La canzone è ispirata dalla figura di Lele Mora, un personaggio che, nel bene e nel
male, ha segnato un’intera epoca dello spettacolo italiano
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORGINALE DELL'ARTISTA
Con il progetto DJ Malvi, che ho ideato e sviluppato in stretta sinergia con Marco
Rotelli, mi sono posto l’obiettivo ambizioso di fondere l’energia travolgente della musica dance con una narrazione profonda e stratificata. La mia intenzione non è mai stata quella di produrre una semplice traccia da club destinata al consumo immediato; al contrario, volevo trasformare l’immaginario mediatico in un’esperienza ritmica e visiva capace di raccontare storie reali, forti e ricche di contrasti. Il mio debutto discografico, intitolato Mora nasce esattamente da questa riflessione.
Al centro del brano si staglia la figura di Lele Mora, un personaggio che, nel bene e nel
male, ha segnato in modo indelebile un’intera epoca dello spettacolo italiano. Mi ha
sempre colpito come la sua immagine pubblica racchiuda elementi apparentemente
opposti: da un lato il successo globale, il potere decisionale e la visibilità costante che lo vedeva protagonista assoluto dei salotti televisivi e dei grandi eventi tra gli anni '90 e i primi anni 2000; dall'altro, la fragilità umana che spesso rimane celata dietro le quinte di quel mondo dorato.
Quando scrivo musica, il mio processo creativo parte sempre da immagini molto forti.
Per Mora ho visualizzato nitidamente quell'atmosfera carica di luci, telecamere, feste
esclusive e brama di notorietà. Tuttavia, la sfida principale è stata far emergere la
dimensione più intima di chi ha avuto per anni le chiavi del sistema mediatico. Il brano vive di questo equilibrio precario: la spinta energetica della dance è pensata per far muovere le persone, ma la struttura narrativa costringe l'ascoltatore a confrontarsi con il racconto di un simbolo vivente della fama. Il progetto è stato prodotto da MR Management. Fin dal primo giorno, insieme a Marco Rotelli, abbiamo lavorato per costruire un concept che andasse oltre la singola uscita discografica, puntando a creare un immaginario solido che unisse musica, personaggi iconici e immagini d'impatto. L’obiettivo di questa operazione artistica è superare i confini
del semplice intrattenimento per approdare a una forma di dance dautore. Ogni
battuta ritmica è stata studiata per essere funzionale a rievocare un’estetica precisa, quella dei salotti mediatici che hanno costruito l'immaginario collettivo del nostro Paese.
Il videoclip, diretto con grande sensibilità da Simone Nicolaci, rappresenta una parte
fondamentale e imprescindibile di questo percorso. Il video non è un semplice
accompagnamento, ma il mezzo per dare un volto concreto alla narrazione e
trasformare i suoni in immagini vivide. La presenza di Lele Mora come protagonista
assoluto è l'elemento che rende il progetto unico nel suo genere: per me era essenziale che non fosse solo un racconto su di lui, ma che lui stesso si mettesse in gioco, confrontandosi con ironia con l'immagine pop che ha costruito negli anni. Ad arricchire questa narrazione visiva interviene anche il cameo surreale dell’avvocato
Massimo Lovati, figura nota per i legali legati a casi di cronaca come il delitto di
Garlasco e soprannominato Jerry la Rana. La sua partecipazione, in un momento
sorprendente insieme a Mora, aggiunge un ulteriore strato di carattere e originalità
all'opera. Abbiamo concepito Mora come un dispositivo culturale capace di stimolare
una riflessione critica sulla natura effimera della celebrità. La sfida che sento di aver
vinto come artista risiede nel trasformare la musica elettronica in un archivio sonoro di memoria sociale, dove il beat diventa il battito di un’epoca indimenticabile.