ETT, album To Yasemi: "Noi decidiamo quando fare entrare la luce nella nostra vita"
Musica
L'artista triestina pubblica un progetto in più lingue che ha un respiro esoterico che non tradisce la nostra quotidianità. L'INTERVISTA
Un progetto onirico, affabulante. ETT, all'anagrafe Gaya Misrachi, pubblica l'album To Yasemi che è un progetto enciclopedico, in più lingue, un disco raro di questi tempi. Nel suo viaggio artistico, la cantautrice triestina ha sempre saputo osare ma questa volta ha alzato l'asticella e di molto. Ascoltarlo è salutare e salvifico perché muove i pensieri e ci porta in una realtà parallela che resta comunque appiccicata alla contemporaneità.
Gaya partiamo dal progetto To Yasemi, un album che non è solo musica ma è anche allegoria e fascinazione. Come ci hai lavorato e mi spieghi il significato del titolo? Perché hai scelto il gelsomino?
E’ ispirata alle mie radici greche e l’idea era di ricrearle e ripartire da zero senza sovrastrutture, andando all’essenziale. Il brano che dà il titolo all’album è antico ed è in cipriota, è la storia di un amore legato dal profumo dei gelsomini, fiore che cresce e si arrampica anche in situazioni difficili. Il concept dell’album è la rinascita, l’andare da una primavera a un’altra. E’ un brano folcloristico antico che mai è stato registrato, è talmente antico e non c’è più la proprietà dei diritti. L’album nasce in due anni, in sessioni diverse e con persone diverse, il collante è dNoyse che ha prodotto tutto l’album.
In Non Mi Basta Più dici “vorrei avere libertà per pensare”: in cosa non ti senti libera di pensare? E credi che sia un problema generazionale?
Non mi sentivo libera di esprimermi sulla vita ed ho espresso il mio fastidio in questo modo. Se senti che le cose che dici non vengono ascoltate occorre modificare il modo di pensare. E’ una ricerca di elevazione.
Do Seu Lado è un brano luminoso, basta aprire la porta e il solo entra: è volontà o magia?
Più volontà. Devi essere tu a decidere di fare entrare la luce quando tutto si fa oscuro. L’uscita dalla major poteva essere la fine e invece ecco la luce.
Tradotto in italiano significa al tuo fianco: è l’evoluzione di sempre per sempre di Franco Battiato…sempre per sempre al tuo fianco mi troverai?
Sarebbe bellissimo anche se non lo abbiamo pensato.
Milikituli Milikituli dice che “resto piena di domande a cui nessuno mi risponderà”: fino a che punto è per te inquietudine non avere risposte?
Rappresenta l’infanzia questo brano, è una filastrocca spagnola, fatta con prodotture di Barcellona che si chiama Jolly Damper. Le domande sono legate all’infanzia. Perché siamo qui al mondo? Dio esiste?
Ti sei data una risposta?
Diciamo che ho una mia idea.
“Più voli in alto più farà male quando cadremo a terra”: è la tua versione della leggenda di Icaro?
E’ proprio quello. Un po’ lo temo, non dura per sempre il volo.
Sempre in How to Be parli di una impossibilità di capire e disegnare il mondo e l’universo di un’altra persona: ti senti impotente oppure è il mistero bello dell’amore?
Non è una storia d’amore, è un inno alla femminilità. Come è sentirsi donna? E’ un dialogo tra amiche che cercano di comprendere i rispettivi universi.
Per altro in Petal ribalti il tema quando dici se non sai chi sono io come potrò farmi amare. Quanto è rischioso mettersi a nudo davanti a un’altra persona?
Dipente dalla persona che hai davanti ma il rischio è reciproco. Petal è quasi un racconto di stalking, di uno che si innamora di chi non conosce e non sa chi sia, tanta è l’ossessione che la storia c’è ma mai si sono conosciuti. Diventa poi un parallelismo con la mia musica: non ci conosciamo, dunque come conosci la mia musica?
“Il mare sa creare le distanze” perché nel suo eterno movimento culla i pensieri? Ti senti come un messaggio in una bottiglia: chissà dove arriverà e chissà chi lo leggerà?
E’ più la lontananza che crea le distanze, ho tanti rapporti con persone che vivono in altre parti del mondo. Sono cresciuta a Trieste poi ne ho preso le distanze ma ci sono legata. Come sono legata al rumore bianco. Oggi che ho trent’anni non sono ancora definita ma ho una corazza che rappresenta esperienza, il collegamento all’origine; questo è un pezzo sull’infanzia e sulla purezza dell’animo che si scontra con un cavaliere e pezzo dopo pezzo la corazza si completa.
La rete per colmare i silenzi di cui parli in Pescatrice ha un respiro biblico, penso agli apostoli pescatori di anime: è la missione della tua musica e della musica in generale portare pacificazione?
Secondo me sì ma è anche condivisione. Deve esserlo e spesso lo dimentichiamo. Nasce per quello, la canzone nasce intorno a un falò.
Potare il gelsomino significa farlo crescere più forte oppure recidere ricordi che fanno male?
Renderlo più forte, mi piace fare l’idea di tagli radicali per togliere le erbacce.
Oggi possiamo dire che quando lo desideri hai le ali per volare? Che stare sulla terra ti fa meno paura perché sai che hai la forza per andare in una dimensione superiore?
Sarebbe bellissimo. Oggi sono in pace con me stessa e quindi è nato un album senza compromessi: quando, in futuro, ripenserò a questi momenti non voglio mai dire non sei tu.
Che accadrà nei prossimi mesi?
Usciranno degli inediti tra cui un singolo estivo condiviso con una ragazza catalana, quindi nelle due lingue, è ispirato al Bolero di Ravel. E poi vorrei portare in giro live To Yasemi.
Musica: ETT, dNoise, iako, emilianoakario, Ethan, Jolly Damper, INVERNO, Vincenzo De Fraia, Dacota, Sup Nasa, Stefano De Vivo, Gustavo Sánchez Cabrera
Flauti: Laura Schioppa
Mixing: dNoise
Mastering: Michele Denami
Grafiche: Moz
Foto: Ludivine Keller
Regia: Luigi Chiapolino
Styling: Christian Marchesich
Make up: Anna Verzeroli
Capelli: Maiko Shibata
Produzione esecutiva: Marcello Monno
Management: DEAD WRONG