La canzone si sviluppa come un flusso di coscienza e racconta la paura di tornare a provare un sentimento forte dopo una delusione
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Mi manchi ma non parlo è il brano con cui ho partecipato alla 37ma edizione di Musicultura. Una canzone che si sviluppa come un flusso di coscienza e racconta la paura di tornare a provare un sentimento forte dopo una delusione. Al centro c’è una malinconia densa, un legame sospeso tra la voglia di ricominciare e la paura di ferirsi ancora. Musicalmente Mi Manchi Ma Non Parlo abbandona le strutture pop classiche per farsi materia viva. Prodotto a Palermo da Fabio Rizzo (Indigo Studios), il singolo è caratterizzato da un sound ruvido e da una produzione analogica, con un crescendo strumentale che riflette, nota dopo nota, la tensione emotiva del testo.
Anche l’immaginario visivo segue questa direzione. Il videoclip è ambientato a Borgo Schirò, una cittadella agricola abbandonata nei pressi di Palermo. In questo scenario fatto di cemento e terra arsa, l’amore viene vissuto come una relazione clandestina all’interno di un regime distopico che vieta i sentimenti. Una degenerazione del mondo di oggi, in cui il sentire, le emozioni, la passione sono costantemente messe all’angolo per fare spazio al calcolo, all’efficienza, alla performatività. Nel videoclip, le due protagoniste sono costrette a comunicare in modo sovversivo attraverso biglietti nascosti, senza mai incontrarsi davvero: un dettaglio che viene ripreso anche nella copertina del singolo, che ritrae uno di questi scambi segreti tra le fessure del legno. La scelta dello split screen serve a rendere visibile l'impossibilità di un contatto: lo schermo diviso sottolinea una distanza che non si colma mai, mantenendo le due protagoniste separate e impedendo loro di incontrarsi. Questa tensione si scioglie solo nel finale quando il legame si spezza definitivamente: una delle due decide di non presentarsi all'appuntamento, lasciando che il silenzio vinca sulla possibilità di ritrovarsi.
Mi Manchi Ma Non Parlo apre ufficialmente le porte di Nuge (dal latino nugae, ossia sciocchezze, cose di poco conto), il mio primo album: un microcosmo narrativo che trasforma il sentimento in resistenza. Il progetto nasce da un’idea di Chiara Accardi e Giuseppe Rumore. Diretto da Alessio Cimino; DOP & color Riccardo Raspanti; Operatori Federica Neri, Giammarco Spina; editing Alessio Cimino, Vincenzo Guerrieri. Styling Antonella Zito; Make up Giulia Accardi; Hair style Martina Alagna.