Mirk O’ Vega presenta il singolo The Door: il video

Musica

La canzone parla di quella “porta” che si apre oltre le nostre certezze e oltre la nostra zona di comfort

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

The Door è il singolo che inaura il mio nuovo percorso artistico; una rock ballad cantautorale e intimista, che colpisce fin dalle prime note per la sua delicatezza, per la sua verità fatta di emozioni. Ho voluto pormi davanti all’ascoltatore come un vecchio amico che confida a cuore aperto, senza armatura protettiva, tanto degli slanci di coraggio quanto gli spazi di vulnerabilità: è proprio questa apparente fragilità a donare al brano un carisma potente, in cui anche l’ascoltatore, immedesimandosi, scorge un riflesso più puro del proprio mondo interiore.

Il tema è quello della “porta” che si apre oltre le nostre certezze e oltre la nostra zona di comfort; non si tratta di un luogo fisico, ma coinvolge la nostra narrazione esistenziale, la nostra identità sociale fatta di credenze che limitano e delimitano la nostra vita, rendendo la quotidianità simile a quella di un Truman dentro la bolla

televisiva del suo show. Una porta posta al centro di uno spazio già aperto, come in sogno, che “forse porta verso terre straniere, forse semplicemente dentro di noi”. La scelta dell’inglese, forse anche condizionata dal mio attuale soggiorno olandese, è dettata dalla volontà di estendere il messaggio a un pubblico più ampio.

La melodia romantica è un parlare nudo dell’anima; il tutto è impreziosito dall’arrangiamento di Alessandro Macchiavelli e William Garbo: pianoforte, chitarra classica e qualche distorsione, a cavallo di una sezione ritmica in un crescendo senza fronzoli o effetti speciali. Il concept della porta è ripreso in modo originale nel videoclip, per la regia di Matteo Sambero (assistente regia Rudy Franceschini), girato tra la campagna bresciana e la suggestiva dimora di Palazzo Facchi. La fotografia del video colpisce particolarmente, accrescendo il senso di purezza e l’emozione. In un progressivo incalzare di scenari al chiuso e all’aperto, una doppia ambientazione fa da sfondo a due misteriosi personaggi, i quali sembrano comunicare tra loro

attraverso un improbabile “portale”: una misteriosa valigia che diventa simbolo del viaggio, ma anche e soprattutto della scelta di cosa portare con sé, fuori e dentro sé stessi: dall’altrove al proprio animo e, viceversa, dal proprio cuore al mondo degli altri, partendo dai nostri amici più cari.

Chi siano i due protagonisti è svelato nel colpo di scena finale, tra i diversi i livelli di lettura della storia, non ultimo lo scambio di oggetti e opere in bozza e versione finita, ad indagare il mistero del processo creativo. Non è un caso il riferimento alla creazione della stessa canzone The door. E se è vero che nel video diversi oggetti vengono riposti o raccolti dai due protagonisti attraverso la “valigia portale”, ce n’è uno che a un certo punto rompe ogni logica e ci risveglia, come un’intuizione fulminea, da ogni sogno narrativo, lasciandoci di fronte ad una domanda: ”E se il portale non fosse la valigia, ma la canzone stessa, il migliore strumento che l’autore aveva a disposizione per attraversare se stesso e restituire agli ascoltatori ciò che

avrebbe trovato?”.

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