La canzone mette insieme frammenti di storie d’amore passate: alcune mai davvero iniziate, altre rimaste aperte, altre ancora che continuano a esistere più nella testa che nella realtà
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Guaribili ottimisti è l’ultimo brano che abbiamo scritto, e non è un caso che chiuda A Sentimento, l’EP uscito a gennaio. In qualche modo, sentiamo che dentro questa canzone ci sia una sintesi molto chiara di quello che siamo stati negli ultimi vent’anni: un percorso fatto di cambiamenti, tentativi, errori e ritorni, che però non ha mai perso una certa coerenza emotiva. Il testo è nato quasi come un flusso, mettendo insieme frammenti di storie d’amore passate: alcune mai davvero iniziate, altre rimaste aperte, altre ancora che continuano a esistere più nella testa che nella realtà. Ci interessava lavorare su quello scarto tra ciò che è stato e ciò che abbiamo immaginato potesse essere, e su come questo scarto si sedimenta nella memoria. È una canzone che parla d’amore senza nominarlo mai, e musicalmente ci è venuta fuori in modo molto diretto, quasi istintivo: chitarre ruvide, un suono lo-fi, qualcosa che per certi versi ci riporta agli inizi, ma con una consapevolezza diversa. La vediamo come una specie di “anti-inno”, qualcosa che resta addosso più per quello che suggerisce che per quello che dice apertamente.
Proprio per questo, quando abbiamo iniziato a pensare al video, ci è sembrato naturale non costruire nulla di artificiale. Volevamo che fosse coerente con l’immediatezza del pezzo, e soprattutto che restituisse il momento in cui quella canzone esiste davvero: il live. Il videoclip, diretto da Nicolò Rizzu e prodotto da Lateral Film, è stato girato durante il nostro concerto alla Santeria di Milano il 23 gennaio, una serata sold-out che per noi è stata particolarmente significativa.
Abbiamo scelto di girarlo lì perché volevamo catturare esattamente quel tipo di energia che non si può ricreare in nessun altro contesto. Per noi il live non è solo esecuzione, è il momento in cui le canzoni smettono di essere nostre e diventano di tutti. E quella sera alla Santeria è successo qualcosa di molto forte: è stata una specie di celebrazione collettiva. A un certo punto la distanza tra noi e il pubblico è praticamente scomparsa.
Nel video si vedono pogo sotto il palco, stage diving, persone che cantano ogni parola, mani che si alzano, corpi che si muovono all’unisono. Ci sono anche quei piccoli rituali che negli anni si sono creati spontaneamente ai nostri concerti e che ormai fanno parte integrante di quello che siamo. Tutto questo per noi era fondamentale: volevamo raccontare una vera e propria atmosfera. Girare Guaribili Ottimisti in questa dimensione ci ha permesso di fermare qualcosa di vivo, imprevedibile, non controllabile fino in fondo. Ed è proprio lì che riconosciamo il senso più autentico del pezzo. Il video, più ancora della canzone, restituisce l’idea di una comunità che si è formata nel tempo attorno alla nostra musica. Non è solo quello che succede sul palco, ma quello che accade tra le persone: negli sguardi, nei cori, nei movimenti. Il video è esattamente questo: un momento condiviso che continua a esistere ogni volta che qualcuno lo guarda.