Certe notti a Roma, Ligabue allo stadio Olimpico celebra 30 anni di rock
Musica Ph. Maurizio BrescianiIntroduzione
La Capitale ha cantato all’unisono sotto un cielo d’estate che sembrava fatto apposta per i grandi ritorni. Il 12 giugno 2026 lo Stadio Olimpico di Roma è diventato una macchina del tempo, sospesa tra presente e anni ’90. Liga, abituato da sempre ai grandi palchi e agli stadi pieni, ha vissuto questo viaggio di Certe notti 2026 con grande emozione, come se ogni canzone si riaccendesse sul momento, davanti a lui, per la prima volta. Uno show che non è stato solo un concerto, ma una celebrazione collettiva di memoria e rock italiano
Quello che devi sapere
Tra palco e realtà, una notte da ricordare
Roma si è ritrovata dentro una notte che aveva il sapore delle grandi occasioni, quelle che non si limitano a un concerto ma diventano racconto collettivo.
Il 12 giugno 2026, allo Stadio Olimpico Luciano Ligabue ha riportato sul palco uno spettacolo costruito come un viaggio nella memoria di tre decenni di rock italiano, dentro il tour celebrativo Certe notti 2026 dei 30 anni dell’album Buon Compleanno Elvis.
Un evento che ha avuto il ritmo di una festa che attraversa le generazioni e l’intensità di un ritorno alle origini, con lo stadio trasformato in un unico coro fin dalle prime note.
Da "Balliamo sul mondo" a "Certe notti"
La scaletta della serata è stata costruita come un racconto diviso in blocchi, ciascuno legato a un diverso periodo della carriera del Liga. Si parte dagli esordi con brani come Balliamo sul mondo, Marlon Brando è sempre lui e Piccola stella senza cielo, fino ad arrivare ai capitoli dedicati a Miss Mondo e Fuori come va?.
Lo show attraversa anche Lambrusco, coltelli, rose & pop corn, Buon compleanno Elvis e Nome e cognome, fino alla parte finale con Tra palco e realtà e Happy Hour: sulle note del pianoforte di Luciano Luisi, gli schermi mostrano uno "space cocktail bar" popolato da leader e uomini di potere ricreati con l'intelligenza artificiale - da Donald Trump a Vladimir Putin, da Ursula von der Leyen a Mario Draghi, fino a Xi Jinping ed Erdoğan - intenti a brindare nello spazio.
Le parole del rock contro guerra e violenza
Non è mancata più di una riflessione sul presente. Il mio nome è mai più, scritto nel 1999 insieme a Jovanotti e Piero Pelù durante il conflitto nei Balcani, è tornata sul palco come un appello universale contro tutte le guerre, accompagnato da immagini e messaggi che richiamano i conflitti ancora aperti nel mondo.
“Proprio mentre stavo registrando Miss Mondo c'era la guerra nella ex Jugoslavia. Io e altri due amici scrivemmo una canzone che valeva allora tanto quanto vale oggi, forse ancora di più", ha raccontato Ligabue. Sui maxischermi dell'Olimpico sono apparse le scritte "Basta con il massacro a Gaza, Basta con il massacro in Ucraina, Basta con il massacro in Sudan e Basta con i 56 massacri in corso nel mondo".
E poi Nessuno è di qualcuno, il brano dedicato alle donne vittime di violenza, un invito a ribadire ancora una volta il valore della libertà e del rispetto nelle relazioni. Due canzoni lontane nel tempo, ma unite dalla stessa volontà di trasformare la musica in uno spazio di riflessione collettiva, senza rinunciare alla forza del linguaggio rock.
Il cuore del tour batte sulle note di Certe notti
Il finale è tutto per Certe notti, il brano simbolo di un'intera carriera e cuore pulsante del tour. L'introduzione si apre con il palco immerso nel buio, rotto soltanto da un fascio di luce che illumina il centro della scena e l'assolo di chitarra, prima che l'intero stadio esploda sulle prime note della canzone. Più che una chiusura, è un rito collettivo: migliaia di voci si fondono in un unico canto, trasformando l'Olimpico in una grande piazza della memoria condivisa.
"Non avevo idea che Certe notti sarebbe diventata quello che è stata", ha confessato Ligabue. "Quando proposi il brano come primo singolo dell'album molti rimasero sorpresi, perché fino ad allora avevo sempre scelto pezzi più ritmati. Non potevo immaginare che quella canzone avrebbe cambiato così tanto la mia vita e il mio percorso artistico".
Non una semplice operazione nostalgia, ma la dimostrazione che un brano nato trent'anni fa continua ancora oggi a unire generazioni diverse e a raccontare, ogni volta, una storia nuova.
I compagni di viaggio
Sul palco insieme a Luciano Ligabue ci sono i musicisti storici e i collaboratori della sua carriera: Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere, Davide Pezzin al basso e Lenny Ligabue alla batteria.
Uno schieramento che accompagna lo show negli stadi italiani, pensato per celebrare i 30 anni di Certe Notti con un impianto fortemente narrativo e visivo. Lo spettacolo si ispira all’immaginario di Las Vegas, tra luci, eccessi e contraddizioni, trasformato in una metafora del presente.
Lenny Ligabue
Il talentuoso Lenny Ligabue, figlio del cantautore, nel gruppo da due anni, alla batteria aggiunge una dimensione ancora più intima al tour, ma il senso di famiglia che accompagna Ligabue sul palco va ben oltre i legami di sangue.
"Mio figlio è il mio asso. È talmente bravo che ci ha messi tutti in riga", scherza il rocker emiliano, lasciando trasparire l'orgoglio per il suo percorso. Un dettaglio che, insieme alla reunion dei musicisti storici, restituisce l'immagine di una comunità artistica costruita nel tempo, dove amicizia, lavoro e memoria si intrecciano sullo stesso palco.
I live tra Europa e grandi arene
Ligabue nel 2027 si prenderà una pausa dai live in Italia. Ma in serbo ci saranno, con ogni propabilità, dei progetti all'estero.
Negli stadi, oltre a Bibione con data zero e l'Olimpico di Roma, poi ci saranno Torino (17 giugno) e Milano (20 giugno).
Il cantautore ha portato il suo repertorio anche in un percorso live europeo, da Barcellona a Zurigo passano per Londra e Parigi, rafforzando la dimensione internazionale del progetto e riportando il suo rock su palchi più raccolti ma altrettanto centrali per la sua storia.
14 città per chiudere il 2026 in musica
Le celebrazioni per il trentennale di Certe notti e dell’album Buon Compleanno Elvis, pubblicato nel 1995 e considerato uno dei passaggi chiave della carriera di Ligabue, insieme al ventennale del primo Campovolo, non si esauriranno con le date estive ma proseguiranno in autunno con un nuovo capitolo live.
Da settembre, infatti, prenderà il via un tour pensato come un vero e proprio gran finale: 15 città e 15 appuntamenti unici, senza repliche, costruiti per rendere ogni “notte” un evento irripetibile. Il viaggio partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live del 2026, con un progetto che si preannuncia come una grande festa diffusa dedicata alla storia e all’energia del suo rock.
La scaletta
Questi i brani cantati durante il concerto allo stadio Olimpico di Roma venerdì 12 giugno 2026:
- 1 - BALLIAMO SUL MONDO
- 2 - MARLON BRANDO È SEMPRE LUI
- 3 – BAMBOLINA E BARRACUDA
- 4 – NON È TEMPO PER NOI
- 5 – PICCOLA STELLA SENZA CIELO
- 6 – SI VIENE E SI VA
- 7 – L’ODORE DEL SESSO
- 8 - IL MIO NOME È MAI PIÙ
- 9 – UNA VITA DA MEDIANO
- 10 – SULLA MIA STRADA
- 11 - TUTTI VOGLIONO VIAGGIARE IN PRIMA
- 12 - TI SENTO
- 13 - ERI BELLISSIMA
- 14 - QUESTA È LA MIA VITA
- 15 – SOGNI DI ROCK’N’ROLL
- 16 – NESSUNO È DI QUALCUNO
- 17 - LIBERA NOS A MALO
- 18 – SARA’ UN BEL SOUVENIR
- 19 - LAMBRUSCO E POP CORN
- 20 – URLANDO CONTRO IL CIELO
- 21– LEGGERO
- 22 – QUELLA CHE NON SEI
- 23 – HAPPY HOUR
- 24– TRA PALCO E REALTA’
- 25 – I RAGAZZI SONO IN GIRO
- 26 – CERTE NOTTI
Rock e scrittura, palco e racconto
Una doppia identità di musicista e narratore che da anni accompagna la carriera di Liga. A quasi trent’anni dalla sua prima pubblicazione, Fuori e dentro il borgo da maggio è tornato in libreria in una nuova edizione rivista e ampliata per Mondadori.
Il libro d’esordio di Luciano Ligabue offre l’occasione di riscoprire una delle opere più amate della sua produzione narrativa, composta da 50 racconti dedicati alla Correggio della sua giovinezza, tra memoria, provincia, musica e relazioni umane.
La nuova edizione si arricchisce della sceneggiatura integrale di Radiofreccia, il film tratto dal libro e diretto dallo stesso Ligabue, oltre a contenuti inediti. La ripubblicazione conferma il forte legame dell'artista con la scrittura, coltivata parallelamente alla musica attraverso romanzi, racconti e poesie, e con il cinema, grazie ai film Radiofreccia e Da zero a dieci, che hanno completato il suo percorso di cantautore, narratore e regista.
La raccolta di racconti del '97 è stata premiata con il Premio Elsa Morante, seguita nel 2004 dal romanzo La neve se ne frega e dalla raccolta di poesie Lettere d’amore nel frigo, arrivata alla sua edizione più recente nel 2017. Il rumore dei baci a vuoto (2012) e Scusate il disordine (2016-2017), confermano una costante inclinazione al racconto e alla scrittura come estensione naturale del suo immaginario artistico.