La cantante israeliana Noa si trova a Firenze per lavorare al festival Re-Imagine Peace, rassegna che riunirà artisti israeliani e palestinesi la prossima estate. Dopo l’attacco all’Iran è rimasta bloccata in Italia e sui social ha pubblicato un video mentre canta una tradizionale canzone dello Shabbat nella chiesa di San Salvatore al Monte. In un’intervista ha parlato della situazione in Israele, definendola “molto brutta”, e ha espresso forte preoccupazione per la guerra e per il destino delle persone innocenti
Un momento di raccoglimento, musica e inquietudine per ciò che accade nel mondo.
La cantante israeliana Noa si trova a Firenze per lavorare alla preparazione del festival Re-Imagine Peace, rassegna che nel luglio prossimo riunirà artisti israeliani e palestinesi. Ma nelle ultime ore la situazione internazionale ha cambiato i suoi piani: dopo l’attacco all’Iran l’artista è rimasta temporaneamente bloccata in Italia.
Sui social la musicista ha condiviso un video registrato nella chiesa francescana di San Salvatore al Monte, sulle colline che dominano la città, mentre canta una tradizionale canzone dello Shabbat.
“Angeli della pace, proteggete i miei cari”, scrive nel post che accompagna il filmato. “Anche se è una chiesa, i miei angeli sono con me ovunque. E ora più che mai
Il festival che unisce artisti israeliani e palestinesi
Noa si trovava nel capoluogo toscano per lavorare alla nuova edizione di Re-Imagine Peace, festival musicale e culturale che punta a costruire un dialogo tra artisti provenienti da Israele e Palestina.
La rassegna, prevista per il prossimo luglio a Firenze, nasce proprio con l’obiettivo di promuovere la convivenza e il confronto attraverso l’arte e la musica, un tema da sempre centrale nella carriera della cantante israeliana, impegnata da anni nel dialogo tra culture diverse.
Il ritorno a Tel Aviv e la paura per la guerra
In un’intervista a Repubblica Firenze, l’artista ha spiegato di sperare di poter rientrare presto a casa.
“Se tutto va bene tornerò martedì notte con un volo da Roma a Tel Aviv. È pericoloso, ma preferisco stare con la mia famiglia anche se giorno e notte bisogna nascondersi nei rifugi”.
La cantante ha definito la situazione in Israele “molto brutta” e ha raccontato il momento in cui ha appreso dell’attacco.
“Mi sono sentita male quando l’ho saputo”, ha
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“Un incubo per tutti”: lo sfogo della cantante
Nel colloquio con il quotidiano, Noa ha espresso anche una forte critica alla situazione politica e al rischio di un conflitto più ampio.
Secondo l’artista, chi ha manifestato contro il governo israeliano temeva che la guerra potesse diventare “l’ultima carta” per salvare l’esecutivo.
“È un gioco politico più grande del conflitto tra Israele e Iran. È un incubo per noi”.
La cantante ha poi rivolto un pensiero anche alla popolazione iraniana:
“Preghiamo per le persone in Iran, che saranno libere dal regime, ma le loro vite sono in pericolo”.
Infine un’amara riflessione sulla situazione internazionale:
“Sento che siamo nelle mani di leader che danno le nostre vite per scontate. In Russia, Iran, Cina, negli Stati Uniti. Sono molto arrabbiata”.