. È il luogo dove Bad Bunny celebra le sue radici, condividendo il palco con artisti e personaggi legati alla sua terra e trasformando lo show in una sorta di "riunione di famiglia".

Colpisce soprattutto la coerenza dell'artista: non una parola in inglese, nessun prevedibile saluto di circostanza alla città. Bad Bunny parla esclusivamente in spagnolo, anzi nel suo spagnolo portoricano, chiedendo al pubblico di entrare nel suo mondo senza mediazioni.

Ed è proprio questa autenticità a renderlo unico. Uno dei momenti più emozionanti arriva durante il rituale della Casita: per introdurre Voy a Llevarte Pa PR viene scelta tra il pubblico una signora avvolta nei colori della bandiera portoricana, incaricata di lanciare il saluto all'isola davanti a decine di migliaia di persone. È un gesto semplice ma potente.

Il concerto trova infatti il suo cuore nei momenti di vicinanza umana. A metà show la musica si interrompe e Bad Bunny si avvicina alle prime file, stringendo mani, abbracciando fan, salutando bambini e persone anziane con una naturalezza sorprendente per una star da milioni di follower. Quando, sulle note di Debí Tirar Más Fotos, invita tutti a custodire i ricordi e a non lasciare sfuggire i momenti più preziosi della vita, appare chiaro perché sia diventato un fenomeno globale: dietro la superstar c'è ancora il ragazzo di Porto Rico che continua a portare la sua terra sul palcoscenico del mondo.

Simbolo della nuova generazione latina

Fuori e dentro lo stadio si respira un'atmosfera di entusiasmo contagioso, tra bandiere di Porto Rico, outfit ispirati all'artista e fan arrivati da ogni parte d'Europa per vedere dal vivo il cantante del momento. C'è chi ripete a memoria i suoi versi e chi sorride ricordando quella frase diventata un manifesto della sua ascesa: Estás escuchando al número uno en ventas, tratta da EoO, quasi una dichiarazione d'intenti di un artista che da anni domina classifiche e piattaforme streaming.

Ma il fenomeno Bad Bunny va ben oltre i numeri. Vincitore di Grammy e Latin Grammy, protagonista di eventi planetari come il Super Bowl e ormai icona di stile internazionale – basti pensare alle campagne per Calvin Klein che ne hanno consacrato fascino e glamour – Benito Antonio Martínez Ocasio è riuscito a crescere insieme al suo pubblico, maturando musicalmente senza perdere autenticità. Sul palco porta l'orgoglio di Porto Rico, raccontandone la cultura, le contraddizioni e la bellezza in ogni canzone, proprio come aveva fatto prima di lui Ricky Martin, altro simbolo dell'isola caraibica. Ed è forse questa la chiave del suo successo: aver trasformato la propria identità in un linguaggio universale, capace di unire, come dice lui stesso, un'intera "Liga MultipLatino" e milioni di spettatori in tutto il mondo in un'unica, gigantesca festa.

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Musica e impegno civile

Bad Bunny non è soltanto una superstar del reggaeton: è anche una delle voci più influenti della sua generazione quando si parla di Porto Rico.

In ogni concerto la bandiera dell'isola occupa un posto centrale e nei suoi testi riaffiora costantemente il desiderio di difenderne identità, cultura e tradizioni. Il cantante ha più volte criticato gli effetti della dipendenza economica dagli Stati Uniti e delle trasformazioni sociali che stanno cambiando il volto dell'isola, invitando i giovani a non dimenticare le proprie radici.

Questo impegno emerge con forza in LO QUE LE PASÓ A HAWAii, una riflessione sul fenomeno della gentrificazione e sul rischio che Porto Rico perda la propria identità sotto la pressione della speculazione immobiliare e del turismo di massa, richiamando simbolicamente il destino delle Hawaii.

Anche in TURiSTA, dietro l'apparente racconto di una relazione sentimentale, molti hanno letto una metafora di chi sfrutta un luogo senza comprenderne davvero l'anima, consumandone la bellezza senza costruire un legame autentico con la sua storia e la sua gente.

In El Apagón, invece, Bad Bunny denuncia apertamente la crisi energetica, i blackout e le disuguaglianze che hanno colpito Porto Rico, trasformando una canzone in un manifesto di denuncia sociale. È questa capacità di intrecciare musica, appartenenza e impegno civile a rendere il suo successo qualcosa di più di un fenomeno pop: una voce che porta Porto Rico al centro del dibattito culturale internazionale.

Lo slang che ha conquistato il mondo

Bad Bunny non conquista il pubblico soltanto con ritmi travolgenti e produzioni innovative: il vero motore della sua musica è il linguaggio.

L'artista portoricano ha trasformato lo slang urbano e il parlato quotidiano di Porto Rico in un codice espressivo capace di attraversare confini e generazioni, senza mai rinunciare alla propria identità. Nei suoi testi convivono ironia, malinconia, provocazione e poesia popolare, mentre il continuo passaggio tra spagnolo e inglese riflette la realtà culturale dei giovani latinoamericani cresciuti tra Caraibi e Stati Uniti.

Il suo lessico è ricco di espressioni tipiche del mondo urbano portoricano come "perreo" (il ballo simbolo del reggaeton), "bellaqueo" (la seduzione giocosa e provocatoria), "janguear" (uscire con gli amici), "corillo" (la compagnia, il gruppo di amici) o "cabrón", termine che nel contesto caraibico può assumere sfumature molto diverse, dall'insulto all'esclamazione di complicità.

A questi si aggiungono anglicismi e abbreviazioni nate sui social, che rendono il suo linguaggio ancora più contemporaneo e vicino alla Generazione Z.

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Dal glow up allo stile iconico

Il percorso di Bad Bunny è anche la storia di un incredibile glow up, artistico e personale. Dagli esordi con felpe oversize e look tipici della scena urban portoricana, Benito ha progressivamente costruito un'immagine sempre più sofisticata e audace, trasformando la moda in uno strumento di espressione tanto quanto la musica.

Smalti colorati, gonne, gioielli, silhouette genderless e collaborazioni con le più importanti maison internazionali hanno fatto di lui un simbolo di libertà creativa, capace di abbattere stereotipi e convenzioni. Una crescita culminata con le apparizioni nei grandi eventi globali e con la presenza sul palcoscenico del Super Bowl, consacrazione definitiva di un artista che è riuscito a portare la cultura latina e il proprio stile personale davanti a centinaia di milioni di spettatori. Da rapper di quartiere a icona pop mondiale, Bad Bunny ha dimostrato che autenticità e coraggio possono diventare il linguaggio universale del successo.

La scaletta

La scaletta dei concerti di Bad Bunny per il Debí tirar más fotos World Tour varia leggermente a seconda della tappa, ma si articola in una trentina di canzoni divise tra il palco principale, la sezione acustica La Casita e il B-Stage, per una durata di oltre tre ore di spettacolo.  

La setlist include i grandi successi degli ultimi album e le hit storiche. Di seguito i brani eseguiti il 21 giugno 2026 al Merkur Spiel-Arena di Düsseldorf.

 

Dal palco principale:

 

  • LA MuDANZA
  • Callaíta
  • PIToRRO DE COCO
  • WELTiTA (con Chuwi)
  • TURiSTA
  • BAILE INoLVIDABLE
  • NUEVAYoL

 

La Casita:

  • VeLDÁ
  • Tití me preguntó
  • Neverita
  • Si veo a tu mamá
  • KETU TeCRÉ (con Rainao)
  • VOY A LLeVARTE PA PR
  • Me porto bonito
  • No me conoce
  • Bichiyal
  • Yo perreo sola
  • Efecto
  • Safaera
  • Diles
  • MONACO
  • Vuelve (esclusiva per Düsseldorf)
  • CAFé CON RON (con Los Pleneros de la Cresta)
  • Ábreme paso (Los Pleneros de la Cresta – cover)

 

Dal B-Stage, più vicino ai fan:

  • Ojitos lindos
  • La canción
  • KLOuFRENS
  • Moscow Mule
  • DÁKITI
  • Yonaguni
  • El apagón
  • DtMF
  • EoO

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